Sociologia dei media
Appunti tratti dalle lezioni del corso di sociologia dei media a cura di Marta Calzolari
Indice
- La fotografia (ritorno del medium)
- Accecati dalle immagini, riflessioni
- Vetrinizzazione
- Vetrinizzazione sociale
- Fotografia digitale
- Selfie: le fotografie “approssimative” (mondo digitale)
- Il corpo in scena
- Alle origini del medium
- Joshua Meyrowitz
- La scomparsa del pubblico
- Le teorie amministrative
- La stampa
- Il giornalismo
- Jean Baudrillard
- Il telefono
- La radio
- Merci
- Teorie critiche: scuola di Francoforte e Edgard Morin
- Criminality show
- Merci, società dei consumi e pubblicità
- Il cinema
- Il divismo cinematografico
- Il divismo televisivo
- Il divismo nei reality
- Musica e divismo
- I divi dello sport
- Mediologia
- Simulazioni, simulacro
- Il medium in crisi
- Simulazioni, utopia
- Simulazioni, medium e comunicazione
- Terrorismi, guerra e ostaggio
- Semiotica
- Divismo e web
- Micheal De Certeau
- Caso Ferragni
- Terrorismo di stato
- Terrorismi - spirito del terrorismo
La fotografia (ritorno del medium)
Nozioni storiche
Cap 1 paragrafo 1-2 seconda metà dell’ottocento. I media nascono nella seconda rivoluzione industriale, che porta allo sviluppo di grandi metropoli. Processi che incidono sulla popolazione e quindi sul loro modo di approcciarsi e relazionarsi con le altre persone.
Due processi:
- Industrializzazione e nascita dei media
- Urbanizzazione
Con questi processi i ritmi di vita cambiarono radicalmente, vita più accelerata rispetto alla vita della campagna. Stimolazione sensoriale —> con il cambiamento dei rapporti interpersonali dal punto di vista sociale e relazionale e con la comparsa di (i media).
Aderiscono ai rumori della città, all’elettricità, all’esposizione delle merci —> elementi che stimolano l’individuo e creano in essi il continuo bisogno di eliminare la routine, lo stile di vita “slow”. L’individuo vuole essere continuamente stupito e affascinato da situazioni che lo coinvolgano e stimolino i suoi sensi.
- 1839 Daguerre. La fotografia nasce nel 1839 con Daguerre. In realtà molti altri esponenti si mettono in gioco con questo nuovo media e realizzano nuovi tipi di medium fotografico.
Periodo storico in cui un gran numero di professionisti dà luce a nuove idee e progetti. Quando si parla di fotografia si parla di uno strumento su cui si erano impegnati un gran numero di inventori già a partire dal rinascimento e poi dal ‘700.
- Camera oscura: un esempio di queste prime forme è la camera oscura, una scatola scura, su un lato di essa si pratica un foro attraverso cui poi viene prodotta un’immagine ristretta e capovolta. Questo indica il desiderio già più antico di creare immagini per catturare scatti della realtà. Lo scopo era quello di creare immagini come quelle che vede l’occhio umano. Un disegno con la luce. Tutte le camere oscure, di qualunque dimensione fossero, erano di grandi dimensioni —> questo implicava scomodità (con la modernità e la ridotta dimensione la fotografia diviene strumento accessibile a tutti).
Cap 1 paragrafo 3
Nell’800 questo desiderio riceve un’ulteriore spinta da parte dell’industrializzazione.
- Prima fotografia 1826. Niepce, la prima fotografia della storia risale al 1826. Venne realizzata da una ripresa della veduta dalla sua stanza, una fotografia poco nitida. Una fotografia scattata con una camera oscura e una successiva esposizione di oltre 8 ore.
- Dagherrotipo, la fotografia si è affermata però in forma rudimentale come nel 1839 venne presentato all’accademia delle scienze di Francia.
- Talbot inventò il negativo per stampare su carta e realizzare una stessa immagine all’infinito. Questo medium era l'appannaggio di pochi.
Flusser fotografica Per l’immagine era stata una innovazione radicale nella cultura occidentale. Paragonabile alla fissazione nella parola scritta della comunicazione orale, pensando alla scrittura però capiamo subito la differenza fra linguaggio scritto e parlato. L’immagine rispetto alla parola scritta è più immediata. Il linguaggio verbale ha imposto agli esseri umani la riflessione e la presa di coscienza di sé mentre la fotografia è l’opposto, la fotografia è irrazionale, emozionale.
Con la fotografia si ha la possibilità di stupire continuamente l’interlocutore attraverso le emozioni. Strumento di grande potenza che rappresenta uno shock culturale. Capacità di riprodursi all’infinito a partire da una matrice di base —> come media prodotto industriale (industria culturale) i prodotti dei media vengono prodotti in grande quantità per le masse, come i beni. Possibilità di diffondere ad una massa elementi che in passato erano appannaggio di pochi.
- 1888 Eastman crea una macchina fotografica di dimensioni ridotte e accessibile a tutti (per quanto riguarda le competenze necessarie). Fotocamera portatile con 100 pose già prevaricate a 25 dollari. L’approccio dell’individuo rispetto alla realtà è diverso —> rapporto diretto con i media. L’azienda si preoccupa di tutto il processo, lascia all’utente solo il compito di scattare la fotografia. La macchina fotografica diventa uno strumento che accompagna la quotidianità —> completamente diverso rispetto ai precedenti dagherrotipi. Democratizzazione del medium e avvento della fotografia amatoriale. Con il passare del tempo i prezzi si abbassano sempre di più (1900 Kodak brownie al prezzo di 1 dollaro) —> fotografia di massa.
Walter Benjamin, l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Si interroga sulle ricadute che l’invenzione di uno strumento come la fotografia abbia sull’opera d’arte. Parlando dell’avvento di un medium bisogna sempre considerare le influenze che esso ha sul medium precedente. Benjamin fu un filosofo tedesco (1892-1940). Scrisse la sua opera a più riprese e ci lavorò fino alla sua morte. L’opera venne pubblicata post mortem poiché Benjamin visse durante la persecuzione degli ebrei e lui, nonostante fosse naturalizzato tedesco, fu vittima delle persecuzioni. Cercando di sfuggire dai nazisti nel 1940 tentò di superare il confine fra Spagna e Francia ma sui Pirenei, essendoci i soldati tedeschi, decise di suicidarsi con un’overdose di morfina preso dal terrore di finire in un campo di concentramento. (A Port Bou c’è un’opera commemorativa in suo onore).
L’opera comparì nel 1950 dopo che i suoi scritti furono raccolti. Dell’opera esistono diverse versioni con varie introduzioni. Il tipo di medium influenza l’individuo. Nuova concezione del tempo vissuto in piccoli momenti frammentari. La moda produce nuovi trend e anche la moda con la sua velocità cerca di esorcizzare la morte, cerca di sottrarre tempo (come la fotografia). Ricerca continua dello shock, sfuggire alla noia —> tutti i media che si affermano dalla fotografia in poi cercano di farlo.
- Le riflessioni di Benjamin sottolineano un altro aspetto: tutti i media che si affermano in questo periodo storico si basano sulla riproducibilità e sull’effetto che la possibilità di riprodurre da un'unica matrice più copie ha sull’arte. Impatto della fotografia sull’arte. Intuisce che l’arrivo di un nuovo medium ha un impatto sui medium precedenti.
Benjamin si rende conto che l’opera d’arte è sempre stata riproducibile, esisteva la possibilità di realizzare copie di opere d’arte (stilografia, calco, fusione). Però in tutti questi casi si avevano delle tecniche di riproducibilità che si basavano sull’intervento dell’artista —> la differenza è il passaggio alla riproducibilità di macchine.
In passato l’opera d’arte era talmente potente che aveva una sua autonomia e poteva esistere anche da sola —> la fotografia esiste grazie a chi fruisce di essa. L’opera d’arte diventa un prodotto che viene fruito dall’individuo, c’è un tentativo di appropriazione.
- Atmosfera, aureola, sensazione che nasce e all’incontro con l’opera autentica, originale. Per Benjamin l’aurea è una sensazione unica che caratterizza il rapporto del visitatore con l’opera d’arte ed è un tipo di fruizione che richiede che l’individuo si sposti. L’aura impedisce che l’opera sia immediatamente esposta ma che sia necessaria una lunga osservazione.
- Museo immaginario è qualcosa che tutti possono creare, è formato da migliaia di fotografie e immagini. Si assiste ad una perdita della distanza, le masse esigono che tutto sia vicino, il tempo che occorre per approssimarsi è vissuto come tempo perduto. La volontà di avvicinarsi e toccare, anche solo con l’occhio. Questa modalità nuova dipende dall’avvento delle macchine produttive. Altro punto fondamentale di Benjamin è il passaggio dal valore cultuale al valore espositivo. Dalle grotte di Lascaux, la cappella del paleolitico, o la madonna col bambino (finalità religiosa), a Marilyn Monroe. L’opera d’arte è pensata per essere fruita dagli altri. Benjamin in un altro volume parla di esponibilità parlando di vetrine. L’occhio lavora come la mano infatti si parla di tattilità che si riferisce all’occhio, si porta vicino le immagini e le scruta da vicino.
L’opera di Benjamin mantiene intatta la sua attualità, è riuscita a prevedere alcuni cambiamenti —> kaiserpanorama 1890 guardare le immagini da vicino, stereoscopio 1832 due immagini che si sovrappongono e danno l’idea di profondità, casco virtuale ad oggi. Dalla contemplazione si passa ad essere parte dell’immagine. Benjamin ha anticipato il touch screen (tattilità sempre più rilevante).
- Ottico e acustico —> l'inconscio e l’inconscio ottico —> parallelismo con Freud, la psicanalisi ha portato alla luce l’inconscio, pulsione, quasi come la tecnica porta a coscienza del soggetto una dimensione della sensibilità, quale la vista e l’udito, che gli sarebbe altrimenti rimasta oscura. La percezione della nostra voce è diversa da come è registrata.
Pittorialismo —> la fotografia non consiste solo nella riproduzione della realtà ma vuole dimostrare di avere una serie di caratteristiche che la distinguono. C’è una sorta di travestimento della realtà. Uno strumento che ha due funzioni fondamentali all’interno dei media per raccontare la realtà, diventa un ancoraggio per la parola (con la fotografia diventa fotografia come arte come strumento di testimonianza). Da una parte strumento d’arte, dall’altra come strumento di comunicazione.
La fotografia è sia uno strumento d’arte che di comunicazione. La fotografia, in questo periodo storico, viene utilizzata all’interno dei quotidiani e dei libri per illustrare —> assume il ruolo di testimonianza. Documentare le condizioni di vita sociale ed economica delle persone. Al contempo c’è l’aspetto della fotografia come arte. Si sviluppa il movimento surrealismo, che si basa sull’irrazionalità, si avvicina al sogno. Capacità da parte del surrealismo di individuare anche nel quotidiano degli elementi irrealistici.
Il dadaismo è una ulteriore forma d’arte, interdisciplinarità e abbattimento delle barriere tecniche = basi della poetica. Sfida le regole della morale tradizionale e i valori della borghesia a favore dei valori della creatività —> nuova concezione di arte. Fino ad allora l’arte era preclusa ad altre forme artistiche come la fotografia.
Secondo il dadaismo qualsiasi oggetto che viene prelevato dal suo contesto può diventare opera d’arte e quindi il ready-made mette in crisi i valori e le premesse dell’arte. Rivoluzione epocale in campo artistico —> l’opera d’arte non viene più considerata tale in relazione alla manualità dell’artista ma in relazione all’intelletto e alla capacità interpretativa. Dal piano della creatività al piano dell’ingegno.
- 1924 —> nascita della Leica che inaugura la nascita del foto-giornalismo. Macchina fotografica particolarmente compatta, efficace e performante che si prestava alla mobilità. Uno dei primi terreni in cui la Leica dà prova delle sue qualità è la guerra civile spagnola che viene considerata la prima guerra fotografica della storia. C’è la volontà attraverso la fotografia di raccontare la storia visiva della guerra.
Inizia a porsi il tema della veridicità della fotografia: la fotografia dovrebbe dare una prova più sicura ma con il tempo ci si accorge che la fotografia può mentire (utilizzare una didascalia per trasformare il senso dell’immagine, post-produzione).
Robert Capa, Friedmann, fu costretto a fuggire dal suo paese, l’Ungheria era sotto dittatura. Ucciso nella guerra di Spagna, nei pressi di Cero Muriano (Miliziano —> dibattito sulla veridicità o meno dello scatto). “Non esiste una fotografia realistica che non sia anche falsa e non esiste una foto di finzione che non abbia una dimensione di realtà” Claudio Marra.
Henri Cartier-Bresson, foto-giornalista che si rifiutò di scattare solo foto con valore di reportage. Definisce la macchina fotografica come strumento del disegno istantaneo —> conferire all’immagine un valore superiore, punta di più sull’interpretazione (anche nelle immagini di guerra).
Erich Salomon cerca di catturare in maniera spontanea i momenti privati di personaggi pubblici —> copertina di “contemporanei famosi in momenti spontanei”. Candid camera = umanizzazione della figura pubblica. Ma la fotografia della vita privata si piega anche in fotografia di propaganda.
Fino agli anni dieci il dibattito della fotografia riguardava l’artisticità di essa, sulla competizione della fotografia con l’arte e sulla possibilità di far entrare la fotografia nelle arti. Una volta assodata la sua funzionalità in vari ambiti:
- Scienza e giustizia
- Studi sociali
- Carattere di passatempo per fasce sempre più ampie di popolazione
Il suo essere una forma d’arte stentò ancora ad affermarsi e dovette sempre confrontarsi con l’ambito della pittura finché non iniziò a sviluppare una propria storia e a trovare i propri luoghi di elezione e certificazione all’interno delle aule e dei musei.
La fotografia ottiene il riconoscimento come forma d'arte
Dagli anni venti in poi anche la fotografia ottenne la sua certificazione di appartenenza all’ambito artistico. Esposizione fotografica (prima a Stoccolma e poi in altre parti del mondo) che tocca vari aspetti e inizia a definirsi come forma d’arte.
Un volume realizzato in occasione dell’esposizione fotografica al MOMA nel 1937, “Storia della fotografia”.
Roland Barthes scrive “camera chiara”, volume in cui cerca di capire quale è l’essenza della fotografia, cosa c’è alla base della fotografia —> colto da un desiderio ontologico. Nel suo volume nel tentativo di cogliere l’essenza della fotografia è colpito dal potere della fotografia dell’andare oltre —> capacità di presentificare (nel guardare la fotografia sembra di aver davvero davanti il soggetto protagonista).
Nel momento in cui analizza la fotografia non fa riferimento alle categorie empiriche tradizionali perché la fotografia si sottrae a tutte queste classificazioni. L’oggetto della fotografia è il referente che secondo Barthes è più importante della fotografia stessa, ogni foto è riproduzione di questo oggetto ed è legata al suo referente. Il fotografo è solo l’oggetto che consente di fissarsi sul supporto.
La fotografia cattura un momento e lo rende immobile. In che modo ci si può porre nei confronti della fotografia?
- Operator = fotografo, modo ancillare di porsi nei confronti della fotografia
- Spectator = tutti noi che guardiamo
- Spectrum = ciò/colui che è fotografato, trasformazione di un soggetto in oggetto che deve essere fotografato.
Fotografia e morte —> cercare di sottrarre il tempo, esperienza di dissociazione tra l’io e l’immagine. Come la morte ci porta al di fuori della vita così la fotografia fissando l’istante, il momento, lo estrae dal flusso degli eventi.
Barthes si chiede cosa fa sì che la foto attiri il nostro interesse e fa riferimento per capirlo a:
- Studium = significa il gusto per qualcuno, una sorta di interessamento sollecito, certo, ma senza particolare intensità. Davanti alle fotografie ci si pone in base alla cultura e alla conoscenza che si ha sul fotografo e sulle fotografie.
- Punctum = non sono io che vado in cerca di lui, ma è lui che, partendo dalla scena, trafigge come una freccia, mi colpisce (come una ferita, una puntura). Succede che guardando una fotografia, anche di noi stessi o che noi stessi abbiamo scattato...
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