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Istituzioni di linguistica

6 marzo 2023

Introduzione

www.linguisticamente.org

Materia molto interdisciplinare, studia come funzionano le lingue e le modalità di linguistica, focalizzandosi sugli errori e non sulle regole.

  • Parlare una lingua non vuol dire conoscerla ⇒ noi facciamo un uso implicito della lingua finché qualcuno non ce la insegna (es. scuola).
  • Intento della linguistica è conoscitivo, descrittivo ed esplicativo (NON prescrittivo e normativo) ⇒ descrive e spiega

Cos'è?

⇒ È lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue. Linguaggio e lingue non sono la stessa cosa.

  • Linguaggio “Hardware”
    • Facoltà che consente di creare sistemi di comunicazione
    • Abbinando contenuti e mezzi di espressione
    • Facoltà innata
    • Unico e identico
    • Trasmissione per via ereditaria (verticale)
    • Natura
  • Lingue storico-naturali "Software"
    • Una delle possibili realizzazioni della facoltà
    • Potenziale del linguaggio
    • Tante, diverse e variano in base a condizionamenti ambientali, sociali e culturali
    • Trasmissione per contatto (orizzontale)
    • Cultura

Disciplina 'molle' o 'dura'?

Secondo Berruto (2021: 33) è possibile situare la linguistica nel continuum fra:

  1. Scienze empirico-analitiche (o scienze esatte, scienze della natura), basate sulle leggi della natura e quindi sulle spiegazioni causali, nomotetiche, totalmente predittive,
  2. Discipline storico-ermeneutiche (o scienze umanistiche, scienze della cultura), che hanno a che fare con l'intenzionalità dell'uomo e i fatti di cultura, e quindi basate su spiegazioni di carattere ermeneutico interpretativo, di valore probabilistico e preferenziale.

Obiettivi linguistica

  1. Specificare la natura del linguaggio e in particolare le potenzialità che esso conferisce all'uomo e le limitazioni che gli impone;
  2. Identificare, almeno in forma astratta e alla stregua di modello, le regole che i parlanti di una lingua applicano nel produrre e ricevere un messaggio linguistico (⇒ regole che descrivono quello che noi facciamo nel momento in cui parliamo e sbagliamo);
  3. Descrivere e spiegare i cambiamenti che si attuano nel tempo nell'organizzazione e nella struttura delle lingue ⇒ un ramo della linguistica è la linguistica tipologica (obiettivo: cercare qualcosa che accomuna tutte le lingue).

Con cosa lavora?

  • Analisi empirica ⇒ di fatti linguistici
  • Teorie globali ⇒ estremo più astratto e generale

Definizione di lingua

Definiamo lingua ciascuno dei sistemi simbolici, propri della specie umana ma diversi da comunità a comunità e in qualche misura anche da individuo a individuo, trasmessi per via culturale e non ereditati biologicamente, basati su simboli vocali o gestuali, attraverso cui conosciamo la realtà, sviluppiamo pensieri articolati, comunichiamo le nostre conoscenze e pensieri.

Libri

  • Linguistica per le professioni sanitarie
  • Che cos’è la linguistica
  • Testo a scelta tra:
    • Aglioti, Salvatore M. / Fabbro, Franco (2006), Neuropsicologia del linguaggio, Bologna, Il Mulino (ESCLUSI il par. 2 del cap. 3 e i cap. 4 e 8).
    • Chini, Marina (2005), Che cos'è la linguistica acquisizionale, Roma, Carocci.
    • Russo Cardona, Tommaso / Volterra, Virginia (2007), Le lingue dei segni. Storia e semiotica, Roma, Carocci.

7 marzo 2023 - linguaggio e linguistica

Ferdinand de Saussure (1857-1913) padre fondatore della linguistica moderna (libro “Corso di linguistica generale” uscito postumo)

Lui afferma che:

  • Il linguaggio è eteroclito ⇒ verbi possono avere più radici lessicali
  • È in relazione con molti ambiti di esperienza e di studio ed è reso possibile da fenomeni non strettamente linguistici:
    • Suono -> fisiologia e fisica
    • Contenuto mentale e pensiero -> psicologia
    • Nasce nella specie umana ad un certo momento dell'evoluzione -> biologia e genetica
    • Le lingue si imparano -> pedagogia
    • Le lingue mutano nel tempo -> storia
    • Ha sede nel cervello ed è soggetto a disturbi e patologie -> neurologia

Di conseguenza anche la linguistica è eteroclita

Non ha un proprio oggetto di studio ma deve costruirlo man mano che procede (= deve decidere dove inizia e dove finisce)

Paradosso ⇒ l’oggetto di studio (lingue e linguaggio) e lo strumento per studiarlo sono identici.

Definizione linguaggio

Facoltà innata e condivisa da tutti i membri del mondo animale di associare a fini comunicativi due diverse entità:

  1. Un contenuto mentale, immateriale, che di per sé non riesce a manifestarsi ad altri, essendo interno (significato);
  2. Materiale sensoriale percepibile attraverso gli organi di senso che permette ai contenuti mentali di manifestarsi all'esterno (significante).

L'associazione di queste due entità è definita segno cioè biplanare: i due piani (significato e significante) coesistono e non sono separabili.

Il linguaggio non è solo umano (es. danza delle api):

  • Comunicazione della presenza e della posizione dei giacimenti di cibo (significato) attraverso specifici movimenti del corpo dell'ape (significante) che vengono percepiti dalle antenne delle altre api attraverso un contatto diretto col corpo dell'ape che 'danza' (espressione mimico-tattile).

Proprietà fondamentali del linguaggio

  • Carattere congenito: nasce con l'organismo ed è registrato nel suo patrimonio genetico.
  • Relativa immutabilità: la facoltà di linguaggio non si altera nel tempo della storia (vs tempi dell'evoluzione).
  • Universalità: tutti i componenti della specie lo posseggono = indipendentemente dal luogo e dal momento storico in cui vivono.
  • Inapprendibilità e incancellabilità: i codici (sistemi di segni) si apprendono e si dimenticano, non la facoltà di linguaggio.
  • Indifferenza alle singole espressioni: il linguaggio è indifferente al materiale sensoriale che funge da espressione.

Caratteristiche del linguaggio umano

Linguaggio umano: facoltà di comunicare mediante segni linguistici di tipo uditivo-vocale o visivo-gestuale

  • Le lingue storico-naturali: diverse da comunità a comunità, non congenite e apprese attraverso trasmissione culturale
  • I bambini immersi in un ambiente linguistico acquisiscono in maniera naturale e senza istruzioni specifiche una o più lingue
  • Nel corso della vita si possono apprendere altre lingue

Lingue storico-naturali

(cioè nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e collegate alle vicende storiche e sociali delle comunità che le usano)

vs lingue artificiali (atto di creazione consapevole e deliberato)

vs linguaggi formali (per presentare teorie logiche o matematiche o comunicare con i computer)

Lingue artificiali

Possono nascere in due modi:

  1. Per fini ausiliari (per favorire la comunicazione tra persone di lingue diverse): ESPERANTO (dallo pseudonimo Doktoro Esperanto assunto dall'inventore, che in lingua esperanto significa «dottore speranzoso»): Lingua internazionale artificiale, la più diffusa tra le lingue ausiliarie, creata nel 1887 dal medico polacco Zamenhof, per favorire le relazioni e l'avvicinamento dei popoli; la sua grammatica consta di poche e semplici regole e il suo lessico consiste di vocaboli formati modificando, con determinati prefissi e suffissi, un certo numero di radici tratte da lingue neolatine, germaniche e slave, e scelte in base al principio della massima internazionalità.
  2. Per fini ludici/artistici: le lingue inventate da Tolkien o le lingue degli alieni di Star Trek

Cos'è il segno?

Il segno è qualcosa che sta per qualcos'altro e serve per comunicare questo qualcos'altro. Il segno è un'entità dotata di un'espressione e di un contenuto.

Criteri per la classificazione dei diversi tipi di segni:

  • Rapporto che lega l'espressione e il contenuto
  • Il grado di volontarietà presente nella produzione del segno
  • Differenza tra icone e segnali:
    • Icone ⇒ riproducono delle immagini/ disegni
    • Segnale ⇒ non ha un legame culturale

Comunicazione aumentativa e alternativa (CAA)

La CAA studia e quando necessario tenta di compensare disabilità comunicative temporanee o permanenti, limitazioni nelle attività e restrizioni alla partecipazione di persone con severi disturbi nella produzione del linguaggio (language) e della parola (speech) e/o di comprensione, relativamente a modalità di comunicazione orale o scritta (American Speech-Language-Hearing Association (ASHA), 2004)

  • Aumentativa: non sostituire ma accrescere la comunicazione naturale potenziando le abilità presenti.
  • Alternativa: rispetto al linguaggio verbale mediante l'uso di qualsiasi strumento, dispositivo, immagine, simbolo o gesto in grado di compensare le difficoltà ricettive ed espressive.

Iconicità e arbitrarietà

  • L'iconicità favorisce la decodifica
  • L'arbitrarietà richiede:
    • Che l'utente abbia acquisito la capacità di associare uno specifico contenuto (significato) ad una specifica espressione (significante), tra di loro eterogeneo
    • Che l'utente abbia appreso il codice
  • I codici arbitrari sono "meno maneggevoli", ma più efficienti. I codici iconici infatti possono esprimere solo entità che possano essere sensorialmente additate.

Nella CAA è richiesta un'osservazione attenta degli stimoli che vengono proposti:

  • Ambiguità di alcuni stimoli visivi
  • Natura astratta del contenuto semantico
  • Alcune nozioni sono culturalmente determinate (es. tempo)
  • Differenze culturali
    • Passato / Futuro
    • Asse longitudinale:
      • Passato = dietro; Futuro = davanti (lasciarsi il passato alle spalle, non voltarsi indietro, guardare avanti)
      • Lingua Aymara (Lago Titicata tra Perù e Bolivia): Passato = davanti; Futuro = dietro (conoscere è vedere: il futuro, non noto si trova dietro al soggetto)
    • Asse verticale:
      • Cinese: Passato = su; Futuro = giù

Per questo dobbiamo tenere in considerazione il luogo dove ci troviamo!

Saussure afferma

«Noi chiamiamo segno la combinazione del concetto e dell'immagine acustica: ma nell'uso corrente questo termine designa generalmente soltanto l'immagine acustica, per esempio una parola (arbor, ecc.). Si dimentica che se arbor è chiamato segno, ciò è solo in quanto esso porta il concetto «albero», in modo che l'idea della parte sensoriale implica quella del totale. L'ambiguità sparirebbe se si designassero le tre nozioni qui in questione con dei nomi che si richiamano l'un l'altro pur opponendosi. Noi proponiamo di conservare la parola segno per designare il totale, e di rimpiazzare concetto e immagine acustica rispettivamente con significato e significante: questi due ultimi termini hanno il vantaggio di rendere evidente l'opposizione che li separa sia tra di loro, sia dal totale di cui fanno parte».

Il segno è un’entità biplanare formato da un significato e un significante (parte materiale) = poi la rappresentazione ha iniziato a coinvolgere un nuovo elemento = triangolo semiotico:

  • Quindi gli elementi sono tre e creano il rapporto tra realtà esterna
    • Gatto: rapporto tra gatto e significato è mediato dal segno
    • Rapporto tra significato e realtà esterna è diretto

4 tipi di arbitrarietà

  • È arbitrario il rapporto tra segno e referente
  • È arbitrario il rapporto fra significante e significato
  • È arbitrario il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza del significato: ater, niger / nero; albus, candidus / bianco
  • È arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significante: lunghezza vocalica in latino vs italiano (es. se dico casa o caaasa è uguale non cambia il significato della parola MA in latino sì, la lunghezza della parola distingue alcune parole).

A partire dalle formulazioni di Saussure

Il linguista danese Louis Hjelmslev (1899-1965), ha distinto nel segno linguistico non solo due piani, quello dell'espressione e quello del contenuto, ossia significante e significato, ma anche all'interno di ciascun piano due strati diversi, detti rispettivamente sostanza e forma.

Arbitrarietà assoluta (a) e relativa (b)

  • Segni totalmente immotivati: nel legame tra espressione e contenuto: benzina, lingua, venti
  • Segni motivati: se conosco il significato di benzina e giornale posso intuire il significato di benzinaio e giornalaio (zainaio); ma la motivazione è perlopiù relativa (vedi apribottiglie e portacenere).

Eccezioni dell’arbitrarietà

  1. Onomatopee:
    • Riproducono o richiamano nel loro significante caratteri fisici di ciò che viene designato (tintinnio, din don dan)
    • Aspetto più o meno iconico
    • Ma grado di convenzionalità e specificità che le rendono diverse da lingua a lingua: (chicchirichi, cocorico, cock-a-doodle-doo)
  2. Ideofoni:
    • Espressioni imitative o interiezioni descrittive che designano fenomeni naturali o azioni, molto usati nei fumetti (zac "taglio netto" gluglu "trangugiare acqua").

Doppia articolazione

  • Il linguaggio verbale è articolato: è scomponibile in unità minime.
  • Il linguaggio verbale è caratterizzato da una doppia articolazione.
    1. Prima articolazione: Il significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile in unità che sono ancora portatrici di significato e che vengono riutilizzate con lo stesso significato per formare altri segni: gatto, gatti, gatti, libro, bello. Le unità minime di prima articolazione non sono ulteriormente scomponibili. Morfemi: unità minime di prima articolazione.
    2. Seconda articolazione: Le unità di prima articolazione sono scomponibili in unità più piccole che non sono più portatrici di significato autonomo (sono cioè veri pezzi di significante). Tali elementi combinandosi insieme in successione danno luogo all’entità di prima articolazione: g, a, t, t. Fonemi: unità minime di seconda articolazione.

Economia di funzionamento

  • Con un numero limitato di fonemi si può costruire un numero enorme, teoricamente illimitato di morfemi (da pochi fonemi puoi creare infiniti morfemi)
  • Combinatorietà: ogni lingua funziona combinando unità minori prive di significato proprio, per formare un numero indefinito di unità maggiori.

Quindi

  • Morfema: unità minima di prima articolazione dotata di significato (minima associazione di significante e significato)
  • Fonema: unità minima di seconda articolazione priva di significato ma dotata di valore distintivo (distingue coppie di parole; non ha significato in sé, ma contribuisce a differenziare significati)

8 marzo 2023 - Trasponibilità del mezzo e fonicità

Il significante dei segni linguistici può essere realizzato sia oralmente che graficamente (trasponibilità del mezzo), fonico-acustico (o vocale-uditivo) (fonicità). MA il canale vocale-uditivo resta fondamentale perché è particolarmente vantaggioso.

Priorità del parlato sullo scritto

  • Priorità antropologica: tutte le lingue scritte sono anche parlate ma non viceversa (ma è sempre possibile la trasponibilità del mezzo); prevalenza statistica; gamma più ampia e differenziata di usi e funzioni.
  • Priorità filogenetica (relativa alla specie umana): la scrittura si è sviluppata molto tempo dopo le forme orali.
  • Priorità ontogenetica (relativa al singolo individuo): si impara prima a parlare in maniera spontanea e senza addestramento specifico.
  • Ma priorità sociale della scrittura: fissazione e trasmissione delle leggi, della tradizione culturale e letteraria e del sapere scientifico; veicolo fondamentale dell'istruzione scolastica; ha validità giuridica (si veda, ad esempio, il valore della firma scritta).

Vantaggi dell’oralità nel linguaggio

  • In presenza di aria può essere usato in qualunque circostanza ambientale, in presenza di ostacoli fra emittente e ricevente e a (relativa) distanza.
  • Non ostacola altre attività e può essere usato in concomitanza con molte altre prestazioni fisiche e intellettive.
  • Permette di localizzare la fonte che emette il messaggio.
  • La ricezione è contemporanea alla produzione del messaggio.
  • L’esecuzione parlata è più rapida di quella scritta.
  • Il messaggio può essere trasmesso simultaneamente a un gruppo di destinatari diversi e può essere colto da ogni direzione.
  • Il messaggio è evanescente, si dissolve rapidamente, non ingombra il canale.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rebecca.strano4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof D'argenio Elisa.
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