Letteratura italiana contemporanea
Orario
L'orario delle lezioni è il seguente:
Aula V, Via Zamboni 38 Lunedì, ore 9-11,-;
Aula V, Via Zamboni 38 Martedì, ore 9-11,- [dal 29 settembre a metà novembre 2020],
Aula Pascoli, Via Zamboni 32 poi [da metà novembre al 22 dicembre 2020];
Aula VI, Via Zamboni 38 Giovedì, ore 11-13,- [dal 1° ottobre a metà novembre 2020],
Aula II, Via Zamboni 38 poi [da metà novembre al 17 dicembre 2020].
Appunti delle lezioni
Letteratura italiana contemporanea Lunedì 21 settembre 2020
Molta condivisione di materiali. Cercare di tenere sottomano un video nel quale vedere il materiale se si segue online e anche se si segue in presenza per quanto possibile.
240 partecipanti oggi.
Andiamo al programma del corso:
Accessibile a tutti dalla pagina di insegnamenti online, subirà forse qualche piccolo ritocco.
02609 Codice
Il corso quest’anno tratta il tema Viaggiatori insonni. Le età dell’uomo e le loro funzioni letterarie. Citazione da un libro di Sandro Penna incluso anche nel programma. L’argomento del corso sono le età dell’uomo. Quindi il tempo generale messo in rapporto con il tempo finito del percorso dell’essere umano, dalla giovinezza alla maturità alla vecchiaia. Sono quindi le età che vengono messe al centro, quindi le età di chi racconta e scrive ma anche le età che vengono raccontate da chi racconta e da chi scrive.
Come la letteratura contemporanea rappresenta il tema dell’età.
Il corso dura 60 ore complessive, equivalenti a 12 crediti formativi.
Si tratta di un percorso di lettura dedicato alla narrazione e alla rappresentazione delle età dell'essere umano, ai loro limiti di definizione e alla complessità delle loro relazioni con il tempo interiore e con il tempo della storia.
Che cos’è una conoscenza di base della letteratura italiana del novecento? Non lo so neanche io (dice il prof). Si pone un problema fondamentale - sappiamo tutti che il novecento non è un secolo fortunato nei programmi scolastici quindi ci si arriva un po’ così. Alcuni però hanno delle conoscenze addirittura superiori rispetto a quelle del corso generale.
Che cosa vuol dire letteratura italiana contemporanea? Che differenza c’è tra la letteratura italiana del primo anno e questo? Noi studiamo del materiale, che chiamiamo contemporaneo tirando in ballo la nozione di tempo, che richiede un cambiamento nei nostri parametri di interpretazione. Qualsiasi materiale, libro o poesia che noi leggiamo, che richiede di cambiare il nostro sistema interpretativo, è contemporaneo. Il contemporaneo è tutto ciò che mentre lo leggo mi rendo conto di non aver acquisito degli elementi interpretativi sufficienti. Perché ancora non stato standardizzato e catalogato.
Il senso di smarrimento che incontreremo durante queste lezioni sarà dovuto probabilmente per lo più a questo: leggiamo delle cose di cui non abbiamo le basi per capire.
Non è un corso nozionistico che vuole insegnare nomi e date, ma che vuole insegnare ad approcciarsi alla complessità dei testi. Il corso è suddiviso in una parte monografica, approfondita durante le lezioni, e in una parte istituzionale, destinata allo studio individuale.
Parte monografica
6 unità, testi narrativi e poetici.
- I vecchi e i giovani 1 Luigi Pirandello, [1909-1931], a cura di Anna Nozzoli, cronologia di Simona Costa, Mondadori, Milano 2017
- Un contratto, Le confessioni del vegliardo, Il mio ozio, Il vecchione 1 Italo Svevo, [1926], La coscienza di Zeno e Continuazioni, in a cura di Mario Lavagetto, Einaudi, Torino 2014.
—> Due gruppi di testi che di solito sono un pochino marginali - ma che si prestano bene per il nostro tema dell’età. Per quanto riguarda Svevo sono i testi incompiuti. Ipotesi di continuazione della coscienza di Zeno che Svevo stava elaborando che riguardano proprio l’essere anziani in rapporto con la vita.
- Gli indifferenti 2 Alberto Moravia, [1929], nota critica di Alessandra Grandelis, Bompiani, Milano 2016;
- Le occasioni 2 Eugenio Montale, [1939], a cura di Tiziana de Rogatis, con un saggio di Luigi Blasucci e uno scritto di Vittorio Sereni, Mondadori, Milano 2018.
Alcune opere sono messe in contatto per una logica importante che segue il corso. Queste due opere non verranno lette totalmente.
- Maria 3 Lalla Romano, [1953], Einaudi, Torino 1995;
Questo sarà sicuramente messo a disposizione.
- Il prete bello 3 Goffredo Parise, [1954], Adelphi, Milano 2010.
Questi della terza sessione sono due scrittori largamente sottovalutati che il professore cercherà di ristabilire giustizia su alcuni nomi che sono stati troppo sottovalutati. La letteratura contemporanea molto spesso è terreno di ingiustizie e crudeltà.
- La ragazza Carla 4 Elio Pagliarani, [1960], prefazione di Aldo Nove, Il Saggiatore, Milano 2016;
- Il mondo salvato dai ragazzini Il mondo salvato dai ragazzini e 4 Elsa Morante, [1968], in altri poemi, prefazione di Goffredo Fofi, Einaudi, Torino 2020.
Due testi di poesia scritta in modo particolare, che appartengono ad un genere non molto definito. Sono due testi di confine per certi aspetti.
- La banda dei sospiri 5 Gianni Celati, [1976], Quodlibet, Macerata 2015;
- Il viaggiatore insonne Poesie, prose e diari, 5 Sandro Penna, [1977], in a cura e con un saggio introduttivo di Roberto Deidier, cronologia a cura di Elio Pecora, Mondadori, Milano 2017.
- Dei bambini non si sa niente 6 Simona Vinci, [1997], Einaudi, Torino 2018;
- Le cose fondamentali 6 Tiziano Scarpa, [2010], Einaudi, Torino 2010.
I testi che verranno messi su virtuale in corrispondenza delle varie sezioni sono testi che possono fornire chiavi di lettura utili per lo studio. Non sono obbligatori ma consigliati per la preparazione del corso.
Parte istituzionale
Questa parte dovrà essere svolta individualmente dallo studente, e non è obbligatoria per gli studenti Erasmus+ e Overseas. Durante le lezioni verranno fornite alcune indicazioni di studio, e le letture previste saranno poste in relazione, quando possibile, con quelle della parte monografica. Parte del materiale didattico sarà disponibile in formato elettronico e in tempo utile per la preparazione dell'esame.
La sezione B.0 è obbligatoria per gli studenti dei corsi di Lettere (codice 8850) e di Storia (codice 0962). Non è invece obbligatoria per gli studenti di Scienze della Comunicazione (codice 8885) e per gli studenti Erasmus+ e Overseas. Oltre a questa sezione, gli studenti leggeranno un testo a scelta, più i rispettivi saggi critici, in tre delle altre sei sezioni elencate. Non è permesso orientare la scelta su tre sezioni di testi di sola poesia o su tre sezioni di testi di sola prosa.
B.0) Le origini della modernità – Testi
- Canti, [Bruto minore, Ultimo canto di Saffo, Alla Giacomo Leopardi, Rizzoli, Milano 1998 sua donna, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, A se stesso, Aspasia, La ginestra];
- Operette morali, [Dialogo della moda e della Giacomo Leopardi, Rizzoli, Milano 2008 morte, Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare, Dialogo della natura e di un islandese, Cantico del Gallo Silvestre, Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, Dialogo di Tristano e di un amico];
- I promessi sposi, Alessandro Manzoni, Einaudi, Torino 2015 [capitoli 1, 2, 8, 37, 38].
B.0) Le origini della modernità - Saggi critici
- Leopardi, Marco Antonio Bazzocchi, Il Mulino, Bologna 2008 [le parti corrispondenti Canti Operette morali ai e alle indicate].
B.2) Linee poetiche del primo Novecento - Testi di poesia
- L'Allegria, Vita d’un uomo. Tutte le poesie Giuseppe Ungaretti, in, Mondadori, Milano 2009;
- Interpretazione di Ungaretti, saggio critico abbinato: Guido Guglielmi, Il Mulino, Bologna 1999;
- Ossi di seppia, Eugenio Montale, edizione a cura di Pietro Cataldi e Floriana d'Amely, con un saggio di Pier Vincenzo Mengaldo e uno scritto di Sergio Solmi, Mondadori, Milano Introduzione 2016;
- Saggio critico abbinato: e commento di Pietro Cataldi e Floriana d'Amely alla medesima edizione;
- Mediterranee, Il canzoniere, Umberto Saba, in Einaudi, Torino 2014;
- Saggio critico Poesia italiana del Novecento, abbinato: Giacomo Debenedetti, Garzanti, Milano 1989.
B.3) Il neorealismo e la Resistenza - Testi di prosa
- Una questione privata, Beppe Fenoglio, Einaudi, Torino 2014;
B.3) Il neorealismo e la Resistenza - Saggi critici
- Nel tempo del neorealismo, Storia della letteratura italiana. Il Novecento Giulio Ferroni, in e il nuovo millennio, Mondadori, Milano 2012, pp. 373-412.
B.5) Il postmoderno - Testi di prosa
- Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino, Mondadori, Milano 2016;
- Il gioco del rovescio e altri racconti, Antonio Tabucchi, Feltrinelli, Milano 2013.
B.5) Il postmoderno - Saggi critici
- Postmoderno italiano: un’introduzione, Il romanzo Raffaele Donnarumma, in contemporaneo. Voci italiane?, a cura di Franca Pellegrini e Elisabetta Tarantino, Troubadour, Leicester 2006.
Consiglio di lettura —> Alice disambientata a cura di Gianni Celati - a prescindere dall’esame e dalle sezioni sarebbe da leggere!!!
Ci sarà un appello già prima di Natale per chi fa l’esame da 12 crediti, ma io ho ancora l’esame di latino da fare il 22 dicembre. Esame orale, non ci sono problemi a rifiutare il voto, possiamo tornare direttamente all’appello successivo etc… ci sono appelli ogni mese! Che figata.
Esame orale, 20 min circa. Domande che possono essere rivolte sia sulla parte istituzionale che su quella monografica, lascia spazio a discorsi individuali.
Appelli a cadenza mensile escluso agosto, suddivisi per turni. Ci spiegherà poi come si svolgono i turni. Non si sa ancora se l’esame sarà su Teams o no, per ora sì.
Risorse
- Piano didattico
- Materiali su Virtuale
Punti chiave e consigli
- Segnare i punti notevoli, come se fosse una lettura individuale, quando si leggono i testi
- Consiglio: leggere tutti i testi! È la cosa migliore per prepararsi
Letteratura italiana contemporanea martedì 22 settembre 2020
Parte istituzionale - contraddistinta dalla sigla B.
Almeno 2 di prosa e una di poesia.
Io ho scelto B.0, B.2, B.3, B.5
Ricevimento —> Teams! Ci si prenota dalla sua pagina personale.
Appelli d’esame tutti i mesi.
Appelli divisi in turni, che possono essere diversi e successivi da quello segnato.
Marta Serena —> dottoranda su Emilio Villa.
Chiariamo i materiali didattici:
Ungaretti - comincia a parlarci di sé attraverso questo corso.
Monologhetto di Ungaretti
Ci riferiamo al - lettura di un testo che apparentemente e a livello pratico non c’entra con il corso, questo testo ci serve come filtro, filigrana, punto di prospettiva dal quale guardare gli altri testi che leggeremo. Questa idea è una costante nello studio della letteratura contemporanea, non abbiamo un metodo appurato che possa essere universale per tutto il corso. Abbiamo un’insieme di metodi che possono avere un’utilità, quindi dobbiamo combinare tutti i metodi. Questo perché il panorama dei testi continua a cambiare e spesso i metodi utilizzati in precedenza non servono più. Quindi il nostro obiettivo è trovare il criterio giusto di lettura. Trovare delle chiavi che possano far sì che una qualsiasi scrittura possa dirci qualcosa di nuovo, di più su se stesso e sulla sua storia e anche su di noi che lo stiamo leggendo in questo momento. Interpreteremo quindi insieme applicando un’insieme di metodi provando l’efficacia di questo metodo a seconda di come il testo ci si presenta davanti. Interpretare significa fare un percorso dentro all’insieme di testi che non è mai quello che ha pensato l’autore. Non dobbiamo mai immaginare di aver capito un testo perché quello che abbiamo scritto o detto corrisponde a quello che ha detto l’autore della sua opera.
Emilio Villa ci insegna che nessun testo è sacro.
La letteratura contemporanea, non solo italiana, ci insegna che dei testi, delle opere, romanze poesie ecc… possono diventare delle chiavi, degli strumenti per leggerne degli altri. Quindi noi a lezione cercheremo proprio dei testi da utilizzare come chiave di lettura. È un processo non facilissimo in cui molto spesso ci si perde. Quindi anche noi a lezione ci perderemo a volte, però è un’operazione che a volte ci apre delle chiavi di lettura veramente interessanti e a volte sorprendenti. È utile quindi per capire cosa sia leggere dei testi contemporanei che hanno letto poche persone e che non hanno una critica ampia, dei testi che spesso sono stati letti e dimenticati.
Un grido e paesaggi —> il grido è un grido di dolore per la morte del figlio, morto in Brasile nel 1939, il 20 novembre durante un soggiorno di Ungaretti. L’ultima data è quella dell’ultimo componimento che si intitola semantica e viene immediatamente dopo il componimento che leggeremo noi che si chiama monologhetto.
Monologhetto - 1951, poesia che inaugura tutta la poesia del 900. Poesia un po’ lunga e difficile da leggere. Una poesia irripetibile per tanti aspetti che è stata all’origine dell’idea del Novecento.
Ci parla del tempo umano, delle età, dell’essere vecchi, giovani, bambini e così via. Come fa a farlo? Bisogna vedere leggendola, bisognerebbe leggerla tutta d’un fiato e poi commentata ma noi lo leggeremo spezzato.
Piccolo monologo nato da circostanze un po’ buffe, da una richiesta fatta ad Ungaretti di partecipare ad un programma radiofonico, quindi tutto sommato è legata alla voce, alla comunicazione vocale, era nata come un testo in prosa per una delle prime apparizioni mediatiche (Ungaretti uno dei primi autori ad apparire in televisione, credeva molto alla comunicazione televisiva e per questo da molto vecchio forse fu anche un po’ sfruttato per questo).
Inizialmente era un testo in prosa e Ungaretti poi comincia a lavorarci e diventa poesia.
Poesia scritta nel 1951 diversa da quelle che siamo abituati a leggere di Ungaretti.
Monologhetto
Primi 3 versi: fino a gemme.
Parole scelte in modo così approfondito. Bisognerebbe sottolineare la parola Vuoto. Sotto le scorze (qualcosa di duro, solidificato, terrestre) c’è una parte vuota, un punto, un momento, un qualcosa che non è sotto la nostra vista e sotto il nostro controllo. Vuoto una parola chiave per Ungaretti che usa in molti contesti come se percepisse che andando avanti con la vita la percezione delle cose della vita andasse scemando, fosse meno sicura.
In questo vuoto però la natura fa qualcosa, i rumori si sentono, cominciano ad essere percepiti, si snodano, ricominciano a muoversi, continua a gemmare e tirare fuori qualcosa di sé.
Fino a squallido: L’inverno non è più squallido quando si arriva ad un certo punto, il mese di Febbraio, il più corto.
Lunatico —> mese lunare, quello che dura 28 giorni. (sia il mese lunare che febbraio sono di 28 giorni quindi nella percezione di Ungaretti febbraio è il mese che più assomiglia ad un mese lunare. Quindi il più simile ad un mese lunare, lunatico significa anche però traballante, instabile, anche meteorologicamente. Ma non è più un inverno squallido.
Fino a ripopolarsi:
c’è una spiaggia che fino a quel momento è stata deserta e ad un certo punto è come se si levasse un velo, questo mese ci porta a svelare di nuovo il cammino della natura.
Adesso ci si aspetta che Ungaretti contempli il paesaggio.
No, non è quello che fa…
Invece Ungaretti non sta fermo un attimo neanche con lo sguardo e i mezzi di percezione che ha. Si muove continuamente, anche nelle poesie che durano pochissimi versi o pochissime parole c’è sempre del movimento anche se apparentemente è tutto fermo.
Quindi c’è qualcosa che si muove in questa natura. Improvvisamente vediamo e scopriamo che questo personaggio che dice “io” è un viaggiatore, un tipo che viaggia.
Dove sono questi viaggi? Sono in alcuni luoghi che lui ha visto, nella cronologia ufficiale questi luoghi non sono consecutivi. In Maremma c’è stato agli inizi degli anni 20, in Puglia nel 1934 e in Corsica nel 1932. Ci sono delle prose di viaggio che scriveva nel settimanale “L’europeo” che a volte riportano le stesse parole di questa poesia. Nella poesia nominerà tutti luoghi che sono stati luoghi dei suoi viaggi, ma che non si susseguono in cronologia. Spesso questa poesia viene sintetizzata e distillata da quello che lui già aveva scritto nelle prose di viaggio di questi viaggi.
L’esserci di una cronologia interiore, di un’unità interiore.
C’è qualcosa di guardingo in questa spiaggia che ricomincia a popolarsi, di animali, di persone, di cose o di qualsiasi cosa si muova.
Fino a arca:
c’è Ararat una spiaggia con delle torri. L’arca chiaramente è l’arca di Noè, l’ è il monte originario del viaggio di Noè nel diluvio.
Una sorta di grande diluvio universale dal quale ci si sveglia per ricominciare a viaggiare.
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