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Storia contemporanea - Prof. Negrie Eva Burba

Il ricordo e la memoria

Ricordo: dimensione emotiva, affettiva e individuale, ad esempio i vecchi hanno poca memoria ma molti ricordi.

Memoria: dimensione collettiva e razionale, intellettuale, viene 'costruita', per esempio i giovani hanno tanta memoria, ma pochi ricordi. La memoria seleziona i ricordi in relazione a un’idea che vuole costruire, per esempio il partigiano dà la sua percezione, racconta in modo diverso in base al suo punto di vista, perciò la memoria si autocensura e crea la memoria collettiva.

Memoria collettiva: è diversa dalla memoria condivisa, viene trasmessa e anche costruita da un solo gruppo (o da una sola società), da una collettività (ma non da tutte).

Memoria condivisa: significa mettere insieme le diverse parti su una verità condivisa da tutti (e non solo da un gruppo). Si tratta sempre di un rapporto tra storia e memoria, per esempio il 25 aprile: liberazione dell’Italia, nasce dunque negli italiani l’esigenza di memoria condivisa per ricordare quel giorno.

Il problema della memoria condivisa: spesso la verità che viene raccontata è quella dei vincitori, perciò non si arriverà mai a un punto comune tra le diverse parti. Dunque, è impossibile avere una memoria condivisa riguardi certi fatti, ad esempio il biennio fascista.

  • Qual è il problema: ad esempio il biennio fascista, è di aver partecipato agli eventi in due posizioni diverse, opposte, perciò ancora oggi c’è una doppia lettura degli stessi fatti, non c’è una conclusione univoca e condivisa da tutti, perché sussiste ancora una diversa interpretazione dei fatti accaduti, perciò siamo rimasti in un limbo perché non c’è stata un’opportuna riflessione sul passato, ma solamente la negazione.
  • In che casi e come se ne esce: quando il vinto riconosce le ragioni del vincitore, riconosce la propria sconfitta e non nutre alcun sentimento di rivalsa nei confronti del vincitore, ovvero quando i vinti non sono più in grado di nuocere.

La controversia dell'oblio

Cancellare quello che è successo può essere veramente utile per 'superarlo'? Dimenticare è veramente utile? Ad esempio in psicoanalisi, si passa dall’oblio al ricordo, ma non solo, non basta: bisogna anche fare in modo di rifletterci, accettare, riuscire ad andare avanti, arrivare all’accettazione, al perdono, e non all’amnistia, che consiste nel cancellare e basta, senza razionalizzare il fatto, ad esempio guerre di religione: c’è stato l’invito a dimenticare, perché ricordare significava riprodurre quelle vicende e avrebbe portato al protrarsi del conflitto.

L’amnistia non basta: bisogna operare per raggiungere una ricostruzione dei fatti oggettiva, e questo lavoro viene svolto dagli storici.

La storia e il ruolo dello storico

Storia: studio del passato per capire meglio il presente e cercare di prevedere, cambiare (a volte) il futuro, ma non solo, infatti il lavoro degli storici è anche quello di ricostruire attraverso le memorie una memoria dei fatti e metterli insieme. Ma è difficile perché dipende dai punti di vista, per esempio Kosovo e Serbia: chi è stato l’oppressore? Hanno vissuto le vicende da due punti di vista completamente opposti, perciò raccontano due realtà diverse, non c’è una memoria condivisa, ma quale delle realtà è vera, giusta?

I problemi che uno storico deve affrontare

  • Accertamento che le fonti siano attendibili o meno.
  • Non farsi coinvolgere dagli eventi: deve essere imparziale, seppure sia molto difficile.
  • Scegliere se un fatto, un evento, è storico, in base alla rilevanza delle conseguenze nella storia: se un fatto non ha influito nella storia assume meno importanza, ad esempio differenza tra altri assassini e assassinio di Francesco Ferdinando, dove la sua conseguenza è stata fondamentale perché è scoppiata la prima guerra mondiale; storico è un fatto in virtù delle conseguenze (o credenze) che esso produce.
  • Lo studioso deve attribuire l’importanza ai fatti, ma è difficile non essere influenzati dalla propria ideologia, dalla volontà di sostenere una propria ambizione, di dimostrare la veridicità di una tesi, e a volte si occultano i documenti, le fonti che negherebbero la propria tesi. Perciò lo storico deve cercare di mettere da parte la propria ideologia: si tratta di onestà intellettuale, quindi deve lavorare nel modo più oggettivo possibile.

L'onestà intellettuale

L’ideologia degli storici può essere influenzata dal clima storico nel quale vivono, ad esempio, prima della caduta del muro di Berlino molti saggi sul comunismo, ma gli storici non devono essere influenzati dalle loro personali credenze e opinioni per essere imparziali. Le conseguenze di un saggio imparziale possono essere delle invenzioni, dei miti: ovvero vengono costruite e tramandate in un certo modo, nonostante non sia vero, ad esempio Albanesi vs Serbi reclamano lo stesso territorio con diverse motivazioni, i serbi per tradizione, albanesi conquistato.

La differenza tra opera storica e opera artistica

Lo scopo di un’opera storica è di raggiungere una realtà momentanea, che potrà essere scardinata nel futuro, a differenza dell’opera artistica che vuole perdurare, perché l’opera artistica, a differenza di quella storica, può convivere con altre opere diverse, ad esempio arte gotica e classica, non si escludono a vicenda.

Come distinguere un fatto storico

Occorre una serie di circostanze, di presupposti che influenzano il corso della storia, perché un fatto non è isolato, bensì è influenzato da una serie di circostanze che si sono verificate e che hanno fatto sì che la storia si sia svolta in un certo modo.

1848

Le premesse

  • Industrializzazione: situazione che l’Impero asburgico non riesce a governare, anche dovuto all’industrializzazione, che vorrebbe inaugurare la modernità e si afferma come bisogno di creare le nazioni (in contrasto con i grandi Imperi), che perciò non è proprio di quel territorio che è piuttosto arretrato. Questa attenzione verso l’idea della nazione, dell’ideale patriottico, attraverso l’azione del popolo, è una delle grandi scoperte di questo periodo.
  • Inizio del comunismo: pubblicazione del Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels, nascono associazioni e organizzazioni come la Prima Internazionale di Marx, e di conseguenza si avrà l’opposizione fascista e nazista.
  • Romanticismo, non solo nella letteratura, perché ha alimentato i sentimenti della vita politica:
    • Si passa dalla realtà degli Imperi alla realtà delle nazioni: desiderio delle nazioni di tagliarsi uno spazio nel nome della libertà, di liberarsi dal dominio dei grandi Imperi, seppur non si parli ancora di unità nazionale, ad esempio ‘Grande Toscana’.
    • Si va dall’universale (Illuminismo) al particolare, all’individuale, che si afferma in tutti i campi, ad esempio artista: emozioni in campo psicologico (soggettività).
    • I sentimenti, la passione del Romanticismo mettono in crisi i principi dell’Illuminismo, ovvero la razionalità, ad esempio Rivoluzione Francese: partecipazione istintiva alle proteste.

Tutto questo influenza la politica del tempo

  • Vengono invocate autonomia, indipendenza e libertà, messe insieme nell’idea di nazione come obiettivo politico, in contrasto col cosmopolitismo dell’Illuminismo, (anche se la caduta dei grandi Imperi porterà allo scontro delle Nazioni nella prima guerra mondiale) ad esempio storia: per gli illuministi era soltanto mettere insieme dati, documenti, oggettivamente, rappresenta invece un vero e proprio valore nel Romanticismo (culto della storia).
  • Romanticismo, quando si traduce in politica, si traduce in diversi ideali: ad esempio fine dell’illusione napoleonica, dopo l’egemonia della razionalità, ma la ragione libera l’uomo dal dolore? L’epilogo della rivoluzione francese è frutto di sofferenza nella società voleva trasformare la società europea, che poi viene distrutta dal razionalismo. Questo sentimento assume una dimensione sociale, politica: delusione di tutta la società.
  • Alla base dello stato moderno c’è la divisione dei poteri di Montesquieu, dominio di una classe che essa stessa è la nazione, rappresenta il popolo, si fonda sulla tripartizione dei poteri: nel 1848 siamo quindi alle origini dello stato moderno: popolo, territorio e sovranità sono le parole chiave.
  • Nazionalitarismo (democratismo) e nazionalismo sono due modi di reagire dei romantici: differenza tra nazionalitarismo e nazionalismo espansionista: il nazionalismo espansionista è aggressivo (ad esempio colonialismo dell’inizio del 20 secolo), quest’ultimo è quindi alla base del colonialismo, fa pressione, seppur prenda inizialmente piede da un’idea di nazionalitismo. Il nazionalitalismo, ad esempio italiano del 1848 della prima guerra d’indipendenza: ideale della nazione libera, autonoma, che collega l’idea di nazione a quella di libertà, ad esempio Byron: idea di libertà assoluta dei popoli come necessità. Perciò il Romanticismo si sposa con ideale di Repubblica, impegno politico dell’intellettuale, anticipando idea dell’artista organico, che avrà il compito di partecipare a processo collettivo per una trasformazione del presente, mentre l’imperialismo progressista incarna le idee della Rivoluzione Francese.
  • Il nazionalismo nega la libertà alle nazioni alle quali vuole imporre il suo modello, quindi i valori valgono solo per la propria nazione.

1848: 'La primavera dei popoli'

L’importanza delle masse: non si tratta più di rivoluzioni dall’alto (spargendo sangue soltanto nelle persone al potere), ad esempio regimi anarchici. Nel 1848 le masse entrano in politica e invocano costituzioni che essi stessi scrivono: non sono più scritte dall’alto come era ancora accaduto ad esempio con le rivoluzioni del 1820, 1821 e 1830.

Romanticismo inglese

  • Anticipa quello tedesco e tutti gli altri, seppur simile per scenario.
  • Critica alla società moderna, alla base di un sentimento comune che nel corso degli anni 60 del 900 darà senso alle correnti sia di destra che di sinistra, due sentimenti che nasceranno dalla stessa matrice: senso di delusione, avversione a ciò che la società industriale sta producendo (ad esempio situazione delle città, degrado morale, umano associato alle ciminiere, fabbriche e alle contraddizioni che questo produce: ad esempio contadini abbandonano le campagne e vivono in quartieri operai, tra alcolismo, smog, sfruttamento e prostituzione).

2 tendenze

  • Superamento della società moderna (insegnamento marxista): togliere potere ai borghesi, controllo degli operai, perciò non si tratta di rinnegare l’industrializzazione, bensì di cambiare ciò che non va bene, le sue contraddizioni.
  • Rinnegare questo avanzamento, rifugiarsi nel mondo ideale della cultura, rifugio nei paradisi ideali, ad esempio pittori, scrittori, ad esempio poeti maledetti francesi, assenzio bevanda tipica, rifugio nelle droghe, nell’alcol, paradisi esotici (ad esempio Gauguin), in modo da evadere da quella realtà di sofferenza causata dalla società industriale.

Romanticismo tedesco: 'Sturm und Drang'

  • Rivalutazione dell’uomo, esaltazione del singolo, delle passioni amorose.
  • Riscoperta dell’irrazionalità, quindi dell’istinto, le passioni amorose hanno ruolo importante: riscoperta della carne, della nostra animalità.
  • Oscurantismo è una delle correnti che si diffonde: atteggiamento di prevenuta ostilità nei confronti dell'istruzione, del progresso, dell'indipendenza di giudizio.

Aspetti comuni

Interesse degli intellettuali che fuggono dalla realtà, attratti da forme paesaggistiche individuali in atmosfere tipiche romantiche, ad esempio boschi, nebbia, castelli, buio, storie romantiche, ‘notte buia e tempestosa’, atmosfera dove predomina il sentimento: consapevolezza che l’uomo non è perfetto, non è una macchina, ma ciò che mette in moto l’uomo è qualcosa di sconosciuto, perciò prendono le distanze dal razionalismo.

Questo ispirerà i movimenti reazionari di fine secolo che a loro volta saranno ispirazione della prima guerra mondiale: porterà allo spirito interventistico, alla convinzione che qualcosa di traumatico possa rappresentare la via di fuga da una situazione di crisi, ovvero la crisi della ragione, portata avanti da queste tendenze culturali romantiche, che dopo aver convissuto per un periodo, quando si arriverà alla crisi del Positivismo, porteranno alla prima guerra mondiale. Si parla in Italia di ‘Quanto sarà buono il pane fatto con la farina del campo concimato col sangue del nemico’: tutto questo sarà possibile grazie a queste correnti.

Elemento scatenante del 1848, la matrice comune in tutta Europa

  • Le crisi (carestie) del 1846-1847: la povertà, la miseria, il bisogno di liberarsi dalla miseria e dalle condizioni che determinano da una parte povertà e dall’altra ricchezza.
  • Opinione pubblica collettiva: prepara terreno su cui può nascere una rivoluzione.

Ma quelli del 1848 sono moti diversi dai moti precedenti

  • Bisogno di opporsi: richieste di tipo più strettamente politico per condizioni di vita migliori.
  • Rivoluzione ‘dal basso verso l’alto’: ceti popolari, borghesia cittadina sono i veri protagonisti.
  • Ad esempio Cavour non si pone ancora il problema dell’unità nazionale, vuole solo il ‘Grande Piemonte’: Cavour ha capito che la questione italiana è una questione legata alle altre potenze, non si può risolvere all’interno della sola Italia, perciò lui non cerca una ‘Grande Italia’ ma ne subisce le conseguenze: il suo scopo era quello di arrivare all’unificazione del settentrione italiano, ma questo prelude alla divisione d’Italia in 3 diversi regni sotto il dominio francese. Il sogno italiano di allentare la pressione austriaca, infatti, è condiviso dalla Francia (è di suo interesse a causa della religione).
  • Richiesta di una Costituzione: segnale di profondo cambiamento.

Quindi nel 1848 le parole d’ordine sono

  • Democratizzazione e nazionalismo: la grande differenza dal 1789 è la consapevolezza che i grandi cambiamenti non si ottengono con la ghigliottina ma con democrazia, con una nuova costituzione, fatta dal popolo.
  • Nascita dell’associazionismo, ad esempio associazionismo femminile: le donne vogliono uscire dal loro status, seppur sarà un percorso lunghissimo, sarà più organizzato in Inghilterra con le Suffragettes, ma diventa un elemento importante in tutte le altre nazioni.

Nasce quindi la consapevolezza che unirsi dal basso può portare a grandi cambiamenti

Ad esempio donne, lavoratori, si arriva ai sindacati, si vuole la trasformazione del quotidiano attraverso una trasformazione che parte dal basso.

La rivoluzione degli intellettuali, l’importanza della cultura

La cultura romantica funge da matrice, da base comune in tutta Europa, seppur poi si prendano strade diverse. Quindi gli artisti, gli intellettuali, sono stati fondamentali:

  • Ad esempio Wagner partecipa ai moti del 1848, combatte nelle rivoluzioni, sulle barricate, con Michail Bakunin. Ma sono stati anche personaggi controversi: ad esempio dalla loro opera prendono spunto diversi ideali, a volte contrastati, ma porteranno alla realizzazione di un mondo nuovo.
  • Ad esempio Flaubert fa parte della guardia nazionale, che familiarizzò con i rivoltosi, seppur nasca con i propositi di salvare dalla rivoluzione, partecipa attivamente e scrive, e siccome l’epilogo del 1848 è deludente, si legge della malinconia dei suoi personaggi che sono dei perdenti, dei falliti: a differenza di Wagner, lui parla dei perdenti, i perdenti della rivoluzione.
  • Ad esempio aspirazioni diverse ha invece Baudelaire, che descrive il sangue che si sparge sulle strade, si lamenta che ‘la festa è finita troppo presto’, si rifugia in un mondo ideale fornito da un uso massiccio di droghe e alcol.
  • Ad esempio Honoré De Balzac, con le sue cronache, i suoi affreschi della società industriale.

Quindi il mondo della cultura, nelle sue diverse sfaccettature, ci fa vedere che novità può portare la riscoperta dell’irrazionale.

Aspetto comune a tutti gli intellettuali

Gli intellettuali attaccano la borghesia in quanto classe, con le sue contraddizioni, scardinando i loro principi base, dimostrando la loro contraddittorietà.

La critica di Feuerbach

Feuerbach, nella sua opera, affermò che Dio non esiste, c’è quindi una messa in discussione di un perno fondamentale della società occidentale, e mettendolo in discussione si parla della liberazione della carne, liberarsi del controllo della Chiesa: bisogna fondare un nuovo umanesimo laico, che si fondi sull’uomo, non su qualcosa di ‘altro’. Perciò l’uomo agisce per l’uomo, si scardina una cultura plurisecolare.

Ma la critica di Feuerbach ha un freno: nel momento i cui l’aspetto culturale (ottimismo liberatorio) e politico si devono unire, la politica mostra le sue forze reazionarie. Infatti, quando si formano le barricate, in politica sarà rifiutata l’offerta fatta dalla dieta di Francoforte della corona al re perché provenente dal basso, dal popolo.

La critica di Marx

Marx mette in risalto le contraddizioni, lo sviluppo estremo della borghesia, e predice che essa verrà sopraffatta dalle sue stesse contraddizioni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 20eva01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Neglie Pietro.
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