Technology assessment nei servizi
Lezione del 05.10.2020
Definizione e strumenti
La definizione di technology assessment è molto ampia: si tratta dell’applicazione di conoscenze organizzate e di tecnologie al servizio della salute nella forma di devices, medicine, vaccini, procedure e sviluppo di sistemi per risolvere un problema di salute e migliorare la qualità di vita.
I tools:
- Analisi di mercato
- Calcolo del piano investimenti VAN di progetto
Strumenti tipici di finanza aziendale
Pro: si effettuano scelte economicamente sostenibili, si privilegiano le scelte più efficienti, ex ante è possibile valutare la capacità di finanziare le iniziative.
Contro: nessuna valutazione di efficacia nessuna misura di outcome (mortalità, efficacia clinica ecc…), non considera che soprattutto nella sanità pubblica il soggetto pagante è diverso da chi usufruisce dei servizi.
Economia sanitaria
Pro: considerazione dell’impatto sulla salute dei cittadini, sviluppo dei concetti di utilità e valutazione più ampia sotto la prospettiva del welfare.
Contro: difficile da traslare come strumento operativo nelle realtà aziendali, spesso sono valutazioni ex post, non considera la finanziabilità.
Health technology assessment (HTA)
L’health technology assessment si riferisce alla valutazione sistematica delle proprietà, effetti e/o impatti della tecnologia al servizio della salute. Esso è un processo multidisciplinare di valutare i problemi o le questioni sociali, economiche, organizzative ed etiche relative all’intervento dell’health technology sulla salute stessa. Lo scopo di condurre una valutazione è quello di informare un processo decisionale politico.
HTA quindi si presenta come uno strumento di supporto a chi si occupa di pianificazione sanitaria e vuole introdurre un approccio sistematico per poi ambire a fornire una valutazione multidisciplinare, con l’obiettivo finale di andare a comprendere se le evidenze raccolte sono sufficienti a giustificarne l’introduzione nel sistema sanitario (sistema di rimborsi ecc.) di una nuova tecnologia.
Contabilità d’impresa in ambito sanitario
Lezione del 06.10.2020
Entità giuridica e categorie di imprese
Un’impresa è un’entità giuridica, ovvero un ente che ha un contratto che definisce i diritti e gli obblighi della società verso terzi. Creando un’impresa si creano dei contratti che l’impresa ha con i propri dipendenti ma anche con altri soggetti esterni come i clienti che ricevono determinati servizi.
Ci sono due grandi categorie di imprese, secondo il Codice civile:
- Società di persone: comprende tutte quelle aziende in cui esiste almeno un socio che è illimitatamente responsabile dell’operato dell’impresa, ovvero che il socio risponde per eventuali danni o debiti che la società ha, non solo con il capitale della propria impresa ma anche con il patrimonio personale.
- Società di capitali: comprende tutte quelle aziende nelle quali esiste almeno un socio limitatamente responsabile dell’operato dell’impresa, ovvero il socio, per partecipare alla società versa un determinato capitale che è confluito nella società, e al massimo andrà a perdere solo quello che avrà investito all’interno dell’impresa.
Il principale svantaggio risiede nel fatto che nel primo caso si risponde personalmente, al contrario il vantaggio risiede nel fatto che, mettendosi dal punto di vista del finanziatore, come la banca, andrà a dare molto più probabilmente un finanziamento ad una società di persone, dato che in questo modo la banca stessa ha un rischio minore, perché sa che i soci risponderebbero con i propri capitali personali nel caso in cui si verificassero situazioni di perdite o di danni.
Società di persone e capitali
Le più note società di persone sono:
- S.n.c. (società in nome collettivo): tutti i soci sono responsabili in maniera illimitata.
- S.a.s. (società in accomandita semplice): ci sono due categorie di soci, tra cui gli accomandatari che rispondono in maniera illimitata, e gli accomandanti che sono invece responsabili limitatamente al capitale investito. Le S.a.s. sono meno diffuse in Italia, dato che vanno a creare più asimmetria tra i soci.
Le più note società di capitali sono:
- S.r.l. (società a responsabilità limitata): tutti i soci sono responsabili limitatamente al capitale investito, per essere costituita necessita di un capitale minimo di 10 k€.
- S.p.A. (società per azioni): tutti i soci sono responsabili limitatamente al capitale investito, per essere costituita necessita di un capitale minimo di 100 k€.
- S.a.p.A. (società in accomandita per azioni): rappresenta una via intermedia tra la società di capitali e di persone, quindi con azionisti che rispondono in maniera limitata ed altri in maniera illimitata, quindi è molto simile ad una S.a.s ma in questo caso l’impresa è più grande anche se è comunque poco utilizzata dato che essendo più grande è molto raro che ci sia anche una responsabilità illimitata.
Dimensioni importanti in un'impresa
All’interno di un’impresa ci sono 3 dimensioni importanti da considerare:
- Dimensione economica: relativa a cos’è un’impresa e come si misura il suo andamento
- Dimensione organizzativa: relativa al modo in cui si organizza un’impresa affinché questa possa raggiungere degli obiettivi
- Dimensione strategica: relativa a far sviluppare nel tempo la propria impresa
La prima grande tematica da affrontare è quella relativa al bilancio di esercizio e alla contabilità esterna.
La contabilità è un metodo di raccolta, aggregazione e di analisi, in termini monetari, di un insieme di informazioni che riguardano una società. Tutte le varie scritture contabili vengono raggruppate in un documento denominato “bilancio” che è un documento pubblico, che quindi può essere conosciuto da tutti.
Esso è importante, così come è importante che sia pubblico, dato che lo Stato è interessato in primis al bilancio stesso, dato che le tasse vengono pagate in proporzione al bilancio dell’impresa stessa.
Il bilancio è inoltre oggetto di interesse per i fornitori, ovvero magari altre imprese che forniscono all’impresa stessa dei materiali, perché se l’impresa ha un buon bilancio anche il fornitore ha più probabilità di investire e di aumentare il proprio business, al contrario se si accetta di essere fornitori di un’impresa in perdita ci si assume un alto rischio, perché non si ha la certezza che l’impresa possa pagare.
L’interesse vi è anche da parte dei clienti che sono interessati ad acquistare determinati dispositivi o materiali che siano di qualità, e devono quindi avere delle garanzie relative ad un’eventuale assistenza tecnica futura se necessaria, e se l’impresa va in perdita e fallisce, non ci sarà più alcun servizio disponibile.
Ovviamente ulteriore interesse è per i finanziatori della società, che ancor prima di finanziare devono verificare il bilancio, per vedere se l’impresa può essere affidabile, e la stessa cosa vale per gli stessi azionisti.
Redazione del bilancio
La redazione del bilancio è regolata dal codice civile e dalle direttive comunitarie ecco perché si parla di bilancio civilistico e gli schemi da rispettare sono contenuti negli articoli 2423 e seguenti del codice civile.
Oltre al bilancio civilistico, le imprese che appartengono ad un gruppo sono tenute alla redazione di un bilancio che dia una rappresentazione complessiva dell’insieme delle imprese e che viene denominato bilancio consolidato.
Il fatturato di un’impresa è tutto quello che l’impresa ha venduto in un determinato tempo. Il fatturato rientra quindi all’interno del bilancio.
Le informazioni che si possono ottenere esaminando il bilancio sono:
- Informazioni sulle performance economiche dell’azienda in un certo periodo (dal Conto Economico) che è come se fosse un “filmato” di tutto quello che è successo all’interno di un periodo di tempo, di solito un anno. La prima voce che si trova, analizzando il conto economico, è il fatturato.
- Informazioni circa le risorse impiegate da un’azienda e i diritti su di esse vantati, nonché i possibili effetti di future transazioni su tali risorse e diritti (dallo Stato Patrimoniale), che è come se fosse una fotografia in un istante.
- Informazioni utili per formulare previsioni circa l’entità e la collocazione temporale dei futuri incassi ed esborsi (dal Rendiconto Finanziario) che però non è un documento obbligatorio per tutte le imprese ed inoltre non dà informazioni aggiuntive, perché le sue stesse informazioni si possono ricavare elaborando in maniera opportuna tutto quello che già fa parte nel conto e nello stato patrimoniale.
- Informazioni utili agli attuali (e potenziali) investitori e ai creditori per consentire loro di effettuare razionali decisioni di investimento e di concessione del credito, ovvero la nota integrativa, che è come una spiegazione, che aggiunge informazioni importanti per comprendere al meglio ciò che sta dentro il bilancio, come se fossero commenti e approfondimenti. Un minimo di nota integrativa è obbligatorio.
Un altro punto importante è il costo del personale, che è un’informazione relativa al conto economico perché per capire quanto è il costo del personale bisogna rapportarlo ad un periodo e non ad un istante come nel caso dello stato patrimoniale.
Tempi di pagamento
Per quanto riguarda i tempi di pagamento, il cliente andrà a pagare l’impresa tramite il pagamento posticipato a 30, 60 o 90 giorni, quindi a meno che il cliente venga valutato molto rischioso, quindi si richiede il pagamento immediato alla consegna, di solito i pagamenti sono posticipati rispetto all’erogazione di un servizio, quindi si sta fatturando in un momento, ma il pagamento sarà successivo.
Il fatto che il pagamento avvenga dopo, vuol dire che l’impresa ha un credito verso i clienti, ovvero un dato che è già stato fatturato ma ancora non pagato. Il credito si vede in un certo istante di tempo, quindi farà parte dello stato patrimoniale, perché si tratta di soldi che l’impresa dovrà incassare in tempi successivi.
Principi per stendere un bilancio
Per quanto riguarda i principi che si devono seguire per stendere un bilancio abbiamo:
- Misura monetaria: ogni informazione deve assumere una veste monetaria; questo è un grande limite perché vuol dire che all’interno del bilancio possono esserci solo elementi esprimibili in euro, quindi tutto ciò che non si può esprimere in euro sfuggirà alla logica di bilancio, come per esempio il valore delle risorse umane, al massimo nel bilancio si possono trovare solo i costi del personale; altro fattore che non si può trovare nel bilancio è il grado di soddisfazione dei clienti, dato che non è esprimibile in euro.
- Entità aziendale: l’azienda va considerata come entità a sé stante, circoscritta, astratta, separata dai suoi azionisti. In molti casi però capita che non ci siano delle separazioni per esempio tra soci e azienda, come nel caso in cui un socio gode dell’auto aziendale anche al di fuori dell’orario di lavoro.
- Azienda funzionante: il bilancio deve riferirsi ad un’azienda che è effettivamente in funzione.
- Costo: ogni acquisto effettuato dall’impresa deve essere contabilizzato al costo effettivamente sostenuto, anche se differisce dal valore di mercato (il valore di mercato di un bene è il valore che questo stesso bene potrebbe avere se venisse venduto sul mercato), questo vuol dire che il costo di riferimento è il costo storico di acquisto, non il costo attuale di mercato. Bisogna tenere conto del fatto che il trascorrere del tempo può però modificare il valore di una particolare posta e le variazioni di valore che si apportano per tenere conto di ciò, vanno opportunamente segnalate in bilancio (ammortamenti, rivalutazioni etc). Quindi se si acquista un bene, dopo 10 anni il valore di costo può calare per effetto dell’ammortamento, dato che ogni anno lo si usa e quindi il valore si riduce, mentre il valore di mercato segue la via opposta, tendenzialmente rimane costante nel tempo o anche può aumentare.
- Bilanciamento: in ogni istante deve essere preservata l’identità tra il capitale investito e le fonti di finanziamento.
- Prudenza: in ogni situazione di incertezza sul valore di un bene, di un ricavo o di un costo è opportuno effettuare la scelta che minimizzi l’utile della società. In caso di un ricavo incerto quindi ci si mette nella condizione peggiore, si abbassa l’utile il più possibile, ipotizzando quindi che tutte le cause siano perse. Poi può succedere che non tutte vengano perse e allora ci si ritrova con un guadagno.
- Competenza: interviene tutte le volte che si hanno spese/costi o incassi/ricavi che riguardano diversi esercizi. Per esempio un affitto pagato anticipatamente per la copertura di 4 anni, va ripartito fra l’esercizio corrente ed i 3 anni successivi (sotto forma di costi anticipati). Il costo relativo al canone d’affitto è relativo al conto economico, perché deve essere messo in relazione ad un periodo, ma ci si chiede però in che conto economico di quale periodo finirà, se nell’anno corrente o nell’anno successivo: la risposta è che anche se è stato pagato tutto nel 2020, sarà parte per 6 mesi del 2020 e 6 mesi del 2021, questo vuol dire che se in un anno si pagano 10'000 euro, per il principio della competenza, 5'000 euro faranno parte del canone del 2020, e gli altri 5'000 del canone del 2021.
- Un discorso simile ma con esito differente, se un’impresa fattura nel 2020 e incassa il ricavato nel 2021, per il principio della competenza si calcola come parte del 2020, ovvero sarà un costo di competenza del 2020.
- Altro esempio, se acquisto un capannone ad un certo prezzo e lo utilizzo per 10 anni, divido il prezzo d’acquisto per 10 anni per ricavare il costo di competenza dell’anno corrente. Ciò significa che acquisto un immobile o un leasing (valore pluriennale) il suo valore va spalmato lungo tutto il suo utilizzo.
- Realizzazione: i ricavi ed i costi vanno contabilizzati solo a transazione effettuata e non semplicemente concordata; questo vuol dire che finché non si ha la conferma di un ordine non si fattura.
- Coerenza: ci deve essere continuità nei criteri di redazione dei bilanci rispetto ai precedenti esercizi; quindi se si decide di seguire determinate regole di bilancio, quelle stesse regole vanno mantenute.
- Quindi se si decide di seguire una logica di magazzino secondo criterio Fifo (first in, first out), il primo materiale che entra a magazzino è il primo che utilizzo ed il primo che poi uscirà, devo mantenere la stessa logica nel tempo
- Realismo: il bilancio è una rappresentazione aziendale, omette quindi molti aspetti, monetari e non.
Elementi importanti del bilancio
Quindi riassumendo gli elementi più importanti sono:
- Stato Patrimoniale: è un riepilogo del patrimonio dell’impresa, dei suoi beni e di chi ha fornito il capitale. Si suddivide in attività e passività, intese anche come impieghi e fonti finanziarie. Tutte le grandezze presenti in questa voce forniscono una visione statica della società nel momento in cui viene chiuso il bilancio (normalmente il 31/12). Esprime “grandezze di stock”.
- Conto Economico: indica come l’impresa impiega le sue risorse e come le remunera. Esprime una visione dinamica della società tramite “grandezze di flusso”, suddivise in ricavi e costi; dalla loro differenza si ottiene il reddito d’esercizio che è il principale elemento di raccordo fra Stato Patrimoniale e Conto Economico.
- Nota Integrativa: integra con ulteriori informazioni i dati contenuti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico (che sono di carattere strettamente quantitativo), fornendo utili chiavi di lettura del bilancio.
Equazione fondamentale del bilancio e principio di bilanciamento
L’equazione del bilancio ci dice che, in qualsiasi istante di tempo il totale del capitale investito, che rappresenta il totale delle attività o chiamati anche impieghi, deve essere uguale al totale delle fonti di finanziamento (che sono il capitale netto messo a disposizione dagli azionisti ovvero i mezzi propri) ed i mezzi di terzi, chiamati anche passività, come per esempio dei debiti. Quindi ATTIVITÀ = PASSIVITÀ + CAPITALE NETTO.
Le attività sono quindi tutte le risorse economiche possedute dall’azienda e dalle quali ci si attende un beneficio futuro, e queste devono essere uguali a tutte le passività, che sono obblighi (debiti) nei confronti di terzi, oppure sono fonti di finanziamento, o diritti che i creditori hanno nei confronti delle attività.
Per il principio di bilanciamento se l’utile di un’impresa aumenta (aumentano i ricavi), allora per bilanciare si andrà ad aumentare il capitale netto. Al contrario se si avranno dei costi, questi andranno a ridurre l’utile e quindi a ridurre il capitale netto, stessa cosa per le distribuzioni di capitale (dividendi).
Nel caso in cui si verificassero degli apporti di capitale, ovvero quando si verificano ulteriori versamenti da parte degli azionisti, si avrà un aumento del capitale netto, e per bilanciare tutto si andranno quindi ad aumentare le attività.
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