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Psicologia dinamica

Loredana Lucarelli

Psicologia dinamica

8/03/17

Psicologia dinamica – Loredana Lucarelli

La psicologia dinamica esiste con questo nome da più di 100 anni, circa dal 1910. Nel 1917, Woordworth pubblica il volume Dynamic Psycology, nel 1917. Sigmund Freud utilizzò il termine dinamica per caratterizzare il suo orientamento. Psicologia dinamica è il termine contemporaneo che viene utilizzato per includere anche la psicoanalisi, non solo la psicoanalisi di Freud ma anche postfreudiana. Include sia la psicologia dinamica contemporanea che la psicoanalisi classica.

Il termine dinamica è stato utilizzato fin dalle origini, da Freud, per definire i processi psicologici i quali venivano appunto definiti dinamici piuttosto che statici. I nostri processi psicologici sono il prodotto di tutti gli affetti che si sviluppano fin dall’infanzia, questo già fa suggerire il funzionamento dinamico della psiche piuttosto che statico.

Jung presuppone che ci sia non solo l’inconscio individuale nella propria mente con la propria storia individuale, ma inoltre riporta nella mente un inconscio collettivo che riporta tutte le origini dell’uomo. Archetipi animus (maschile) e anima (femminile), dalle origini della specie umana ad oggi. Sia all’origine, sia anche in seguito, è il ramo della psicologia che studia la complessità della psiche individuale alle prese con le proprie interne motivazioni (Jervis, 2001).

La psicologia dinamica si lega agli studi sull’inconscio e al lavoro teorico dei grandi clinici del ‘900, il più importante dei quali fu Sigmund Freud.

In psicologia dinamica si studiano i dinamismi psichici. Il modello della mente ipotizzato da Sigmund Freud, distingue fra inconscio e conscio, e definirà dei rapporti tra i due, ad esempio il sogno in parte è comprensibile e in parte non lo è, in parte è espressione dell’inconscio e dall’altra parte sarà espressione del conscio. L’inconscio non è direttamente accessibile; uno degli obiettivi di Freud è di rendere conscio l’inconscio.

Chiaramente poi c’è tutto il discorso dell’incesto (chi commette incesto è psicopatico?) di cui si occupa, il quale è ritenuto inaccettabile chiaramente tra esseri umani, quindi l’incesto da subito appartiene all’inconscio, quindi da subito viene rimosso l’amore che un bambino/a piccola ha verso la madre/padre. La sessualità non è solo procreazione ma anche affetto, attrattività. Ciò che viene rimosso va nell’inconscio, e il conscio difende e cerca di non far riapparire le ‘‘cose’’ rimosse.

La psicologia dinamica ha il suo punto di partenza nell’inconscio, un qualcosa che studia i fenomeni meno esplorati come l’incesto, o come la tragedia, il dramma di Edipo, complesso, che viene attraversato da tutti i bambini, è un affetto primordiale che fa parte dall’inizio della specie fin dall’antica Grecia è stata riportata nei testi. Freud cerca di rimodernizzarla, ed egli è interessato a capire se la tragedia di Edipo quando non è risolta può essere portatrice di nevrosi. Non risoluzione del complesso edipico causare i sintomi tipici della nevrosi. Egli era un neurologo, e divenne poi un medico psicoanalista.

La psicologia dinamica è stata considerata

  • In senso stretto come una versione delle teorie di S. Freud e degli allievi e discendenti fedeli alle sue idee.
  • In senso ampio, come lo studio generale dell’inconscio, dei conflitti, delle nostre difese psicologiche, dei legami interpersonali. Vengono allora inclusi vari importanti clinici e studiosi: Jung, Janes, Adler, Sullivan, Bowlby e altri.
  • Vengono inoltre incluse in questa prospettiva più ampia le ricerche sistematiche che hanno cercato di verificare alcuni temi fondanti, come la natura dei legami fra le persone e i rapporti fra coscienza e inconscio (ricerche sulle interazioni fra la madre e il lattante, o gli studi sperimentali sui meccanismi della dimenticanza e della memoria). Studio su tanti bambini orfani post seconda guerra mondiale i quali presentavano dei sintomi clinici significativi, depressi, angosciosi, non volevano giocare, ritirati distaccati come se non provassero più interesse e gioia di vivere, e quindi lo psicanalista Spits, evidenzia come il distacco con la madre può portare a sintomi clinici gravi.

Anche Anna Freud si è occupata di privazione e di depravazione materna. Privazione: il bambino nasce, la mamma muore o abbandona il bambino, privazione dall’inizio. Deprivazione: il bambino ha la mamma e poi non c’è più. Quindi rimane orfano, nel senso che però ha vissuto con la mamma per un po’.

Tanto più il bambino ha interiorizzato una esperienza affettiva con la madre, tanto più il bambino deve elaborare il lutto. Deve affrontare la perdita dell’esperienza affettiva con quella persona, cioè colei che lo rassicura. Il bambino che perde la madre dopo 6 mesi più ci sono dei postumi. Più è piccolo più è possibile limitare questi postumi, un esempio possono essere le adozioni in quanto è più facile che un bambino di pochi mesi trovi allocazione prima di un bambino già più grandetto. Noi dovremo capire perché Bowlby ha dovuto rifare una teoria dell’attaccamento rispetto a quella di Freud: principalmente perché non viene preso in considerazione la privazione e la deprivazione.

Miti relativi alla psicoanalisi

  • Mito 1: la psicoanalisi è in larga misura l’opera di un solo uomo. Freud.
  • Mito 2: la psicoanalisi contemporanea, sia nella teoria, sia nella clinica è identica a com’era all’epoca di Sigmund Freud. In ‘‘Sintomi e angoscia’’ Freud, spiega l’angoscia del bambino nel perdere l’affetto del genitori, e sull’angoscia di separazione Bowlby focalizza tutta la sua teoria dell’attaccamento.
  • Mito 3: la psicoanalisi è passata di moda.
  • Mito 4: la psicoanalisi è un culto esoterico che richiede una conversione e lunghi anni di studio.

Assunti di base della psicoanalisi

Libro: Freud inaugura lo studio dei dinamismi del funzionamento mentale con un interesse posto sia sul modo in cui l’impianto psichico si comporta, sia sulle forze da cui tale impianto è attivato. Egli, per primo, offre una spiegazione circa il formarsi delle strutture che compongono l’apparato psichico, disegnandone un modello teorico in una prospettiva evolutiva.

Freud compie una metapsicologia, ossia l’oltre coscienza, ossia la costruzione di un ipotetico apparato psichico i cui fenomeni mentali sono considerati, di volta in volta, ‘‘da tre punti di vista di uguale importanza:

  • Dinamico: la prospettiva dinamica si riferisce alle pulsioni ossia alle forze pulsionali che forniscono energia alla mente, spingendola all’azione;
  • Strutturale: la prospettiva strutturale valuta i fenomeni mentali con riferimento alla loro localizzazione all’interno delle configurazioni psichiche, identificate con l’Es, Io, Super Io;
  • Economico: la prospettiva economica, infine, riguarda l’aumento o la riduzione di tali forze: o meglio, concerne la distribuzione dell’energia psichica.

Gli assunti di base del modello psicoanalitico classico includono:

Determinismo psichico

1. Aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali della patologia possono avere origini psicologiche. Ciò che accade nella psiche di un individuo può essere spiegato non soltanto attraverso cause organiche ma anche attraverso cause psichiche. Freud per la prima volta osserva le pazienti isteriche, pensando che tali pazienti si comportamento, hanno pensieri, hanno comportamenti e emozione perché c’è una causa psichica che può spiegare questo. Lui fu il primo, diversamente gli altri medici cercavano di trovare un danno organico, fisico, che potesse spiegare questi comportamenti. Che la psiche potesse essere essa stessa la causa di un disturbo a quel tempo non poteva esistere come una soluzione.

Poi vabbè le isteriche erano principalmente femmine, le quali presentavano pianti, allucinazioni etc. e dispiacere emotivo, erano ovviamente sintomi tipicamente femminili e non maschili. La nevrosi successivamente divenne sia maschile che femminile/ complesso di Edipo e complesso di Elettra, la sua non risoluzione causa nevrosi, e questo può appartenere sia all’uomo che alla donna. A Freud dobbiamo il superamento di alcuni preconcetti.

Altri sintomi dell’isteria: paralisi isterica, bolo isterico, sensazione di non riuscire a deglutire e di strozzarsi (anoressia), cecità isterica, tutte cose al tempo incurabili in quanto non vi era una causa organica. Ipnosi, metodo utilizzato ai principi per curare le isterie, e verificare che l’origine di tale patologia stava nella psiche.

Principio di piacere/dispiacere

2. Il comportamento tende a minimizzare il disagio psichico e a massimizzare piacere psichico e senso di sicurezza intrapsichica. Una fobia dello sporco in un disturbo d’ansia, la persona si lava le mani al 30 giorno né una volta di più né una volta in meno; il principio del piacere e del dispiacere qui è che il lavarsi le mani 30 volte al giorno cerca di limitare l’ansia; la quale se non viene controllata porta a smarrimento o a essere sopraffatto dall’ansia. Porta a una sicurezza intrapsichica.

Quello che bisogna cogliere è che alla base del modello classico freudiano c’è alla base un istinto alla sopravvivenza che porta a minimizzare il dispiacere e a massimizzare il piacere. Dizione tra segni (sono le evidenze che riporta il terapeuta) e sintomi (quello che riferisce il paziente).

Inconscio dinamico

3. Concorre a determinare le idee e i sentimenti che possono raggiungere la coscienza (ad es. lapsus, dimenticanze), in quanto diverse forze mentali competono per esprimersi. Per Freud ‘‘Calderone in ebollizione’’ = inconscio, il fuoco che fa bollore l’acqua è l’energia pulsionale. I sogni, fanno parte dell’inconscio. L’inconscio non ha regole morali, ed esce fuori nella sua energia grezza. In tal caso si ha la necessità di controllare il calderone e quindi si mette il ‘‘coperchio’’. Queste energie devono essere controllate perché altrimenti l’uomo non potrebbe evolversi e svilupparsi.

Il complesso edipico che secondo Freud avviene in tutti i bambini dai 3-5 anni, è un istinto che deve essere represso nei primissimi anni di vita per avere uno sviluppo sano della personalità. Fanno parte dell’inconscio anche i lapsus. Quando Freud individua un lapsus ritorna al determinismo psichico, ovvero quasi niente che succede nella psiche è dovuto al caso e si può dare a tutto una spiegazione di quel lapsus in un determinato momento.

Stesse cose per le dimenticanze, quella che può essere una risposta della coscienza ‘‘mi sono dimenticata dell’appuntamento perché ero distratto’’ ma in termini di inconscio dinamico va a individuare, a ricercare una possibile causa all’origine della dimenticanza, dell’evento. Le interpretazioni dei sogni fanno parte di una serie di simboli popolari, e durante il sonno le istanze psichiche di Freud si esprimono, in particolar modo l’inconscio.

Ma la nostra coscienza non dorme del tutto e questo va a delineare ancora il dinamismo psichico, questo perché si cerca di reprimere, censurare ciò che si vive nell’inconscio. Il sogno va a constatare un’altra volta il determinismo psichico, è una delle espressioni del dinamismo e determinismo psichico. Per Freud l’interpretazione dei sogni è una delle cure plausibili per la cura dei sintomi nevrotici. E tutt’oggi è una delle principali tecniche psicoterapeutiche.

Prospettiva genetico-evolutiva

4. I comportamenti possono essere letti con una loro origine da eventi primari (anche della prima infanzia). La prospettiva genetica-evolutiva, la personalità con cui noi ci esprimiamo oggi è anche il risultato, il prodotto delle origini della nostra storia personale, quindi S.F. introduce l’importanza per la comprensione del conflitto nevrotico e delle cause, di avere una prospettiva genetico-evolutiva; sempre conoscere la storia affettiva della persona e quindi andare a capire anche le origini più passate degli affetti; e quindi legati anche alla prima infanzia.

Tutte le spiegazioni che sono state date fanno riferimento alla psicoanalisi classica freudiana, con particolari definizioni dettagliate limitatamente ad essa.

Prospettiva genetico-evolutiva

  • Tipi di personalità e sintomi nevrotici possono essere collegati a specifici stati di sviluppo; i sintomi possono essere compresi in termini di fissazioni e regressioni a fasi precedenti dello sviluppo normale.

Es. la ‘‘nevrosi’’ è collegata al complesso edipico, tra il 3 e il 5 anno di vita. Tutti noi passiamo attraverso questo complesso.

  • Fissazione: la pulsione viene fissata in quello stadio del complesso edipico.
  • Regressione: alla fissazione consegue la regressione, laddove l’energia pulsionale è fissata. Esempio dello studio clinico ‘‘il piccolo Hans’’ a 6 anni sviluppa una nevrosi fobica in quanto ha avuto una regressione. Angoscia nel vedere i cavalli.

(09/03/2017)

Visione di insieme

La teoria psicoanalitica non è un corpus statico di conoscenze, si trova invece in uno stato di costante evoluzione:

  • Sigmund Freud e la teoria pulsionale (pulsioni e riconoscimento della sessualità infantile). La psicologia dinamica, la psicoanalisi non è limitata solo a S. Freud ma a tutte le teorie contemporanee come la teoria dell’attaccamento. La sessualità non coincide con la procreazione, ma anche significati più ampi, la sessualità inizia dall’infanzia dove il bambino è totalmente dipendente dai genitori con i quali instaura un rapporto d’affetto. La sessualità ha un significato più ampio e più complesso perché nasce e si sviluppa con il nascere e il svilupparsi degli affetti. Freud ci spiega come la psiche comunica con il corpo e il corpo comunica con la psiche.
  • Psicologia dell’Io (funzioni dell’Io e capacità adattive). Successiva a Freud, tale psicologia dell’Io è decisiva, comincia ad ampliare il vertice di osservazione; la mente si comprende non solo attraverso l’individuo ma anche prendendo in considerazione il contesto in cui vive, cioè l’ambiente, quindi incominciano ad emergere i concetti di ambiente facilitante: es. i genitori se sono ‘‘sani’’ dal punto di vista mentale e affettivo daranno al loro bambino le cure migliori e quindi offriranno al bambino un ambiente facilitante. Se ad esempio accade il contrario, magari la mamma soffre della depressione post-partum avrà maggiori difficoltà a offrire al bambino le cure necessarie al bambino. Quindi la psicologia dell’Io amplia lo studio della mente, la mente non è solo individua ma è anche una mente che si sviluppa a partire dall’ambiente. E a seguire vedremo come, ci sarà il contributo di quella che prende il nome delle relazioni oggettuali.
  • Teoria delle relazioni oggettuali (le relazioni d’oggetto e la loro rappresentazione interna), in psicoanalisi ‘‘oggetto’’ è un termine tecnico e si riferisce ad una persona che viene investita di affetto, l’oggetto per i bambini sono i genitori, oggetto materno totale e oggetto parziale (seno perché è la prima parte del corpo della madre in cui il bambino investe il desiderio, avidità e di rabbia quando il seno scompare; quando la madre interrompe l’allattamento il bambino lo percepisce e si dispiace, che appunto può creare sentimenti di rabbia e difficoltà; quantomeno sentimenti ambivalenti che il neonato deve integrare e mettere insieme Melanie Klein.
  • La psicologia del Sé (ampliamento della cornice concettuale delle strutture mentali).
  • Teorie contemporanee (relazioni interpersonali primarie, interazioni e ambiente, formazione di strutture mentali).

Bleuler → Bloiler →

Melani Klein Klain →

Jung Jung

Lettura consigliata: psicopatologia della vita quotidiana Freud

Sigmund Freud e la tradizione della psicoanalisi classica

Dal cervello alla mente

S. F. (nasce a Vienna nel 1856, muore a Londra esule nel 1939) inizia a lavorare come ricercatore in neurofisiologia; il suo interesse originale per le ‘‘idee inconsce’’ nasce dalla sua collaborazione con il neurologo Jean-Martin Charcot (francese); la sua attenzione viene così spostata dal cervello alla mente. Era Ebreo quindi visse ‘‘nascosto’’ a Londra. Era estremamente interessato a cercare le cause mentali di determinati disturbi ove in cui non si trovasse una causa organica. Comincia ad essere interessato alle narrazioni delle pazienti isteriche, che appunto lamentavano paralisi e cecità isteriche.

Paralisi e cecità isteriche

L’idea che il paziente ha del suo corpo è cruciale nel determinare l’incapacità funzionale: il disturbo è nei pensieri del paziente, anche se il paziente può non avere un accesso diretto a quei pensieri, che possono essere assenti dalla parte cosciente della sua mente. S. F. inizia a ipotizzare che ci siano dei disturbi di pensiero nei pazienti, ma ancora non aveva ipotizzato l’esistenza di un modello della mente, o istanze psichiche (conscio inconscio etc.) ma comincia a ipotizzare che i suoi pazienti abbiano dei problemi di pensiero che non siano vigili e attenti, che abbiano delle idee inconsce che causano questi tipi di disturbi. Quindi gli viene il lampo di

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher adele.massa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Lucarelli Loredana.
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