Linguistica italiana
Seconda metà del corso - Docente G. Ronco
Appunti completi sulle principali domande effettuate all’esame di Linguistica italiana.
Questi appunti sono strutturati come mappe concettuali, ma presentano all’interno tutto ciò che è necessario per dare una risposta completa alle principali domande dell’esame, non tutte, ma sicuramente le più importanti.
Questi appunti possono essere un sussidio importante per la preparazione all’esame, anche se è consigliata comunque la frequentazione al corso.
Il corso è principalmente diviso in due parti:
- Prima metà: La storia delle lingue romanze, specialmente la lingua italiana, da dove è nata e l’evoluzione che ha portato il latino a diventare ciò che noi definiamo l’italiano.
- Seconda metà: La lingua italiana di oggi, l’italiano neo-standard e tutti gli aspetti esterni alla mera grammatica quali gli aspetti pragmatici, i fattori paralinguistici e la spiegazione dello schema di Berruto sulle Varietà.
Essendo il corso diviso in due parti, anche gli appunti lo sono, questi come si può vedere dal titolo sono la seconda metà e comprendono:
- L’Italiano di oggi: standard e neo-standard, con tutti gli esempi di Italiano neo-standard.
- Le Varietà: scomposizione di tutte le varietà utilizzate nello schema di Berruto quali Varietà Diafasica, Diastratica, Diamesica con i 4 tipi (Parlato, Scritto, Parlato-Scritto e Scritto-Parlato), ecc.
- La pragmatica: Teoria degli atti linguistici di Austin e Massime conversazionali di Grice, Code-Mixing e Code-Switching.
- I neologismi: tutti i metodi per formare nuove parole, presenti affissazione, formazione neoclassica e tanto altro.
- Fattori paralinguistici: la prossemica, i gesti, tratti prosodici e altro.
- Il testo: la competenza del parlante, i principi costitutivi e regolativi di un testo e i vari tipi.
Qui un esempio di come sono strutturati tutti gli appunti
Italiano normativo. L'insieme di scelte linguistiche che formano la grammatica fondamentale.
Tendenzialmente usato da tutti, in tutti i contesti, in questa fascia sono presenti tutte quelle caratteristiche non marcate, più o meno uguali per tutti indistintamente. Le modifiche sono sempre controllate perché la lingua dovrebbe essere immutabile, dotata di prestigio e quindi costituire un modello da imitare. Inoltre è unificatrice perché tutti si uniscono sotto di essa, per farne parte è necessario rispettare delle regole e una grammatica, ma al contempo separatrice, infatti viene escluso chiunque non rispetti queste regole.
L’italiano standard
Dislocazioni a sinistra: si costruisce anticipando il complemento oggetto ripreso da un pronome. Il vestito l'ho comprato in via Roma / Maria l'hanno aggredita due teppisti, spesso utilizzato per evitare l'uso del passivo.
Tema sospeso o anacoluto: costruzione in cui una frase sintatticamente completa è preceduta da un sintagma nominale isolato con funzione di tema. Questo vino, per gustarlo fino in fondo, bisogna berne almeno tre bicchieri.
Dislocazioni a destra: si costruisce aggiungendo un pronome prima della frase senza aver parlato prima di quella richiesta. La vuoi una coca?
Frase scissa: potrebbe costituire un'unica frase, ma viene divisa in due per sottolineare l'aspetto più interessante. Non è che mi presteresti la bici? Condannato perché di origine francese.
C'è presentativo: il primo segmento frasale è isolato dal contesto e incastonato nella struttura c'è ... che. C'è Mario che ti aspetta.
L’italiano di oggi
Il presente sostituisce il futuro. Fra dieci anni vado in vacanza alle Maldive.
Utilizzo maggiore del passato prossimo rispetto a quello remoto, specialmente nel settentrione.
Uso particolare del passato prossimo per sostituire il futuro anteriore. Appena hai finito la doccia, la faccio io.
L'imperfetto sempre più usato nel periodo ipotetico al posto del condizionale o del congiuntivo. Se pioveva, prendevo l'ombrello.
Imperfetto ludico. Facciamo che eravamo su un'isola deserta.
Imperfetto di cortesia. Volevo chiederle...
I tempi e i modi dei verbi: riorganizzazione nell'uso dei tempi e dei modi del verbo rispetto allo standard. Futuro praticamente scomparso, conservato solo in quello epistemico. Se lo dice lui sarà vero.
Futuro deontico: esprime un obbligo, una necessità, una disposizione sancita per legge. La prova si svolgerà il prossimo anno e il candidato si recherà nell'aula A5.
È l'Italiano che usiamo normalmente, ovvero un italiano non completamente presente nelle grammatiche. Composto da tutte quelle regole grammaticali non ancora accettate. Anche definito italiano medio o tendenziale.
L’italiano neostandard
Il congiuntivo abbandonato per l'indicativo. Mi sembra che tu hai torto.
Condizionale utilizzato solo più in ambito giornalistico per evitare accuse, oppure come attenuazione. Il presidente del consiglio avrebbe detto... Mi daresti un passaggio?
Infinito usato nelle istruzioni al posto dell'imperativo. Tenere lontano dalla portata dei bambini.
Diatesi attiva: l'uso frequente di forme perifrastiche per esprimere azioni. Sto mangiando.
Modalità deontica: qualifica come obbligatorio o permesso lo stato di cose su cui verte l’enunciato. Ho da fare molti compiti.
Relative temporali. Il giorno che ti ho incontrato.
Introduzione di frasi pseudo relative. La vedo che sorride.
Uso del che: semplificazione nell'uso delle congiunzioni subordinanti. Definito che polivalente, un passpartout per molti usi.
Costruzioni enfatiche. Che bella che sei.
Quando si avvia un'interrogazione. Che vuoi uscire con questo freddo?
Semplificazione dei pronomi con utilizzo solo di Lui, Lei e Loro, al posto di esse, essi, egli ed ella.
Semplificazione del complemento di termine che confluisce in Le e Gli, a volte direttamente solo gli. Eliminati le, a lei, gli, a lui, ad essi/esse, a loro, loro.
Uso pleonastico del ne. Di questo argomento ne abbiamo già parlato.
Aggettivi dimostrativi ridotti a questo e quello.
Il quale e la quale limitati agli scritti formali.
Uso di perché al posto di affinché. Questo uso fa sì che le congiunzioni più usate hanno valori diversi anche nello stesso momento.
Così per introdurre delle consecutive. Prendo l'ombrello così non ti bagni se piove.
Come mai per introdurre frasi interrogative.
Subtopic 1
La prossemica: distanza tenuta tra i due interlocutori. Variabile determinata dal mutare della situazione nella quale il parlante si trova comunicare: il contesto, gli interlocutori, le circostanze o le finalità della comunicazione.
Importante il canale visivo, tattile, tutto ciò che riguarda l'intonazione. Si articola lungo l'asse ideale che va dalla massima formalità alla massima informalità: il parlante seleziona il registro linguistico in funzione dell'ascoltatore a cui si rivolge.
Forme brachilogiche, ovvero si sottintendono certi aspetti conosciuti da entrambi gli interlocutori.
Influenzato dalle scelte linguistiche; emittente, ricevente e messaggio sono contemporaneamente presenti perciò sia l'emittente che il ricevente devono tenere conto di ciò che trasmette l'altro, anche non verbalmente. I messaggi verbali si avvalgono di caratteristiche a volte non appartenenti a fattori linguistici. Parlato-parlato.
Frammentarietà sintattica e semantica, ovvero non viene sempre rispettato l'ordine delle parole, la coerenza e la sintassi. Ad esempio le dislocazioni.
Diafasica. Sottocodici interni alla lingua e registri specialistici: registro sportivo, gastronomico, della medicina, burocratico, dei politici, ecc.
Presenza dei segnali discorsivi: beh, diciamo, ecco, mmm, sì, insomma.
Storici, ovvero relativi a determinati mestieri tipo ombrellai, spazzacamini, arrotini, ecc.
Continuo riprogettare delle frasi in corso d'opera.
Appartengono alla diafasia anche i sottocodici interni alla lingua e i gerghi.
Della malavita, utilizzati per nascondere traffici illeciti, utilizzano parole con significati diversi non interni alla lingua e i gerghi.
I gesti
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