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Storia dell’architettura 3 contemporanea

Corso semestrale 6 crediti. Prof. Gian Paolo Consoli, Labalestra, Pietropaolo.

Architettura Moderna dalla fine del 1700 fino ai giorni di oggi. Italia, architetture pugliesi per l’esercitazione.

Ci occupiamo dei filoni culturali e architettonici, momento cruciale è il 20esimo secolo (1900), vi fu una rivoluzione di tipo ideale, di come si pensa l’architettura, e di tipo tecnico, come si costruisce l’architettura.

Si afferma la contemporaneità, si costruisce molto di più, tecniche costruttive rapide, che cambiano il modo di pensare all’architettura. Possibilità di costruire su una base puntiforme e non lineare, data dal cemento armato, dal ferro ecc. che creano conseguenze formali devastanti, la struttura diventa indipendente dalla forma, nasce la pianta libera, finestre a nastro. Ci si arriva attraverso esperimenti ed ogni architetto l’ha usato diversamente.

Dovremo leggere una serie di libri per arrivare ad una conoscenza approfondita complessiva dell’architettura Moderna. Dobbiamo maturare una capacità di giudizio critico. L’architettura ha un valore non solo estetico, è legata alle vicende politiche-economiche.

L’architettura contemporanea nasce con la contemporaneità, nascono problemi di tipo quantitativo, si è costruito più dei secoli precedenti, architetto come tecnico e coautore della modernità. Rapporto stretto con la funzione, il concetto di tipo è moderno, la nuova società ha bisogno di luoghi in cui fare funzioni pubbliche, cittadine.

Il museo nasce come idea, illustra le opere dell’uomo e le mette in fila, vale per la comunità, è un luogo pubblico che serva ad insegnare. La Biblioteca Pubblica, la Borsa per gli affari, le scuole che si specializzano, nascono varie tipologie, nuovi monumenti delle città, non ci sono più chiese e palazzi ma molte più case, il tema centrale è l’abitare.

Adesso la società cambia, il problema è affidato all’architetto, che progetta parti intere di città, che diventa metropoli, nascono città da 1 milione di abitanti, nasce lo zoning, divisione per parti, cambia la città e l’architettura. Ci occuperemo solo delle opere esteticamente riuscite.

La città si sviluppa, mutamenti all’inizio del 1800, principio della scacchiera, poi crescita a macchia d’olio, si cerca di regolare con l’urbanistica nel 1800, che disegna la città, che poi cresce secondo le sue regole economiche, la speculazione cresce dove è più redditizio farla crescere.

L’architettura contemporanea è mondiale, non solo incentrato sull’Italia, come il Barocco. Nel 1700 l’architettura italiana, Roma, non è più la capitale del pensiero, l’architettura si sposta fuori, Roma è architettura antica, (Fontaine studia l’architettura romana antica e Rinascimentale, fanno un libro e tornati in Francia diventano architetti di Napoleone, progettano la Rue de Rivoli, con portici per lo shopping a Parigi, il nuovo centro.

Poi abbiamo Londra, Berlino, poi da qui diventa globale, si spostano negli USA, architettura rappresentativa europea. Il movimento moderno è l’International Style, mondiale, basato sui nuovi materiali e tecniche. Globalità, Pechino, San Paolo, tutto il mondo è campo di esercizio. Si cerca di mantenere un rapporto con il contesto, il Regionalismo.

Illuminismo, Eclettismo, Architettura del Ferro, poi il 21esimo secolo, le Guerre Mondiali e l’Archistar System attuale.

Esame ed esercitazione

L’esame prevede anche l’esercitazione su una lista di architetture pugliesi contemporanee (una scheda), orale con esercitazione, verterà sulla conoscenza delle architetture e schizzi, tipo la pianta del Bauhaus.

L’esercitazione è un’analisi, una schedatura rispetto al patrimonio pugliese. L’architettura contemporanea si può riprogettare, critica operante rispetto anche al valore delle immagini lanciate, si può studiare il contemporaneo come un documento, leggibile metodologicamente, e rispetto alle tecniche costruttive, inoltre ricerca archivistica catastale, si possono rintracciare i progettisti ed i committenti.

Tanti storici diversi per la bibliografia, una decina, consultarne almeno due, quello principale Storia dell’Architettura Moderna di Frampton, che però dell’800 parla poco, quindi consultare anche il Middelton-Architettura Moderna, oppure il Della Piana-Una Storia dell’Architettura Contemporanea, poi un testo non obbligatorio, Tettonica e Architettura di Frampton. Leggiamo i testi degli architetti stessi, Mies, Le Corbusier ecc. consigliato Antologia dell’Architettura Moderna-Benedetti Proghi, che li mette insieme.

Durante l’Architettura Contemporanea si continua a fare architettura tradizionalista legata all’idea di muro, c’è un filone che continua. Un altro testo è quello di Aldo Rossi, che riprende temi neoclassici.

Neoclassico come fine del classicismo I

Francia 1750-1800 da Soufflot a Durand

L’architettura nella modernità cambia a partire dal 1789 Rivoluzione Francese, una data di comodo. In questi anni cambia il modo di pensare e i problemi che ci si pone. Nasce il concetto teorico di estetica e giusto, che diventano soggettivi, filosofi cercano un fondamento alla bellezza, il bello è nello sguardo del soggetto e non nell’oggetto in sé.

I cambiamenti sociali, David dice che l’arte educa e insegna le virtù della società. C’è un problema di sviluppo delle città. Nascono le metropoli, cambia il modo di fare architettura, più veloce, cresce secondo regole difficili da controllare, basate sull’economia e la speculazione.

L’architetto costruisce i nuovi tipi edilizi, luoghi che rispondono a nuove funzioni (il museo nasce alla fine del 1700, biblioteche, parlamenti, luoghi per le assemblee politiche). Cambia anche il linguaggio dell’architettura che si velocizza, composizione paratattica (seriale) in fretta e senza particolare decoro, battaglia contro la decorazione legata all’etica, architettura civile, composta velocemente ed in modo frammentato, montaggio di pezzi.

Il Neoclassico diventa una scelta, si sceglie qual è l’antico più adatto a rappresentare la modernità, una scelta sentimentale: la forma cambia via via, sono usati frammenti di forme montati insieme. Espansione della città, costruzione delle case, si mette ordine.

Laugier “una grande confusione nell’insieme e grande ordine nel dettaglio: città.” Laugier si pone il problema struttura-forma, come usare la colonna? Solo come qualcosa di strutturale, non si mescolano colonne e muri.

Il termine Neoclassicismo è una definizione a posteriori, coniata alla fine del 1800, in un periodo di rifiuto di questo stile. La rivoluzione neoclassica si configura come un rinnovamento del gusto intorno al 1760, entrando poi definitivamente in crisi con la caduta dell’Impero Napoleonico (1815).

Dal 1789 la Rivoluzione Francese indica il cambiamento della società. Cambiano i modi di pensare ed i problemi che ci si pone, oltre ad esserci uno sviluppo nelle tecniche, che stravolge tutte le attività umane. Gli architetti del 1700 ricercano uno stile attraverso una meticolosa rivalutazione dell’antichità.

Fu esteso l’itinerario del tradizionale Grand Tour oltre le frontiere di Roma, così da studiare quelle culture su cui, secondo Vitruvio, si era basata l’architettura romana. Alla fine del 1600 Claude Perrault, un architetto francese, mise in discussione la validità delle proporzioni vitruviane, al loro posto elaborò le sue tesi sulla bellezza “positiva” (ovvero uniforme e perfetta) o “arbitraria” (ovvero con funzione espressiva che può essere richiesta da una circostanza o da un carattere particolare).

Durante la rivoluzione neoclassica viene criticata la nozione di arte, oltre alle critiche sociale, economica, politica ed alla scienza. Voltaire, Diderot, Winckelmann, Burke sono i protagonisti del dibattito sulla produzione artistica, il conflitto tra genio e regola, la concezione del bello come sentimento o conoscenza oggettiva.

L’atteggiamento mentale è incline al razionalismo, nasce il concetto di estetica e di gusto, il bello ha a che vedere con il soggetto. Kant afferma che il bello è nell’occhio dell’osservatore, non nell’oggetto in sé. Cambia il modo di pensare l’arte, non è più fine a se stessa, serve ad educare, insegnare le virtù.

Nel neoclassicismo c’è necessità di strutturare la città, si progettano gli accessi urbani, le piazze, gli edifici specialistici, sovrapponendoli all’antico tessuto cittadino. Inoltre vi è una generale restaurazione dell’antichità, collegata all’ampia diffusione delle scoperte archeologiche (scavi di Ercolano 1711, scavi di Pompei 1748).

Le città si sviluppano e diventano metropoli, nasce l’urbanistica che prevede la crescita della città e introduce Piani. L’architettura diventa mondiale, deve crescere velocemente al ritmo della società, rispondendo alle nuove esigenze e creando nuovi “tipi edilizi” (termine definito da Quatremère de Quincy nel Dizionario Storico) quali centri commerciali, musei, teatri, dogane, parlamenti, biblioteche.

La vita della città si muove intorno alle esigenze del cittadino e non più del sovrano, è architettura civile. Velocizzandosi, l’architettura ora si basa sulla composizione paratattica, sviluppo seriale, si costruisce in fretta e uguale, senza decori, sobrietà estetica, montando parti diverse scelte tra le tante tradizioni dell’antico, una scelta sentimentale volta a creare forme nuove.

Cambia la forma e le tecniche costruttive. Gottfried Semper, architetto tedesco del 1800, nel libro I Quattro Elementi dell’Architettura (1852) rifiuta l’interpretazione neoclassica della capanna primitiva di Marc-Antoine Laugier, per lui l’abitazione primordiale era divisa in 4 elementi fondamentali, il basamento, il focolare, il tetto e una membrana di chiusura.

Laugier, architetto francese del 1700, dice che la città è una grande confusione nell’insieme e un grande ordine nel dettaglio. Pone il problema del rapporto tra forma e struttura: la colonna dev’essere strutturale, non può essere accostata ad un muro o ad un arco perché appartiene al mondo greco, l’arco al mondo romano.

Saint Genevieve Jacques-Germain Soufflot

Parigi 1757-1780

È un tempio dedicato alla protettrice di Parigi, durante la Rivoluzione è il Pantheon dove vengono sepolti uomini importanti della Francia, chiesa progettata con nuovi principi. Volume massiccio, croce greca allungata con pronao all’antica, muri senza decorazione.

Cupola sostenuta da peristilio di colonne (Bramante) con calotte che la coprono. In pianta foresta di colonne, al centro 4 pilastri rettangolari, 3 cupole una dentro l’altra, luce misteriosa. Leroy ha raccolto i monumenti greci per la prima volta (catalogatoria). Egli mette insieme la storia del tempio cristiano.

Si concentra sul tema rapporto forma a croce-cupola, genealogia delle chiese moderne. Il compito di Soufflot è unire l’architettura greca e la gotica (architettura greco-gotica strutturale perché è leggera, luminosa, sostenuta solo da colonne libere, egli cerca le possibili soluzioni statiche, le cupole sono 3 calotte illuminate con finestre laterali.

Nella sezione il sistema per mettere insieme una muratura armata, ferri che rendono la resistenza al momento flettente maggiore. Si usano poi gli archi rampanti non visibili all’esterno (armatura e archi rampanti= primo monumento della nuova architettura). È il primo grande monumento di questa nuova architettura.

Inizialmente dedicato a Saint Genevieve, durante la Rivoluzione Francese diventa un Pantheon, vengono sepolti Rousseau, Voltaire e tutti gli uomini che hanno fatto la nuova Francia. Soufflot vuole ricreare la luminosità, il senso dello spazio e le proporzioni dell’architettura gotica, ma in termini classici.

Adotta una pianta a croce greca con navate formate da un sistema di cupole ribassate ed archi a tutto sesto, sorretti all’interno da un peristilio continuo. Volume massiccio, la pianta risulta allungata da un pronao all’antica. Muri semplici, cupola sostenuta da 4 pilastri triangolari centrali (come nella Basilica di S. Pietro).

Il peristilio di colonne è paragonabile a una foresta. Cupola formata internamente da 3 calotte, sorretta esternamente da colonne, come nel Tempietto di Bramante. Julien-David Le Roy, architetto francese, fa dei disegni mettendo insieme la storia dell’evoluzione del tempio cristiano, riflessioni su croce greca e cupole.

Quest’opera unisce la maestosità greca e la leggerezza gotica, è definita greco-gotica, è sia massiccia che luminosa, colonne molto sottili, questo crea un problema statico, quindi realizza una muratura armata che resiste meglio alle spinte e usa archi rampanti come contrafforti, non visibili esteriormente.

École de Chirurgie Jacques Gondoin

Parigi 1769-74

Tempio moderno con poca decorazione, aperture a buchi, colonne libere, portico ionico a schermo che nasconde il cortile interno (trasformazione dell’hotel francese). All’interno aula assembleare (teatri greci), dove si svolgevano le lezioni, intorno portico. In facciata frontone.

Tempio della professione moderna della chirurgia, luogo che la celebra. L’ala con gradinata, volta cupolata a cassettoni, è il modello per le successive. Nessun ordine architettonico, solo muro e cornice.

All’esterno un ricordo dell’architettura antica, un arco trionfale reso semplice con sopra il fregio un bassorilievo che celebra la chirurgia. Nel cortile busti dei chirurghi più famosi. Il portico ionico ha la funzione di schermare e nascondere il cortile interno, come nei palazzi nobiliari francesi.

Aula semicircolare delle conferenze, anticipata da un frontone, presenta gradinate, parete ricurva e spoglia, semicupola a cassettoni con aperture a mezzo oculo, diventa un modello. Facciata composta da un arco trionfale incassato in uno schermo continuo di colonne ioniche attraverso le quali si vede un cortile decorato da busti dei chirurghi più famosi, e circondato da colonne ioniche libere o incassate.

In fondo un gigantesco portico corinzio. È il tempio della professione moderna, la chirurgia diventa una professione borghese. Il successo di quest’opera frutta a Gondoin molte commissioni, disegna mobili per la Regina Maria Antonietta.

Étienne-Louis Boullée

Parigi 1728-Parigi 1799

Uno dei 3 architetti rivoluzionari (insieme a Ledoux e Lequeu) che impostano in modo nuovo il progetto. Boullée è capo dell’Accademia di Architettura, ha scritto Architettura: Saggio sull’Arte, in cui definisce l’architettura, essa non è quello che viene dopo, ma l’idea della costruzione, trasmettere l’idea dell’edificio, concetto di base visibile tramite montaggio di solidi puri, crea modelli per la nuova società, racconta cosa questi disegni esprimono.

Mettere in opera la natura, come se la natura diventasse triste, così nell’architettura funebre, architettura parlante, architettura sepolta (mostra una parte di ciò che c’è sotto). Grandiosità di scala, passione per la geometria formale che caratterizzerà la seconda metà del 1700, già evidente nei progetti presentati all’Accademia di San Luca a Roma, che organizzava annuali per evidenziare le nuove tendenze nell’ambito dell’architettura internazionale.

Erano progetti di costruzioni gigantesche e di impossibile realizzazione. Le opere di Boullée e Ledoux, per quanto diverse, hanno dei punti di contatto, entrambi hanno superato la linea tradizionale ed hanno concretizzato un nuovo stile visionario.

Boullée deve la sua fama alla sua lunga attività didattica, forma architetti importanti (Durand, Thibault), inizia come architetto nel 1752 quando realizza una decorazione a trompe d’oeil nella Cappella del Calvario a Saint-Roch a Parigi. È un architetto rivoluzionario perché imposta in modo nuovo il progetto, scrive Saggio sull’Arte, per lui l’architettura è l’idea dell’edificio, che bisogna trasmettere attraverso le sue forme.

Utilizza sempre solidi puri e colonne semplici, il montaggio, crea modelli per la nuova società nascente. Per fare architettura bisogna mettere in opera la natura, ad esempio nell’architettura funeraria la natura è triste, le foglie cadono, devo raccontare quello che non c’è più.

La sua viene definita architettura Parlante o Sepolta perché ne viene mostrata solo una parte. Evoca emozioni sublimi del terrore e della quiete, sviluppa il genre terrible, immensità di visione e disadorna purezza geometrica delle forme monumentali, suscita emozione e ansia. Era ossessionato dalla capacità della luce di evocare la presenza del divino.

Cenotafio per Newton Étienne-Louis Boullée

1784

L’ha sepolto dentro le sue idee, “ti ho sepolto dentro il tuo pensiero”, rappresentazione delle leggi fisiche del mondo, della fisica, lo mette nella sua invenzione, architettura liscia, sfera su basamento.

Veduta notturna all’interno, dalla tomba si contempla la volta che è un cielo stellato, l’universo. Il pensiero diventa opera architettonica. Idea forte. Nell’altra veduta palla luminosa che illumina l’interno.

La forma sferica evoca l’immensità dell’universo. Vasta sfera in muratura, in cui di giorno era sospeso un fuoco a rappresentare il sole, mentre la notte la volta è organizzata come un cielo stellato, il fuoco veniva spento per svelare l’illusione del firmamento prodotto dalla luce diurna attraverso i muri perforati della sfera.

Cenotafi e monumenti funebri

Étienne-Louis Boullée

Fa molti cenotafi, usa il cono e la piramide, forme geometriche semplici, edifici suggestivi. Cono con dentro cupola, memoria funebre. Le piramidi, architettu

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Argot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Bari o del prof Consoli Gian Paolo.
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