Sociologia dei media
Concetti principali
Quando noi pensiamo se i media sono positivi o negativi per la nostra società, se ognuno di noi pensa a questa cosa adotta in parte la ricerca amministrativa e la teoria critica. Fa un lavoro di interpretazione, pensa cosa fanno i media in questa società (politica = spettacolo), i media hanno dei legami con la politica fortissimi e successo per cui non sono utili ed dannosi per la società.
La ricerca empirica o amministrativa va a vedere cosa ognuno di noi fa con i media. Come utilizziamo i media: In parte si utilizzano per divertimento e in parte per informazione, mettendo a confronto varie informazioni. Se indaghiamo su come i media siano utilizzati dalla società allora vediamo tutte le preoccupazioni.
Ricerca amministrativa o empirica si è sviluppata in Stati Uniti con Lazarsfeld, il quale vedeva cosa le persone facevano con i media; in Europa si è diffusa molto la ricerca critica, nell'accezione di teorie critiche (scuola di Francoforte con Adorno, Horkheimer).
Ricerca amministrativa e critica
La ricerca amministrativa o communication research riguarda il soddisfacimento dei bisogni informativi delle organizzazioni mediali e dei suoi dirigenti mentre la ricerca critica esamina i media all'interno dei contesti storici, sociali, politici, economici e culturali. La ricerca critica inoltre studia quel materiale che non trova accesso ai canali di informazione.
Mutamento culturale
Come avviene il mutamento culturale? Attraverso distinzione tra contenuti e mezzi. I media sono utili per i contenuti che passano o per il canale che aprono? Pensare al mezzo significa a come si diffonde la cultura, informazioni e conoscenze. È necessario oltre a pensare a quali contenuti vengono passati alle caratteristiche dei mezzi (poteri intrinsechi). Per poter giudicare tutti questi aspetti ci si basa sull'audience: dalla stampa ai media.
La storia della comunicazione è la storia dei supporti di memoria; pittura rupestre difficilmente trasportabili, le memorie venivano lasciate ma dalle quali bisognava passare = è come andare al cinema, ma oggi possono vederlo in streaming. Digitalizzare significa compattare i linguaggi in maniera tale da poterli trasferire su supporti leggeri, trasportabili. L'idea delle comunicazione di massa non è tanto di poter diffondere le informazioni ma renderle il più possibili personalizzabili e trasportabili.
Questo è stato il cambiamento epocale che si è svolto in un tempo lungo ma che nell'ultimo periodo ha subito attraverso la tecnologia del web un potenziamento incredibile.
L'ottocento e la modernizzazione
Si parte dall'800 per parlare di mezzi di comunicazione, per la rivoluzione industriale in particolare ci sono dei primi mezzi di comunicazione di massa diffusi perché costavano poco cioè la penny press. È il primo prodotto di massa che contiene tutti gli aspetti problematici che ancora oggi attribuiamo alle funzioni dei media. Si salta la diffusione della stampa, che è stata la 1 rivoluzione importante introdotta, e si diffonde un grande libro di massa che è la Bibbia.
La penny press si occupava della cronaca, va a sottolineare un processo di popolarizzazione dei media. La cronaca ha la caratteristica di parlare di fatti speciali o straordinari occorsi a persone comuni ed è quello che succede normalmente nei mezzi/prodotti di massa, prodotti semplici, comprensibili da tutti, hanno a che fare con la vita quotidiana e vicini alla propria esistenza.
Questo è stato il primo prodotto che è riuscito ad essere popolare in tutti i sensi e si avvaleva di un altro mezzo che normalmente dimentichiamo. C'era il titolone, parte descrittiva semplice e l'immagine o fotografia. In questo momento le foto sono divenute di massa. Prima le foto familiari erano percepite come strumento con il quale passare la memoria della famiglia, dare informazioni ai discendenti e usata per immortalare quell'attimo per celebrare quell'istituzione, in questo caso familiare. La fotografia cambia il ruolo, avvicina, testimonia e soddisfa determinati tipi di curiosità.
Popolarizzazione e partecipazione
A partire dalla seconda metà dell'800 si ha quello che è un percorso di popolarizzazione, partecipazione attiva all'utilizzo di questi mezzi di comunicazione di massa. Un altro aspetto fondamentale è la visibilità. Nelle città si sviluppano le esposizioni (1851 la prima esposizione), in cui la società si mette in mostra. Si trattava di un'esposizione ferma, stabile che portava con sé tutte le caratteristiche fondamentali che definivano la città da un lato, e dall'altro gli aspetti che dovevano i media per essere comunicativi.
La prima esposizione era una costruzione enorme o padiglione fatto di vetro e ferro. Questi sono i due aspetti della modernità e visibilità e inizio della nascita della città così come oggi la conosciamo. Si rende visibile ciò che prima era invisibile. Tutto viene messo a disposizione di tutti, nascono così le vetrine in cui si guardano senza toccarla, oggi accade in televisione con pubblicità.
Così nacque un agglomerato che ha caratterizzato un aumento della mobilità sociale mai visto in precedenza. La città ha prodotto un mezzo capace di raccontare la città, cioè cinema. La metropoli si racconta attraverso il cinema, persone diverse sedute accanto che guardano tutte lo stesso prodotto. Non nasce come prodotto d'élite ma come mezzo popolare.
Il nickelodeon
Il nickelodeon, mezzo antecedente al cinema era la giostra in cui le immagini andavano velocissime e si riproducevano le caratteristiche del cinema (era frequentabile da tutti, si poteva fare confusione come la teatro, tifoserie, partecipava il popolo e aveva degli spazi all'interno dei quali si aggregavano per la prima volta, le persone che non avrebbero avuto ha che fare tra di sé come ceti diversi o di genere differente).
I media sono legati attraverso una tessitura stretta con tutta una serie di evoluzione che riguardano la storia più recente e che li hanno visti protagonisti di un fortissimo cambiamento.
Media tecnologici/digitali
Hanno mutato la concezione di questi concetti.
- Libertà
- Democrazia
- Partecipazione
- Potere
- Proprietà
Proprietà e copyright
Proprietà: come questione del copyright in internet. Questione complicata perché ancora non si sono trovate delle modalità definitive per gestirla come diritto all'oblio cioè di essere dimenticato non sempre viene attuato. Si può chiedere alle testate dopo un fatto di eliminare il nome, e mettere iniziali.
Il problema è la gestione dei motori di ricerca che sono le potenze di internet, quando ti indicizza diventa proprietaria dell'informazione. Google ha una dimensione locale e una internazionale. Se un informazione non viene indicizzata, essa cade.
I media sono sempre più democratici: in quanto non ho bisogno del quotidiano, e posso avere l'informazione gratuitamente sulla rete, ma è anche vero che questo mi crea molti problemi. I nuovi media devono essere normati. Nei nuovi media si mette Internet, ma è vero anche tante caratteristiche che internet contiene è difficile normarle. La storia dei media è la storia dell'umanità.
Il mito di Theuth
Fedro Platone per poter esprimere preoccupazione nei confronti degli effetti della scrittura, lascia una conversazione all'interno del Fedro, al mito di Theuth (invitato ad una grande festa del re egizio Thamus nel quale venivano presentate invenzioni nei confronti del re).
Theus ha inventato la scrittura e la presenta così: Questa conoscenza o re, renderà agli egiziani più sapienti e più capaci di ricordare perché con essa si è ritrovato il farmaco della memoria e dalla sapienza. Thamus risponde (rappresenta la posizione di Platone nei confronti della scrittura):
La scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché fidandosi della scrittura si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da sé medesimi: dunque, tu ha trovato non il farmaco della memoria, del richiamare alla memoria (1° parte).
Della sapienza poi, tu procuri a tuoi discepoli l'apparenza e non la verità: infatti essi, divenendo per mezzo tuoi uditori di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre come accade per lo più, in realtà, non le sapranno: e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti (2° parte).
Nel momento in cui tu hai la scrittura come supporto per la memoria, tu dimentichi. Basti pensare a quando le generazioni precedenti dicono che costruiamo testi copiando e incollando senza imparare niente. Questa fissazione per Platone significa perdita della memoria, una volta scritto si dimentica; ma tutti i supporti di memoria (ogni mezzo di comunicazione) sono portatori di dimenticanza.
La nostra è una conoscenza che Odo Marquard chiama Tachiestraneità del mondo in quanto diffusa e forte estraneità al mondo, perché viene sempre esperito direttamente ma sempre in maniera mediata.
Conoscenza e mediazione
I romani parlavano della necessità della conoscenza nel contesto dell'azione cioè lo scritto avrebbe valore diverso se insegnato attraverso il metodo antico del rapporto allievo-discepolo. Oggi noi impariamo attraverso libri, immagini, strumenti. Il peso dell'esperienza all'interno del contesto dell'azione è relativo e molto meno forte rispetto a quello in cui l'esperienza viene fatta a distanza dal contesto dell'azione.
Il concetto di nazione nasce alla luce dello sviluppo dei mezzi, racconto o narrazione. Ci si sente di appartenere ad un qualcosa di superiore, ma è un tipo di esperienza che nasce sulla distanza, ma qualcosa di riportato e la nostra vita è sempre più basata su questa estraneità.
Perché? Perché la nostra vita e densa dell'azione dei media. Sono ovunque, costituiscono la quotidianità: non possiamo sfuggire ai media, perché essi sono coinvolti in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Sono una dimensione essenziale dell'esperienza contemporanea: non possiamo eludere la presenza dei media e le loro rappresentazioni, perché siamo diventati dipendenti dai mezzi di comunicazione (Teoria della dipendenza dei media di Ball-Rokeach e De Fleur 1976).
Silveston dice: volevo che lo studio dei media emergesse come un'impresa umanistica, oltre che umana. I media vanno studiati perché sono centrati per la nostra vita quotidiana in quanto dimensioni sociali, culturali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo e in quanto elementi che contribuiscono alla nostra capacità variabile di dare senso al mondo, di costruire e condividere i suoi significati.
Mediazione
I media configurano un processo di mediazione. Tale processo di mediazione coinvolge i produttori e consumatori di media, in un'attività continua di elaborazione dei significati (e dunque di mediazione). Con i news media noi diventiamo direttamente produttori e consumatori allo stesso tempo (prosumer), basti pensare alle recensioni o condivisione.
Secondo Berlin, i media costituiscono il tessuto generale dell'esperienza. In quest'ottica gli individui sono concepiti come essere attivi, che perseguono degli obiettivi, che danno forma alla propria vita e a quella altrui, creando una continua interazione e comunicazione con altre persone. Bisogna studiare i media come parte attiva della vita sociale, culturale contemporanee vanno quindi letti come: processo, agenti, oggetti dati.
Esperienza mediale
Esperienza mediale è un'esperienza concreta, classificante ed espressione di distinzioni e giudizi. Prima di esporsi ad essi è bene fare riflessione su quello che stiamo fruendo. La teoria della transizione illustra un continuum cronologico inerente alla formazione dei mezzi di comunicazione:
- Età dei segni e dei segnali proto umanistica
- Età della parole e linguaggio tra 90000 e 40000 con linguaggio in uso 35000 anni fa
- Scrittura 5000 anni fa in Mesopotamia
- Stampa 1455
- Carta stampata 1830
- Cinema 1895
- Tv 1936
- Computer 1956
Caratteristiche dei media
La comunicazione di massa consiste nella produzione istituzionalizzata e diffusione generalizzata di merci simboliche attraverso la fissazione e la trasmissione di contenuti simbolici su una memoria/supporto. Diverse tecnologie, come abbiamo visto, sono alla base delle tipologie delle comunicazioni di massa, principalmente tv e cinema. Possiamo schematicamente riassumere le caratteristiche in buona parte condivise (Thompson):
- La produzione e diffusione avviene tramite l'industria, infatti si parla di media di massa, perché sono coevi del fordismo e capitalismo, i primi media come la stampa è precedente, ma a partire dal 600 al 700 siamo nelle prime fasi della nascita della manifattura, invece nell'800 si assiste alla nascita dell'industria.
- L'esigenza di profitto delle grandi industrie mediali spinge alla mercificazione, cioè viene visto il contenuto dei mezzi di comunicazione di massa in vista di un'interesse puramente economico, delle forme simboliche.
- Processo di valorizzazione → economico e simbolico
- Separazione strutturale tra la produzione e ricezione delle forme simboliche
- Estesa accessibilità dei prodotti dei media nel tempo e nello spazio;
- Circolazione pubblica di forme simboliche mediate;
La caratteristica dell'accessibilità ai prodotti nel tempo e nello spazio implica, la condizione tecnica della registrazione e della riproducibilità (tramite supporti di memoria).
Problemi dei mezzi di comunicazione di massa
- Flusso non modificabile (non per i digital media)
- Mancanza feedback (non per i digital media)
Le principali funzioni dei media
- Informazione
- Correlazione
- Intrattenimento
- Continuità
- Mobilitazione
Funzioni dettagliate dei media
- Informazione: i mezzi di comunicazione di massa dovrebbero fornire informazione riguardanti fatti e situazioni che si verificano nella società e nel mondo, e informazione rilevanti per il sistema democratico, la partecipazione dei cittadini, l'innovazione e il cambiamento, l'adattamento a situazioni esterne.
- Correlazioni: i mezzi di comunicazione di massa dovrebbero offrire commenti, critiche e interpretazioni dei fatti; contribuire alla socializzazione, al mantenimento dell'ordine sociale, allo sviluppo del consenso ed all'integrazione. Essi contribuiscono ad attività economiche sociali e politiche.
- Intrattenimento: i mezzi forniscono divertimento e distrazione, offrendo spettacoli distensivi che, a prescindere dalla loro possibilità, contribuiscono a ridurre la tensione e a favorire lo svago e il riposo.
- Continuità: i mezzi di comunicazione di massa esprimono sia le culture dominanti che quelle minoritarie e ne preservano l'identità nel tempo, contribuendo a fornire a mantenere una continuità dei valori sociali e culturali delle nazioni e dei gruppi sociali che le compongono.
- Mobilitazione: i mezzi di comunicazione di massa offrono gli strumenti per la mobilitazione su larga scala prestandosi alla realizzazione di obiettivi politici, economici, religiosi, sociali.
Meyrowitz e la generazione socializzata ai media
Meyrowitz pensa che il 68 sia stata la prima generazione socializzata ai media e alla Tv (accezione sovversiva anche se non potrebbero esserlo). I media adoperano processi di risignificazione, attribuendo significati ai fatti; si vedevano per la prima volta le persone all'interno del proprio contesto di azione, chi non ha esperienza mediata vive solo quello di azione, e questo fa si che ci siano processi di costruzione di scena e retroscena, scegliendo cosa mediare.
Un esempio è il rapporto genitori-figli (americani anni 50'), d'accordo madre e padre per le decisioni sull'educazione del padre con idee chiare con grande legittimazione. I figli erano convinti nella perfezione dei genitori, aspirando a divenire come loro. Con la televisione si vede che questi genitori magari hanno l'amante, corrotti, sono falsi, vengono delegittimati; Una cosa che emerge dalla proiezione del documentario sulla diffusione della tv, si collega moltissimo a quelle 5 funzioni dei media in generale.
Modelli dei mezzi di comunicazione in Italia e Occidente
Un aspetto molto rilevante che viene fuori è il differente modo di svilupparsi che hanno avuto i mezzi di comunicazione di massa ossia il differente sistema di base. Noi abbiamo adesso in Italia per quanto riguarda la tv un doppio sistema: su base pubblica gestita attraverso contribuzione, base privata basata sul settore pubblicitario.
Questi sono i due modelli messi assieme di partenza per quanto riguarda l'Occidente, al di là del Muro della Cortina di Ferro, in Europa si parte dagli anni 50' del sistema pubblico (i media nascono sulla base della proprietà pubblica basato su tasse). Negli Stati Uniti parte da subito in modo privato, gestito secondo interessi privati (esiste una tv collegata a livello statale ma è una delle tante, l'origine vera e propria è quella privata).
Esiste una 3 categoria che in un periodo ha riguardato anche l'Europa, periodo pre-guerra cioè proprietà statale dei mezzi di comunicazione di massa che caratterizza i paesi dell'Est. I media erano gestiti direttamente dallo stato con funzione propagandista, così come nel periodo nazista e fascista (essi sono stati sostegni fortissimi alle dittature).
Limitandosi alla dicotomia occidentale pubblico-privato, sicuramente questo ha dato vita a prodotti differenti. Per la storia europea si possono trovare delle fasi in cui la produzione stessa è stata caratterizzata da contenuti diversi, finché era pubblica i contenuti erano di tipo pedagogizzante (dal 1954 fino a metà anni 70).
Negli anni 70' c'era già una mobilitazione sociale fortissima e televisione molto conservatrice che cercava ancora di formare il buon cittadino. La televisione pubblica era nelle mani del governo cioè DC; la Tv voleva democratizzare alcune conoscenze e aiutare il cittadino a crescere in un ordine sociale garantito.
-
Appunti Sociologia dei media
-
Appunti Sociologia della comunicazione e dei media digitali
-
Appunti lezioni di Sociologia dei media
-
appunti di Sociologia dei nuovi media