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Architettura dei paesi nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca) (1900-1950)

L'architettura nordica mescola diverse matrici: classica primitiva e quella tradizionale scandinava. L'aspetto che lega tutte queste esperienze è il rapporto con la natura. Il maggior esponente è sicuramente Alvar Aalto, per il quale l'architettura non è altro che un filtro tra la natura e l'uomo. Per questo si comincia a parlare di regionalismo: viene ripresa la tradizione, rimanendo in contatto con la natura.

La tradizione nordica: il romanticismo nazionale e la sensibilità doricista (1895-1957)

Mentre l'importanza attribuita da Aalto ad una forma originaria rurale, dalla variabilità delle pendenze dei tetti, deriva direttamente dall'originale principio di Pugin relativo ad una rivitalizzazione di uno stile domestico medievale, la sua caratterizzazione di un villaggio cadente della Carelia come una rovina greca costruita in legno invece che in pietra, costituisce una specie di immagine speculare dell'ipotesi di Auguste Choisy. Secondo questa ipotesi, le metope del Partenone altro non sarebbero che gli ultimi vestigi formali del sistema costruttivo linea. I due temi stilistici tipici della tradizione nordica sono: la maniera nazionalromantica dal 1895 e la sensibilità doricista che emerge in Scandinavia intorno al 1910. L'origine di questi due modi d'espressione è significativa: mentre uno deriva evidentemente dal Gothic revival, filtrata attraverso lo Shingle style americano di H.H. Richardson, il secondo trova origine nel classicismo romantico di Schinkel.

Helsinki, la capitale della Finlandia, doveva rivelarsi particolarmente incline all'influenza dello stile classico romantico dal momento che il suo piano era organizzato intorno ad un'armatura di edifici rappresentativi classici, cioè il palazzo del senato, l'università e la cattedrale, tutti costruiti dopo il 1818 su progetto del compagno di studi di Schinkel, Karl-Ludwig Engel. Come per il romanticismo Nazionale, il debito di Aalto nei confronti di questo movimento è di tale entità che risulta quasi impossibile valutare correttamente la sua successiva carriera senza aver prima analizzato le origini e gli obiettivi di esso.

Gli architetti svedesi si dimostrano incapaci in termini generali di trasformare questa maniera neoromanica in uno stile Nazionale convincente. Gli svedesi ed i Danesi furono in grado di raggiungere uno stile revivalistico autenticamente Nazionale soltanto dopo che l'impulso principale del movimento culturale di ispirazione nazionalista era ormai superato e nel modo più considerevole nel palazzo del municipio di Stoccolma (1909-1923), un edificio simile ad un castello progettato da Ostberg e nella chiesa Grundtvig a Copenaghen, un'opera proto-espressionista progettata da Jensen-Klint nel 1913 ma rimasta in realizzata fino al 1921.

Il romanticismo nazionalista in Finlandia si era già imposto come tendenza culturale significativa durante il 1895, quando un gruppo di artisti raggiunse contemporaneamente la propria maturità ideologica e artistica: il compositore Jean Sibelius, il pittore Gallen-Kallela e gli architetti Eliel Saarinen, ed altri. La Finlandia porta avanti una volontà di dichiarazione d'identità e di indipendenza culturale. Sonck e Saarinen rivendicavano una posizione autonoma rispetto alla classicheggiante influenza russa, attraverso il recupero di antichi temi locali nati da una reazione poetica al paesaggio glaciale, alle tradizionali costruzioni in legno e pietra ed al clima nordico.

Chiesa di San Michele, Lars Sonck (Turku 1895)

Le ricerche di Sonck tendono a formare una cultura architettonica autoctona, in un'operazione di ritorno al primigenio naturalistico. Il primo architetto del Romanticismo Nazionale che usò il granito fu Sonck; la chiesa di San Michele in stile neogotico era decorata da colonne e motivi ornamentali in granito finemente scolpito, in contrasto con l'interno ben diversamente rigoroso e disadorno. La chiesa, costituita da tre navate, è costruita principalmente in mattoni rossi. Il tetto è realizzato in ardesia. Per la maggior parte i materiali impiegati sono quelli della tradizione costruttiva finlandese.

Padiglione finlandese per l'esposizione di Parigi, Eliel Saarinen e Armas Lindgren (Parigi 1900)

Opera orientaleggiante in stile neuro manico, usarono una versione locale di questa maniera nella loro villa di Hvitträsk, estremamente romantica, progettata nel 1902 in collaborazione con Gesellius.

Stazione di Helsinki, Eliel Saarinen (Helsinki 1904)

Saarinen vinse il concorso per la stazione ferroviaria con uno schema spiccatamente romantico, composto da facciate in pietra lavorata coronate da enormi statue stilizzate che reggono le lampade a forma di globo. Questa soluzione venne duramente criticata come esercizio pittorico. Saarinen reagì a queste critiche spogliando gradualmente il sistema formale, disponendo elementi purificati su di una pianta quasi classica ed usando un linguaggio fatto di striature astratte sulla facciata. La stazione si configura come un'architettura di servizio trattata in maniera monumentale, secondo un ritmo classicista.

Chiesa di Grundtvig, Peder Klint (Copenaghen 1913)

Rivisitazione del westwerk medievale in chiave tradizionale. In facciata è evidente la torre tripartita scalare. Le tre grandi navate di impostazione gotica sono state asciugate. Nel 1904 l'idilliaca corporazione costituita da Saarinen, Gesellius, e Lindgren che, anticipando Wright, non solo lavoravano ma anche vivevano assieme, giunse ad un'improvvisa rottura. Questo si verificò quando Saarinen, lavorando autonomamente, prese parte vincendo al concorso per la stazione ferroviaria di Helsinki con un progetto la cui invenzione architettonica rifletteva lo Jugendstil cristallizzato di edifici quali il Palazzo Stoclet di Hoffmann a Bruxelles del 1905 e l'Hochzeitsturm di Olbrich a Darmstadt nel 1907. Il revival del classicismo romantico in Scandinavia, la cosiddetta sensibilità doricista, ebbe inizio in Danimarca.

Biblioteca pubblica di Stoccolma, Gunnar Asplund (Stoccolma 1920-28)

Il movimento giungeva al culmine in Finlandia proprio nel momento in cui si stava esaurendo con il palazzo del parlamento finlandese di J.S. Siren del 1926-31. In Svezia il revival classico romantico, ben lungi dall'essere normativo, era alterato da una tendenza alla deformazione e da un'ossessione per l'ambientamento, quali erano state fissate nella progettazione e nell'iconografia, impostata sull'obliquità, della maniera nazional romantica di Ostberg. Si trattava qui di una forma di espressione misurata e sintetica che invariabilmente alludeva alla topografia ed al Genius loci. Questa spinta alla distorsione era profondamente radicata in Asplund, che essendo stato influenzato sia da Ostberg che da Tengbom, tanto sporadicamente durante tutta la sua carriera trascendeva la battaglia degli stili grazie alla fusione del linguaggio spontaneo con quello classico all'interno di una primitiva e più autentica forma di espressione. Il modello di riferimento è la Biblioteca Reale di Boullée riprendendo l'idea di un classico senza tempo. L'altro riferimento simbolico è quello di un cranio indicato dalla volta che indica il pensiero. Si tratta di un'architettura classica priva di decorazioni e di ordini architettonici. Il portale di ingresso è strombato, quasi Egizio, che riprende da delle architetture tradizionali. Riprende Schinkel attraverso l'utilizzo di volumi semplici e puri e mettendo in relazione il cerchio ed il quadrato.

Cappella Woodland, Gunnar Asplund (Stoccolma 1918-20)

Nel cimitero sud di Stoccolma, progettata per un concorso in collaborazione con Sigurd Lewerentz nel 1915, è caratterizzata da un'estrema semplicità. Sostanzialmente classico come progetto questo piccolo edificio a una sola cella, con il suo tetto a scandole dal profilo incisivo, appoggiato su un peristilio toscano, nei fatti era ripreso da una capanna primitiva che Asplund aveva visto per caso in un giardino a Liselund. All'interno c'è una cupola linea estremamente semplice che invita al raccoglimento. Fino al momento del suo breve periodo funzionalista che durò dal 1928 al 1933, la sua opera sembra essere stata soggetta ad influenze tanto differenziate quanto distanti nel tempo, quali i neoclassicisti francesi Josef Hoffmann e soprattutto Bindesboll, il cui Museo di Thorwaldsen a Copenaghen del 1848 fornì ad Asplund quei motivi di ispirazione egiziana e neoclassica che ricorrono nella sua opera durante tutti gli anni '20.

Crematorio al cimitero di Enskede, Gunnar Asplund (Enskede, Stoccolma 1935-40)

Si tratta di una serie di edifici ai quali si accede tramite una scalinata. Di fronte ad esso è situata una grande croce in granito grigio e di fianco c'è un laghetto. Ricorda l'architettura antica, è estremamente evocativa ed al tempo stesso molto semplice. Il portico è formato da pilastri a pianta quadrata molto semplici, al centro del portico c'è l'impluvio che raccoglie le acque piovane.

Alvar Aalto (Kuortane 1898- Helsinki 1917)

Figlio di un ingegnere, iniziò la sua attività nello studio del padre. Frequenta il Politecnico ad Helsinki. Terminati di studi nel 1921 si iscrisse all'ordine degli architetti. Nel 1924 fece il suo primo viaggio in Italia e nel 1925 sposò Aino Marsio sua compagna di Politecnico e diplomata un anno prima di lui. Ebbe inizio così una intima collaborazione anche sul piano lavorativo. Per i successivi 25 anni, ovvero fino alla morte della moglie, tutti i progetti portarono le loro firme congiunte. Nel 1927 trasferì la sua attività a Turku, nel 1929 a Francoforte partecipò al secondo CIAM dove entrò in contatto con diversi artisti europei. Nel 1931 si spostò ad Helsinki e nel 1933 partecipò al quarto CIAM ed all'elaborazione della carta di Atene.

L'inizio della pratica professionale ad Jyvaskyla tra il 1923 ed il 1927 fu notevolmente vario, comprendendo alloggi per lavoratori ed un club operaio entrambi realizzati nel 1924, un numero sorprendente di chiese e di restauri di chiese e due case per le guardie civili realizzate nel 1927. Tutte queste opere furono compiute sotto l'influenza di Asplund in uno stile vagamente doricista, che sebbene fosse almeno in parte mescolato con il linguaggio locale del legno, era nello stesso tempo debitore all'austerità della linea di Hoffman ed alla maniera italianeggiante di Schinkel. Decisamente estraneo al naturalismo svedese o al populismo italiano, egli continuava a perseguire una sintassi alla cui base è un rapporto tra forme organiche ed articolazioni geometriche, ricco di tensioni. Ne esce un'architettura leggibile in più chiavi, il cui polo naturalista si stempera e si risolve in una successione di forme volutamente ambigue, polivalenti, allusive.

Biblioteca di Viipuri, Alvar Aalto (Viipuri 1927)

Nel 1927 si rivolse decisamente al classicismo romantico nella sua chiesa di Viininka e nel progetto per il concorso della biblioteca di Viipuri. Quest'ultima realizzata in una forma modificata nel 1935 risentiva in maniera inequivocabile dell'influenza di Asplund, dal momento che la sua forma comprendeva elementi caratteristici direttamente tratti dalla biblioteca pubblica di Stoccolma. Tra questi la pianta neoclassica con la sua scala regia disposta a Seal mente, la facciata a tettonica con il suo pregio ed il gigantesco portale di ispirazione egiziana, erano chiaramente elementi che Asplund a sua volta aveva tratto da Bindesboll. Ma fu il progetto con cui vinse il primo premio al concorso per il Sanatorio di Paimio del 1928 che fissò saldamente lo stile sostanzialmente funzionalista del periodo della sua prima maturità. Il progetto della biblioteca si inserisce nel verde, nei pressi di una chiesetta. La pianta non evidenzia un centro anzi lavora sempre su due corpi distinti sfalsati. La facciata è libera poiché la struttura è in cemento. Sul tetto alle finestre sono dei tronchi di cono. Il controsoffitto in legno nel blocco accessorio si piega a formare delle onde che favoriscono una migliore acustica. L'ingresso è completamente vetrato come il vano scala.

Edificio per la Cooperativa agricola del Sud-Ovest, Alvar Aalto (Turku 1928)

La combinazione dei colori del teatro all'interno di questo edificio, un auditorium blu scuro controbilanciato da una raffinata tappezzeria grigia e rosa. Ad un congresso sul cemento armato tenutosi a Parigi nel 1928 egli conobbe l'opera dell'olandese costruttivista Duiker il cui sanatorio Zonnestraal in cemento armato costituisce il punto di partenza dello stesso progetto di Aalto per il concorso del Sanatorio di Paimio presentato nel gennaio del 1929. Fece la conoscenza di Harry e Mairea Gullichson, erede della grande ditta Ahlstrom del legno della carta e della cellulosa, aveva visto i primi mobili di Aalto in un grande magazzino di Helsinki e lo invito a progettare una serie di mobili per la produzione di massa. Le conseguenze concrete furono la fondazione della società di mobili Artek nel 1935 con l'obiettivo di produrre i mobili di Aalto su vasta scala, la fabbrica di cellulosa ed il quartiere di abitazioni operaie di Sunila, progettate e realizzate presso Kotka tra il 1935 ed il 1939.

Padiglione finlandese dell'Esposizione Mondiale di Parigi, Alvar Aalto (Parigi 1937)

Il suo progetto di concorso che risulta vincitore, un edificio in legno dal nome significativo Le Bois est en marche (il legno è in movimento). Si trattava di una esposizione dimostrativa della costruzione in legno, i cubi e vari elementi portanti esprimevano le specifiche caratteristiche del materiale. Il rivestimento in assicelle di legno della sala principale e la struttura a scheletro in legno dello spazio perimetrale destinato all'esposizione ostentavano in maniera virtuosistica differenti tecniche di giunzione in legno. A parte questa ingegnosità costruttiva il padiglione finlandese era importante soprattutto per la formulazione in esso contenuta del principio di site planning della successiva carriera di Aalto, secondo il quale un dato edificio è invariabilmente separato in due distinti elementi e lo spazio tra questi si articola come uno spazio dichiaratamente umano. Nella sua successiva carriera doveva prendere in considerazione il fatto che la sostituzione dell'espressione in cemento armato con il legno ed i materiali naturali era della massima importanza per lo sviluppo della sua architettura. Egli considerò i suoi mobili laminati come esempi di un approccio al design intuitivo, indiretto e più critico, in grado di creare un ambiente più sensibile ed articolato rispetto a quello che si ottiene generalmente con una logica lineare. Intendeva costruire un'immagine chiara e coerente della cultura finlandese tramite l'uso del materiale Nazionale, il legno. Un guscio molto simile alle fattorie della Finlandia centrale dove aveva trascorso l'infanzia, ma lo stesso ricordò a molti critici anche le forme delle case tradizionali giapponesi. La facciata era caratterizzata da un sottile gioco di superfici concave e convesse, illuminate dall'alto. All'interno il padiglione era caratterizzato, come in opere contemporanee, da colonnati di legno legati dal bambù che richiamavano molto da vicino i colonnati classici. Gli oggetti che volle esporre infine furono principalmente prodotti di moderna concezione costruiti però con tecniche tipiche della Finlandia. Questa scelta restringeva pesantemente il numero di prodotti esposti e scontentò non poco i capitani di industria finlandesi che criticarono il lavoro di Aalto.

Sanatorio di Paimio, Alvar Aalto (Paimio 1929-33)

Questo approccio organico alla progettazione si trova già alla base del trattamento dei particolari della biblioteca di Viipuri e di questo sanatorio, capolavori della seconda metà degli anni venti che sebbene realizzati in cemento armato tuttavia offrivano un'occasione di estendere i precetti del funzionalismo fino ad includere la risposta ad una completa gamma di esigenze fisiche e psicologiche. L'interesse che lo accompagna durante tutta la sua vita per l'atmosfera complessiva di uno spazio e per il modo in cui questa può essere modificata grazie ad un sensibile filtraggio del calore, della luce e del suono, fu formulato per la prima volta in tutta la sua pienezza in queste due opere. Le camere a due letti erano accuratamente organizzate per andare incontro alle esigenze del paziente, in particolare i malati di tubercolosi, non soltanto per quanto riguarda il controllo dell'ambiente ma anche in termini di identità e privacy: la luce ed il calore diretto erano tenuti lontani dalla testa del paziente, mentre i soffitti erano colorati per ridurre il riverbero ed i lavandini erano progettati in modo da funzionare senza far rumore. Analogamente le sale principali di lettura della biblioteca di Viipuri erano sempre illuminate con luce indiretta, di giorno da lucernari imbutiformi, e di notte da faretti retrattili che facevano rimbalzare la luce sulle pareti opposte. Prestò la stessa attenzione alle proprietà acustiche, isolando le sale di lettura dal rumore del traffico ed dotando la sala da conferenze di forma rettangolare di un soffitto ondulato riflettente che si estende per tutta la sua lunghezza. In generale i principi del free planning adottati nella biblioteca e nel sanatorio, conferirono l'approccio organico di Aalto all'architettura, un approccio che è nonostante tutta la sua intrinseca libertà raramente soffriva e in termini formali di una perdita di controllo. Riprende la Bauhaus, infatti la composizione è asimmetrica ma bilanciata: i corpi si inclinano secondo angoli molto diversi e liberi, rispetto andò il movimento organico dei corpi rispetto alla natura. C'è una progettazione molto dettagliata degli arredi e dei colori, le camere erano dipinte in verde, le balaustre in blu e le scale in giallo.

Villa Mairea, Alvar Aalto (Noormarkku 1938)

Portò a compimento il capolavoro della sua carriera prebellica, una casa di vacanze realizzata per Mairea Gullichson. Il primo schizzo di questo edificio a forma di L fa riferimento in modo esplicito al romanticismo.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Argot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Consoli Gian Paolo.
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