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Psicologia sociale

1 marzo

La psicologia sociale, branca della psicologia, è lo studio scientifico degli effetti dei processi sociali e cognitivi sul modo in cui gli individui percepiscono sé stessi e gli altri, e sui processi di influenza sociale e sulle relazioni sociali.

Gli psicologi sociali acquisiscono nuove conoscenze in maniera sistematica mediante metodi scientifici, tali metodi fanno sì che i dati acquisiti siano meno soggetti agli errori e alle distorsioni proprie delle conoscenze devianti dal senso comune.

La psicologia sociale si propone di comprendere il comportamento sociale degli individui e i processi che ne sono alla base, sociali e cognitivi. Studio scientifico di come i pensieri, i sentimenti e i comportamenti delle persone subiscano l’influenza della presenza reale, immaginaria o implicita di altre persone.

Processi sociali

La presenza reale, immaginata o implicita di altre persone, i gruppi di appartenenza, le norme culturali...

Dalla distinzione fra reale e immaginario scaturisce la classificazione del rapporto in relazione o interazione. Quest’ultima si svolge nel “qui e ora”, la prima è la relazione che abbiamo con un altro individuo anche quando non è presente. Le norme culturali sono un esempio calzante di una relazione sociale, le quali si mantengono anche se chi le ha trasmesse non è presente, sia che decidiamo di aderire a tali norme sia che decidiamo di non aderire. Lo stesso si può dire delle conoscenze, anch’esse derivano da una relazione sociale.

Processi cognitivi

Le percezioni, i ricordi, le emozioni e le motivazioni che influenzano:

  • Le percezioni e i pensieri che gli individui hanno di sé e degli altri: formazione delle prime impressioni, attribuzione causale del comportamento proprio e altrui, atteggiamenti sociali nei confronti degli “oggetti” sociali.
  • Le influenze che essi esercitano sugli altri e che gli altri esercitano su di loro: persuasione, conformismo e influenza della maggioranza e della minoranza, interazione nei gruppi e rapporto fra gruppi.
  • Le relazioni che gli individui intrattengono con le altre persone: genesi del pregiudizio, conflitto sociale, altruismo e aggressività, relazioni interpersonali significative.

Processi sociali e cognitivi influenzano una macroarea chiamata “Comportamento sociale”, pensiero sociale, influenze sociali, relazioni sociali.

Pensiero sociale

Pensiero sociale = formato da:

Rappresentazione sociale: come percepiamo gli altri, una coppia che litiga... = concetto che definisce un insieme di credenze, di idee, di significati e valori diffusi e condivisi e includenti i nostri sistemi culturali. Esse ci permettono di dare un senso alla realtà circostante attraverso due processi: ancoraggio e oggettivazione.

Percezione di sé: come percepiamo noi stessi, sono magra, mi vedo grassa...

Atteggiamenti sociali: gli atteggiamenti sono ‘valutazioni’: come valutiamo certe situazioni? Votare alle elezioni...

Influenza sociale

Influenza sociale = 3 aree:

Conformismo:

Persuasione: come persuadere una persona nel fare una cosa. La persuasione non ha sempre un fine negativo, come siamo soliti pensare.

Interazione nei gruppi: come il gruppo influenza il pensiero del singolo, e come il singolo influenza il gruppo. Rapporti tra gruppi diversi.

Relazioni sociali

Relazioni sociali = 4 aree:

Pregiudizio: come nasce e come può essere superato.

Aggressività e conflitto sociale.

Altruismo: finalizzato all’aiuto dell’altro.

Relazioni interpersonali significative: relazione mamma-figlio, relazione di coppia, relazioni con amici.

Tutto ciò messo insieme crea il comportamento sociale.

Immagini: donna giovane/anziana. Gli elementi che intervengono nella nostra percezione risentono:

  • Delle qualità intrinseche dell’oggetto.
  • Delle caratteristiche dell’individuo che percepisce, ad esempio in base alla nostra esperienza passata.

Obiettivo della psicologia sociale è quello di comprendere il comportamento sociale degli individui.

Gli elementi che intervengono nel processo percettivo risentono delle qualità intrinseche dell’oggetto e delle caratteristiche dell’individuo che percepisce.

2 marzo

Rappresentazioni sociali = credenze socialmente condivise, idee, valori ampiamente diffusi e includenti i nostri sistemi culturali, cioè agiamo in funzione di essa e di esperienze personali.

2 processi sono alla base delle rappresentazioni: ancoraggio e oggettivazione.

  • Ancoraggio = interpreto la realtà ancorandomi alle mie esperienze.
  • Oggettivazione = do un senso, associo una certa esperienza ad un oggetto visibile.

Le rappresentazioni sociali sono importanti per convenzionalizzare il mondo, permettendo di trovare una collocazione per i fenomeni nuovi all’interno di categorie preesistenti e per ruolo prescrittivo, cioè stabiliscono cosa si deve fare nelle diverse situazioni.

Per spiegare il comportamento sociale posso dare:

  • Spiegazioni causali = do un senso ad un certo comportamento in funzione delle mie esperienze passate; quindi il comportamento umano è determinato da fattori interni alla persona oppure da fattori presenti nell’ambiente, esterni.
  • Spiegazioni normative = fondate sul presupposto che gli individui agiscono in modo intenzionale e che si comportano in funzione delle norme considerate appropriate in un determinato contesto.

Gli individui imparano a riconoscere e seguire le norme e le regole culturali, ma esse non determinano il comportamento degli individui, poiché essi possono comportarsi in modi che contraddicono le norme e le regole di una cultura.

La psicologia sociale è interessata anche:

  • Alle somiglianze nel comportamento degli individui, anche se appartengono a culture diverse, capire perché alcuni individui si comportano in maniera analoga anche se sono di culture diverse.
  • Ad individuare le caratteristiche che sono specifiche di uno o più gruppi culturali.

I campi di applicazione rendono possibile capire perché le persone agiscono in un determinato modo, cioè il comportamento sociale, e aiutarci a risolvere problemi sociali importanti.

Ambiti di intervento:

  • Sanitario.
  • Politico.
  • Rapporti interculturali.
  • Economico.

Percezione sociale = come si creano le impressioni che abbiamo degli altri e come viene interpretato il comportamento altrui.

Questo tipo di studio rientra nel filone della social cognition, cognizione sociale, cioè un’area di ricerca e di riflessione concettuale sui processi cognitivi funzionanti nel sociale.

La social cognition è lo studio dei processi cognitivi sociali che influenzano come ognuno di noi costruisce la realtà che viene percepita.

Rispetto a tale ambito, gli psicologi sociali hanno cercato di individuare i processi attraverso i quali gli individui:

  • Si formano impressioni sugli individui che incontrano o che gli vengono descritti, quindi strutturano le osservazioni/informazioni in schemi di giudizio e di aspettative stabili e organizzati.
  • Descrivono e interpretano il comportamento degli altri, utilizzano le impressioni per spiegare il comportamento altrui e decidere come agire.

3 marzo

Formazione delle prime impressioni = processo che si attiva quando varie informazioni relative ad una persona vengono integrate al fine di formare un giudizio complessivo di quella persona. Può accadere in vario modo, anche attraverso i social e alcune possono anche suscitare sensazioni negative, altre invece vogliamo conoscere meglio.

Costruire la realtà = le impressioni che ci formiamo degli altri sono costruzioni basate sulla nostra personale selezione e interpretazione degli indizi. Sulla base di questi indizi noi abbiamo interpretato, abbiamo fatto delle inferenze.

Indizi su cui basiamo la nostra percezione degli altri:

  • L’aspetto fisico.
  • La comunicazione non verbale, postura, sguardo...
  • Il comportamento manifesto.
  • L’ambiente che frequentano.

Molti comportamenti sono fortemente connessi a particolari tratti di personalità.

La percezione dei volti = studio fatto a metà degli anni ’80 da Barry e McArthur.

Libro cap. 1.1

La psicologia sociale è lo studio scientifico del modo in cui le persone e i gruppi percepiscono e pensano gli altri, li influenzano e si pongono in relazione con essi. Questa disciplina focalizza l’attenzione sui processi cognitivi e sociali e studia l’intersoggettività intesa come relazioni tra persone.

È necessario chiarire la differenza tra relazione e interazione.

Secondo l’approccio relazionale-simbolico, nei gruppi, l’interazione è ciò che è alla base della relazione. Le relazioni invece, rimandano ad un legame che precede l’interazione in atto e ne costituisce il contesto significativo e sono legami che connettono tra loro i membri di un gruppo, e che si dispiega nel tempo.

Quindi la psicologia sociale studia i modi e le forme con cui l’esperienza, l’attività mentale e pratica e i comportamenti si articolano con il contesto sociale, a livello di processi basici della vita di relazione sia a fenomeni che si vengono a costruire in seguito all’interazione.

Gli psicologi sociali tendono dunque a rispondere a domande intriganti come “quanto del nostro mondo reale è contenuto nella nostra mente?”, “le persone possono essere crudeli se viene ordinato loro di esserlo?”

Cap. 1.2-1.3-1.4

Gli esseri umani hanno un pressante bisogno di spiegare i comportamenti, attribuire loro delle cause e pertanto renderli ordinati, predicibili e controllabili.

Le nostre intuizioni immediate modellano le nostre paure, le nostre impressioni e le nostre relazioni.

Gli psicologi sociali hanno rilevato la presenza di affascinanti processi mentali di cui non siamo consapevoli, processi automatici, accanto a processi mentali di cui siamo consapevoli.

Il pensiero, le percezioni, la memoria e gli atteggiamenti operano a due livelli: uno conscio e deliberativo, l’altro inconscio e automatico, nominando questo fenomeno “elaborazione duale”.

La capacità intuitiva che abbiamo è consistente ma anche pericolosa. Anche le intuizioni su noi stessi spesso sono errate. Intuitivamente ci fidiamo dei nostri ricordi più di quanto dovremmo. Spesso fraintendiamo la nostra mente: neghiamo di essere suggestionati da situazioni che invece ci influenzano in maniera evidente.

Le nostre intuizioni sociali, dunque, sono estremamente importanti sia per le loro potenzialità sia per i pericoli che nascondono.

Come già Aristotele aveva detto, desideriamo essere in relazione con gli altri, appartenere a gruppi, essere giudicati bene degli altri. Le relazioni sono una parte importante della vita umana, ma talvolta il potere della situazione sociale porta ad agire in maniera contraria ai nostri principi. Perciò le situazioni e la cultura di appartenenza giocano un ruolo cruciale nel definire la percezione delle situazioni in cui ci troviamo e le nostre reazioni.

Anche le forze interne sono importanti poiché i nostri atteggiamenti e le nostre opinioni, quindi i tratti di personalità, influenzano i nostri comportamenti.

La psicologia sociale ha la potenzialità di illuminare la vita quotidiana, rendendo visibili le sottili influenze che guidano i nostri pensieri e le nostre azioni. Essa è più un insieme di strategie per rispondere a domande socialmente rilevanti che non una collezione di risultati scientifici.

Abbiamo tutti una tendenza a leggere in maniera pregiudiziale la realtà, fondata sulle nostre aspettative. Ciò che riteniamo oggettivo spesso non è altro che il frutto di credenze condivise, denominate da Moscovici “rappresentazioni sociali”, di cui non si è del tutto consapevoli e che non vengono sottoposte a verifica.

La psicologia sociale, così come le altre scienze, non si limita semplicemente a formalizzare ciò che lo scienziato ingenuo coglie in maniera intuitiva poiché tutti noi invochiamo il senso comune dopo che siamo venuti a conoscenza degli eventi poiché gli eventi sono molto più ovvi e predicibili retrospettivamente che non anticipatamente.

Per questo il “bias della retrospezione”, ovvero “io lo so da sempre”, è pervasivo. Esso può creare anche molti problemi agli studenti di psicologia che, talvolta, ritengono che alcuni risultati degli esperimenti che hanno studiato siano semplici e ovvi. Poiché le conseguenze degli eventi sembrano essere semplicemente predicibili, spesso vengono commessi errori di comprensione, interpretazione e scelta di comportamenti da mettere in atto.

8 marzo

Le informazioni sensoriali possono avere delle implicazioni dirette in relazione alle inferenze circa certi tratti posseduti dagli individui. Esempio: esperimento di Berry e McArthur, che hanno studiato che persone con occhi tondi, naso piccolo, fronte alta sono tipicamente percepite come meno dominanti, più ingenue e calde.

Lo studio in questo ambito si è evoluto, anche negli anni più recenti e sembrano confermare queste affermazioni degli anni ’80.

Le persone formano le loro impressioni velocemente sulla base di informazioni disponibili anche quando sono molto poche.

Più recentemente, in Oriente, nel 2021, è stato ancora evidenziato come ci possa essere una correlazione tra le conformazioni del volto e tratti della personalità. Le persone possono fare inferenze sulla personalità di una persona a partire dagli stereotipi che hanno associato a quelle caratteristiche del volto anche se tale giudizio non è coerente con la reale personalità dell’individuo.

Benché non ci sia nessun aspetto, gesto o espressione che indichi direttamente le qualità di una persona, tuttavia sulla base di pochi indizi le persone sono in grado di formarsi le proprie impressioni in modo rapido e spontaneo.

  • Nella maggior parte dei casi tali processi sono automatici.
  • Essere consapevoli di tali processi permette di controllarli.

Quali indizi catturano la nostra attenzione?

  • Particolarmente influenti sono gli indizi in grado di emergere e attrarre l’attenzione all’interno del loro contesto.

La salienza è la proprietà che distingue uno stimolo dagli altri in un contesto specifico, ma un indizio non è saliente per sua natura, lo diventa a seconda del contesto in cui è inserito.

Le persone sono salienti quando si distinguono dall’ambiente circostante e di solito esse attraggono l’attenzione e all’interno di un gruppo sono considerate più influenti e autonome.

Interpretare gli indizi

  • Contesto sociale. Un indizio non ha significato in sé e per sé. Il contesto sociale determina sia quanto un indizio è saliente sia il significato che gli attribuiamo.
  • Conoscenze. Gli indizi acquistano significato quando vengono interpretati alla luce delle conoscenze che si hanno su persone, comportamenti, tratti, situazioni sociali.

Due tipi di conoscenze pregresse hanno maggiori probabilità di essere utilizzate per interpretare gli indizi:

  • Conoscenze legate all’indizio: le associazioni che fanno parte del nostro bagaglio cognitivo.
  • Conoscenze accessibili: i pensieri che in quel momento occupano la nostra mente, più facili da richiamare alla memoria.

Il ruolo delle associazioni: legame tra due o più rappresentazioni cognitive.

Associate per:

  • Similarità e significato.
  • Frequenza dell’associazione.

Il ruolo dell’accessibilità: facilità e rapidità con cui una rappresentazione viene alla mente ed è utilizzata.

  • Influenzate da aspettative, motivazioni, umore, contesto, attivazione recente, attivazione frequente.

Studi recenti evidenziano questo aspetto, ad esempio lo studio di Rosenham (1973) riguarda la valutazione degli pseudopazienti da parte dei medici di un istituto psichiatrico. L’essere etichettato come paziente psichiatrico tendeva ad influire molto sul comportamento del paziente.

Altre considerazioni possono essere fatte in merito all’umore, oppure dal priming, come evidenziato dallo studio di Higgins et al. (1977) con un gruppo di studenti che dovevano:

  • Memorizzare alcuni termini relativi o al tratto positivo avventuroso o a quello negativo avventuriero, un gruppo quello positivo e l’altro quello negativo.
  • Leggere la descrizione di Donald che ha scalato il monte McKunley, ha disceso rapide tumultuose in kayak, ha pilotato un’auto da corsa.
  • Descrivere Donald.

È stato osservato che le descrizioni di Donald variavano a seconda di che tratti erano stati memorizzati in precedenza, quindi in base al priming.

L’uso frequente di una rappresentazione cognitiva può renderla cronicamente accessibile, che in qualche modo preferiamo.

Le conoscenze generali plasmate dalla cultura a cui apparteniamo e le esperienze che accumuliamo entrano a far parte delle nostre impressioni, schemi sociali.

9 marzo

Schemi = strutture di dati attraverso le quali i concetti immagazzinati in memoria vengono rappresentati.

Schemi sociali = schemi riferiti a categorie di persone, di ruoli o di eventi che coinvolgono la vita sociale di un individuo.

Schema sociale: classe di dati strutturati e raccolti intorno ad un nucleo centrale prototipico.

Presentano:

  • Elemento strutturale: struttura di dati per rappresentare concetti immagazzinati in memoria, come sono strutturati gli elementi.
  • Ruolo procedurale: ruolo attivo che lo schema ha nel guidare l’organizzazione dell’esperienza passata e di quella in corso, funzioni dello schema, non è un aspetto statico ma dinamico.

La struttura è caratterizzata, elemento strutturale:

  • Parte fissa: insieme di elementi comuni a tutti gli esemplari che ricadono nella categoria. Es. infermiere = persona che aiuta il medico nella cura dei malati con funzioni specifiche di igiene e terapia.
  • Parte variabile: diverse caratteristiche che i singoli esemplari possono assumere. Es. caratteristiche di un particolare infermiere = alto o
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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