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Lezione 1

Introduzione

In Italia abbiamo una serie di normative. Geodesign è un modo di approcciare al processo nella pianificazione. Tecnica e pianificazione urbanistica ossia il geodesign, geografia + design che significa progetto o progettare. Quando si descrive il territorio, ne si prende una porzione e si cerca di capire se questa porzione ha dei problemi che vogliamo risolvere e si realizza il progetto.

Analisi del territorio

Il primo aspetto per capire questo si analizza il territorio in tutti i suoi sistemi e sottosistemi esaminati nel loro contesto ambientale (rischi naturali ed antropici) e socioeconomico. Il secondo aspetto è quello dei modelli e dei metodi per identificare i caratteri che qualificano le diverse politiche di gestione e programmazione degli interventi, ossia mettere in chiaro i processi decisionali che ne governano gli effetti sull'evoluzione dei sistemi in oggetto.

A scala piccola abbiamo un rapporto tra progettista e micro team con il cliente. A scala grande invece il progetto è realizzato e coordinato da tutti gli esperti territoriali, come lo storico, il pedologo, archeologo, ecc., ed eventualmente rappresentanti di quella comunità locale interessata alla pianificazione, con il coinvolgimento di esperti di strumenti digitali per rapidità, costi e qualità e la decisione viene presa dall'amministrazione comunale dove c'è sindaco e giunta. È una decisione multi-utente dove il cliente è appunto l'amministrazione pubblica responsabile nei confronti della comunità che amministra.

Tecniche e strumenti di pianificazione

Il terzo aspetto sono le tecniche (norme codificate per la rappresentazione) e gli strumenti (ossia i tipi di piano: urbanistico, territoriale) di pianificazione a tutte le scale. A monte degli strumenti di pianificazione ci sono altri strumenti che servono per costruire la conoscenza per supportare le decisioni.

Il progetto di territorio che sviluppiamo ha il requisito primo della sostenibilità, ossia si chiede di raggiungere gli obiettivi del Sustainable Development Goals ossia, salute, migliore fame, accesso a risorse idropotabili, energie rinnovabili per arrivare allo sviluppo di comunità e città sostenibili con la salvaguardia della salute, garantire residenze accessibili a tutti i membri della comunità e offrire opportunità di carriera e business.

Attori e normativa

Nella pianificazione abbiamo sempre due attori principali, i team di progettazione e i team dei decisori e molte volte per adottare il piano si coinvolge la popolazione al fine di attuazione. A partire dalla prima legge urbanistica nazionale del 1942, le norme urbanistiche fondamentalmente riguardavano la crescita della città in funzione dell'incremento demografico che caratterizzava più consumo di risorse e più produzione di inquinanti e di rifiuti a seguito dell'attività umana.

Da quel momento si inizia a sviluppare una nuova concezione di ambiente intesa come risorsa limitata che va protetta, portando alla pianificazione ambientale supportata dalla tecnologia digitale. Quali sono i contenuti che devono essere presenti in un progetto e che ne arricchiscono la qualità? Per rispondere si fa riferimento alle teorie di Abraham Maslow, e nello specifico alla piramide dei bisogni dove alla base abbiamo i bisogni di base come respirare, bere, mangiare, avere un riparo.

Tutti gli individui che soddisfano questi bisogni, desiderano ulteriori bisogni come salute e sicurezza, soddisfatti solo da una sottoparte di popolazione, che ancora desidera un senso di amore e appartenenza fino a restringersi e a trovare quegli individui che raggiungono uno stato di autoattualizzazione, ossia che non hanno più bisogni da soddisfare e vivono sereni.

Livelli di pianificazione e strumenti

I livelli di pianificazione includono: attuativa (i piani per lo sviluppo del territorio subcomunali all'interno del territorio comunale), comunale (piani urbanistici comunali), provinciale e regionale (quelli a scala sovracomunale piani territoriali o d'area vasta) e poi abbiamo quelli settoriali che definiscono i livelli di trasporti, aree protette, zone costiere e di recente in Sardegna quelli per le piste ciclabili.

  • Piano territoriale 1:25.000
  • Piano a scala comunale al di sotto di 1:10.000
  • Piano attuativo al di sotto 1:1000

Lezione 2

Risorse e sostenibilità

Il progetto deve salvaguardare l'ambiente tutelando in particolare le risorse non rinnovabili e non produrre eccessivi inquinanti, la cui sorpassata soglia conduce l'ecosistema in crisi. Le soglie sono riferite a tutte le componenti ambientali e sotto componenti. Allo stesso tempo si deve garantire lo sviluppo economico e le condizioni di qualità della vita, e ciò introduce una serie di sottocomponenti cosiddette dell'ambiente antropico, che riguardano agli aspetti del lavoro sicurezza e così via.

La legge nazionale definisce uno strumento che si chiama PRG che le regioni hanno leggermente modificato ma mantenuto conforme alla legge nazionale. La pianificazione attuativa serve a progettare in dettaglio le indicazioni più generali del piano urbanistico. Si individuano delle aree, si attribuiscono delle funzioni che si possono realizzare ma senza sapere esattamente come si progetterà quell'area. Poi abbiamo altri strumenti di piano detti di settore, e riguardano sottosistemi territoriali ben specifici (industria, trasporti, aree protette e zone costiere).

Scala dei piani e progettazione

Come sono legati alla scala i piani? Il piano territoriale alla piccola scala non si vedono edifici o quartieri e le rappresentazioni avvengono attraverso dei simboli; nel territorio emergono la morfologia e le aree verdi e su questa base il progetto viene espresso in termini generali attraverso la simbologia. Alla scala comunale invece si inquadra la struttura fisica, isolati e viabilità locale identificati con codici di colore a cui corrisponde una funzione e a cui corrispondono determinate norme.

A scala attuativa infine abbiamo la distribuzione fisica e che cosa succede nell'area: perimetro lotto, parcheggi, abitazione ecc. e a cui si associano prospetti e sezioni che caratterizzano i progetti a scala più grande.

Le città incominciano a crescere durante la rivoluzione industriale, in cui si attivano flussi consistenti di popolazione dalle zone rurali alle zone urbane, e la popolazione cresce. Nel piano di Barcelona, di Cerdà abbiamo la progettazione di isolati e l'identificazione in negativo della rete viaria per il fabbisogno prevalente di residenza della popolazione in incremento.

Qualche decennio successivo le città crescono ulteriormente e eccessivamente e si ha la proposta di grandi pianificatori come Ebenezer Howard (città giardino). Durante la rivoluzione la popolazione si muove verso le città a causa dell'offerta di lavoro in fabbrica e miniera portando alla nascita dei problemi tipici della città che tuttora sono attuali. Howard propone il modello dei tre magneti che è l'incipit della realizzazione della città giardino fissando per l'insediamento una dimensione che non deve essere superata oltre il quale non si deve più costruire, ma si crea un nuovo nucleo a una certa distanza che collegati creano una rete e consentendo un rapporto tra uomo e ambiente tale da garantire un'alta qualità di vita.

In Italia con la legge nazionale del 1942, si ha la suddivisione della città in zone urbanistiche omogenee attraverso l'elaborato dello zoning. Quando si fa un piano si decide quali sono gli usi del territorio che si vogliono inserire, dopo aver impostato gli usi ci si domanda sulla dimensione spaziale e infine dopo aver definito la quantità, si decide dove inserirli. Definito il progetto lo si arricchisce con diversi tipi di analisi in modo da garantire crescita economica, armonia con l'ambiente etc.

Nella scala intermedia le figure che interpretano il progetto sono diverse, architetti, ingegneri, scienziati etc., che da luogo al progetto collaborativo. In relazione alla scala si considerano diversi aspetti:

  • Alla scala grande si applicano strategie basate sulla domanda, mentre alla scala geografica si applicano strategie basate sull'offerta, ossia che quando sviluppiamo un progetto alla grande scala, abbiamo un cliente che ci indica i requisiti per lo sviluppo di quel progetto mentre nell'area territoriale grande il cliente può essere l'amministrazione regionale o autorità pubblica che rappresenta tutta la comunità in tutte le sue parti, maggioranza ed opposizione, e dunque la strategia è difensiva e si basa sull'offerta delle risorse del territorio che avrà certe caratteristiche per poter impostare il progetto e che sia rispettoso delle risorse presenti.
  • Alla grande scala le decisioni sono decentralizzate condizionate dai vincoli delle norme comunali, mentre alla piccola scala si lavora in maniera centralizzata, in quanto la modalità progettuale che consente di esprimere il favore di tutti i singoli cittadini dovrà scendere a compromessi generali.
  • Nella grande scala tutti comprendono la complessità del progetto poiché limitata mentre nella piccola scala non tutti capiscono tutto e quindi ci si rivolge agli specialisti.

Progettazione secondo Simon

Come affrontiamo il progetto? Simon ci dice che il progetto deve identificare un corso di interventi al fine di migliorare la condizione esistente. Simon a ciò associa uno schema che dice che esistono 3 fasi principali in un progetto:

  • Analisi: a cui si risponde c'è un problema o un'opportunità di cambiamento per migliorare la condizione attuale? Se la risposta è sì, si procede con;
  • Progetto: dove si identificano possibili alternative di cambiamento attraverso opportuni strumenti e che conducono a;
  • Scelta: momento nel quale le persone negoziano tra loro in maniera tale che ci si accordi per arrivare ad un unico progetto.

Processo di pianificazione secondo Mercandino

Secondo Mercandino un processo di pianificazione si sviluppa in modo più articolato e dal punto di vista tecnico in modo più complesso facendo:

  • Analisi del territorio
  • Proiezioni neutre, ossia dalle analisi del territorio che si svolgono sulla base di dati riferiti al presente o a tempi vicini al presente si cerca di capire l'evoluzione architettonica e relativamente come il sistema evolverà nel futuro.
  • Diagnosi: si cerca di capire quali saranno le risorse disponibili e su questa base si cerca di capire quali saranno le trasformazioni realizzabili;
  • Definizione obbiettivi, proposte preliminari e verifiche valutazione d'impatto
  • Redazione del piano e di tutti gli elaborati necessari per l'approvazione della giunta e che nel caso positivo diverrà legge.

Partendo dalla conoscenza si arriva alla valutazione delle varie alternative progettuali. In seguito alla parte progettuale abbiamo la parte amministrativa che porta alla redazione del piano e in seguito alla pubblicazione, tutti i cittadini possono presentare delle osservazioni a cui risponde positivamente o negativamente. Successivamente si ha l'esaminazione da un'autorità superiore come la regione, e alla fine si ha la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, diventando norma.

Oggi si progetta in scala urbanistica territoriale in team supportati dalla tecnologia informatica. Il progetto deve partire dal rispetto delle norme e poi deve essere arricchito.

Normative e popolazione

Per le norme, il quadro di riferimento non è solo quello urbanistico ma abbiamo il filone relativo al paesaggio e quello in materia di protezione dell'ambiente. Insieme a queste norme ci si riferisce a quella delle direttive europee in cui abbiamo quelle di valutazione di impatto sull'ambiente (VAI) che riguardano opere infrastrutturali e una serie di norme che riguardano la valutazione dell'impatto del piano ossia (VAS).

La popolazione è una variabile importantissima quando si progetta la trasformazione del territorio. Perché si progetta quando la situazione non va bene e non va bene quando non soddisfa le esigenze della popolazione e quindi sulla base di stima della crescita demografica, dobbiamo dimensionare per rispondere alle domande di richiesta di spazi residenza e servizi e quanto.

Con le leggi sino alla legge ponte ci si riferisce a dare gli spazi alla popolazione crescente che consuma e produce troppi rifiuti dando segno di mal funzionamento, si inizia a porre delle condizioni al contorno in funzione delle risorse territoriali e della capacità di carico dell'area attraverso l'identificazione di soglie.

Nel progetto bisogna esplicitare le relazioni tra le azioni di progetto e le componenti ambientali che delineano impatti positivi o negativi. Per fare queste valutazioni si utilizza l'informazione territoriale in formato digitale e le trasformazioni avvengono attraverso il geodesign. Il geodesign è una metodologia di progettazione che lega la creazione di alternative progettuale con la valutazione di impatto nel contesto geografico.

Modelli progettuali secondo Stainez

Secondo Stainez, il progetto deve essere realizzato secondo sei modelli che costituiscono uno schema più metodologico. I primi 3 modelli costituiscono la fase della conoscenza:

  • Modelli di rappresentazione: rispondono alla domanda a come dovrebbe essere descritto il contesto attraverso il raccoglimento di dati e aggiornamento delle norme da rispettare.
  • Modello processuale: che risponde alla domanda a come opera il contesta? Indica lo sviluppo dell'alternativa zero ossia che cosa succede se non si interviene.
  • Modelli di valutazione: risponde alla domanda il contesto sta operando bene? Si valuta l'accettazione e il miglioramento dell'evoluzione del sistema.
  • Modello di cambiamento: che risponde alla domanda a come potrebbe essere trasformato il contesto? Se ci si rende conto che i cambiamenti spontanei del sistema territoriale creano dei problemi, si identificano possibili alternative di cambiamento con il modello di cambiamento.
  • Modello d'impatto: che risponde alla domanda alla differenze che può causare la trasformazione, che possono essere positivi o negativi.
  • Modelli decisionali: tra le varie alternative si sceglie quella preferibile che porteranno al progetto finale.

Chi sviluppa questi modelli? Le varie figure professionali a cui partecipano per la realizzazione di ogni singolo modello. I modelli si realizzano attraverso 3 iterazioni, ossia tramite quella del WHY, del HOW, e quella del WHAT WHERE E WHEN. Nella prima iterazione si parte da zero, si affronta un nuovo studio, bisogna cercare di capire come impostare il progetto considerando le varie componenti ambientali come se fosse una fase di studio preliminare che ci consente di capire quali sono le problematiche e che consente di fare la VAS. Successivamente si passa a specificare a come sviluppare il progetto attraverso la decisione delle varie alternative, presa operativamente tra popolazione tecnici etc e chi partecipa alla decisione è stabilito solo dopo aver compreso le problematiche. Una volta deciso chi partecipa, si perfeziona il modello d'impatto in maniera tale che sia leggibile e comprensibile da tutti i partecipanti e deciso il metodo di valutazione, bisogna fare in modo che il modello di cambiamento e i suoi formati siano adatti ad essere input del modello di impatto fino ad arrivare al modello di rappresentazione e a decidere quali dati ci servono per lo sviluppo del processo. Il framework non è mai lineare ma consente di poter essere ogni volta aggiornato.

Lezione 3

Analisi geodemografica

La popolazione è una variabile importante in urbanistica. Nel piano urbanistico l'elaborato principale consiste nello zoning che consiste in una sovrapposizione su una base topografica che mostra cosa c'è nel territorio e più nello specifico zone urbanistiche omogenee a cui viene associata una funzione d'uso del suolo e a seconda della funzione si associano dei parametri urbanistici che regolano l'attività di trasformazione di quelle zone.

Sistema della popolazione

Come si studia il sistema della popolazione? La variabile della popolazione costituisce uno dei sottosistemi territoriali da analizzare ed è molto importante e in passato veniva considerata una variabile indipendente nel senso che la crescita della città doveva rispondere a fenomeni generalizzati globali di crescita e spostamento demografico dalle aree rurali alla città. Più di recente dagli anni '80 ci si è resi conto che l'ecosistema terrestre può sopportare sino ad un certo punto il carico derivato dalle trasformazioni indotte dalle attività urbane. Quindi bisogna porre dei limiti reagendo a questi fenomeni attraverso dei cambiamenti sulla crescita.

Domande esame

  • Normativa
  • Aspetti tecnici e metodologici
  • Esercitazione

Insediamenti e uso del suolo

Il sistema della popolazione può portare insediamenti ad alta densità e a bassa densità e questi costituiscono due degli usi del suolo più comunemente usati nella fase di progettazione e nel sistema della pianificazione. La forma e la struttura degli insediamenti alla grande scala e alla piccola scala, soddisfa bisogni ed esigenze differenti della popolazione. Il parametro dell'impronta ecologica traduce i consumi e la produzione di inquinanti dei cittadini di un certo paese che ha un certo livello di vita in termini di ettari di territorio necessari per supportare quel tipo di vita. Per l'approvvigionamento di cibi richiede una certa quantità di spazi nel territorio al di fuori della città. L'impatto dei comportamenti dei cittadini di una determinata regione si traduce in quantità di territorio per il sostentamento di quelle abitudini. I comportamenti della popolazione dunque influenzano il rapporto con l'ecosistema che lo circonda.

Modello di sviluppo

Il modello sviluppo considera la disponibilità della risorsa quantificabile, per il suo sfruttamento si sviluppa l'attività industriale e dunque il lavoro comportando infrastrutturamento del territorio e ciò richiede un afflusso di popolazione e la conseguente necessità di base per un riparo. A Cagliari nel XIX sec la popolazione cresce ad un punto tale che richiede espansione per poter dare spazi di residenza e di lavoro ad abitanti che affluiscono in quella zona. Prevista la crescita, si ha l'eliminazione dei filtri tra città e campagna attraverso l'abbattimento dei muri.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 0fiorina990ca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geodesign e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Campagna Michele.
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