Concetti Chiave
- Gli OGM sono organismi il cui DNA è stato modificato in laboratorio per conferire caratteristiche non presenti in natura, attraverso un processo chiamato transgenesi.
- Utilizzati principalmente in agricoltura, gli OGM sono progettati per resistere a erbicidi o produrre insetticidi, ma comportano rischi ambientali significativi come la contaminazione genetica.
- La Tecnologia Terminator rende i semi OGM sterili, costringendo i contadini a rifornirsi continuamente dalle multinazionali, aumentando la dipendenza economica e riducendo la biodiversità.
- Le coltivazioni OGM possono causare gravi danni ambientali e sociali, come dimostrato dal drammatico aumento dei suicidi tra gli agricoltori in India a causa della perdita di terre e risorse.
- Leggi recenti, come quella approvata in Perù, riflettono un crescente desiderio di proteggere le specie native e limitare l'uso di OGM, contrastando le pressioni per la loro legalizzazione.
Un OGM è un Organismo Geneticamente Modificato.
Si ottiene inserendo nel DNA dell'organismo "ospite" uno o più geni estranei, prelevati da organismi anche molto diversi tra loro e che in natura non potrebbero in alcun modo scambiarsi il materiale ereditario.
Si tratta di un organismo vivente (microrganismo, pianta, animale), che è stato modificato in laboratorio per fornire caratteristiche genetiche che la natura non ha assegnato.
Un OGM è un organismo il cui DNA è stato "manipolato". Questa operazione si chiama "transgenesi". Essa produce nuovi organismi viventi, spesso brevettati e, dunque, di proprietà privata di un'azienda e consente teoricamente tutte le combinazioni immaginabili.
Uso degli OGM in agricoltura
Oggi gli OGM vengono usati soprattutto in agricoltura (principalmente soia, mais, cotone e colza). Il loro patrimonio genetico è stato modificato per ottenere piante resistenti a un determinato erbicida o in grado di produrre di continuo un insetticida (a volte entrambe le caratteristiche).
Nel primo caso, la modifica permette l'uso di erbicidi per eliminare le piante infestanti senza paura di distruggere le colture geneticamente modificate. Nel secondo caso, la pianta durante la crescita produce un insetticida che dovrebbe allontanare determinati parassiti. Ma ciò che può apparire come un passo avanti in effetti presenta molti rischi.
L'agricoltura si caratterizza per una complessità di saperi, tecniche e coltivazioni che si sono evoluti in armonia con gli ambienti e le culture. Si è così sviluppata una moltitudine di sistemi agrari funzionali alle caratteristiche dei territori e delle popolazioni che li abitano, da cui sono nate specifiche culture alimentari e gastronomiche.
Rischi ambientali degli OGM
I sistemi agrari complessi e diversificati sono oggi a rischio: la dispersione nell'aria del polline, il trasferimento dei transgeni dalle colture geneticamente modificate alle erbe spontanee, la dormienza dei semi che li può portare a germinare a distanza di qualche stagione o l'alterazione dei microrganismi del suolo possono rappresentare un pericoloso mezzo di dispersione degli OGM e di inquinamento genetico. Problemi che investono tanto le coltivazioni commerciali quanto le prove sperimentali.
Contaminazione e propaganda
I primi anni di commercializzazione di sementi geneticamente modificate sono stati caratterizzati dalle numerose dichiarazioni tranquillizzanti dell'industria biotech sulla sicurezza delle colture transgeniche, ma l'evidenza ha dimostrato l'alta frequenza ed entità delle contaminazioni sia in campo che nelle fasi di stoccaggio e trasporto.
Oggi la propaganda dei produttori di colture transgeniche è arrivata a parlare di inevitabilità delle contaminazioni e della necessità di adottare un approccio pragmatico da parte delle istituzioni nel definire soglie di presenza degli OGM nei campi e nei prodotti alimentari.
Sperimentazioni e nuove applicazioni
Alcuni studiosi dell’Università in California hanno testato e coltivato con successo alghe ingegnerizzate che potrebbero avere molteplici utilizzi immediati: dai mangimi per animali ai biocarburanti e all'alimentazione umana. Ulteriori sviluppi potrebbero portare alla produzione di materiali ecologici e, dagli olii, persino di poliuretani.
I ricercatori, sotto la supervisione dell'agenzia Usa per la protezione dell'ambiente (USEPA), hanno monitorato per 50 giorni la crescita e lo sviluppo delle alghe in campo aperto. Le Acutodesmus dimorphus a cui sono stati modificati i geni per la biosintesi degli acidi grassi e per favorire l'espressione della proteina fluorescente verde, coltivate insieme a altre specie non ingegnerizzate, hanno mantenuto i caratteri modificati in laboratorio e non hanno avuto impatto sulle altre specie.
Sono state messe appunto delle tecnologie anche per ingegnerizzare la zanzara per sconfiggere la malaria e un fungo per sconfiggere la stessa.
La manipolazione dei geni ha lo scopo di estrarre da un determinato organismo vivente quelle caratteristiche, ritenute migliori, che mischiate a quelle di un altro portano al concepimento di un prodotto che potrà avere più diffusione sul mercato (più resistente alle intemperie, ai parassiti, più piacevole alla vista).
Tecnologia Terminator e dipendenza
Ogni specie vivente, vegetale o animale, possiede per natura nel proprio patrimonio genetico le caratteristiche che gli permettono di sopravvivere in una determinata area piuttosto di un'altra, ad una determinata temperatura, altitudine, coesistendo con altre forme di vita originarie di quel determinato luogo. Gli OGM non sono organismi che esistono in natura, i semi geneticamente modificati infatti sono sterili, offrono la possibilità di un raccolto solo, tutto questo infatti è studiato appositamente dalle multinazionali del settore proprio perché i contadini siano così costretti a riforinirsi continuamente da loro e a costi sempre più elevati (questa è stata denominata la Tecnologia Terminator).
Per tecnologia terminator si intende la produzione di semi inerti, incapaci di riprodursi se non con l'impiego di input esterni (uso di pesticidi, erbicidi, fungicidi e fertilizzanti chimici). Il seme mercificato è ecologicamente incompleto e presenta due livelli di rottura:
Non è più in grado di autorigenerarsi, attraverso le trasformazioni tecnologiche la biodiversità da risorsa rinnovabile quale è muta in risorsa non rinnovabile e non produce se non è accompagnato da input esterni e con l'affermarsi delle sementi industriali la dipendenza da questi input aumenterà.
Impatto ambientale e sociale
Le multinazionali tendono ad avvicinare i piccoli agricoltori offrendogli i loro prodotti di laboratorio con la promessa di una resa maggiore del raccolto perché il loro prodotto è più resistente di quelli non manipolati. Il contadino accettando diventa automaticamente schiavo delle multinazionali sementifere, sarà costretto a rifornirsi da loro perché i semi che utilizza non si riproducono e nel frattempo hanno reso il terreno incapace di accettare altre colture. Le monocolture, in particolare quelle OGM, sono una tra le prime cause di deforestazione, provocano l'inaridimento delle terre causato dall'esaurimento delle risorse idriche utilizzate in grandi quantità per questo tipo di colture e dall'impiego di grandissime quantità di pesticidi necessari per la buona riuscita del raccolto.
Gli organismi geneticamente modificati non possiedono (al contrario di un qualsiasi organismo in natura) l'input per adattarsi e sopravvivere ai cambiamenti climatici; al giungere di nuovi agenti infestanti o di epidemie, le colture OGM sono identiche l'una all'altra, se si ammala una pianta tutte le altre la seguono.
Un altro danno ambientale collegato alle coltivazioni di OGM è causato quindi dal massiccio utilizzo di pesticidi necessari per la buona riuscita del raccolto, un raccolto che sarà veleno allo stato puro; le multinazionali del settore creano appositamente semi che per crescere hanno bisogno di queste sostanze, che loro stesse producono.
In questo modo il contadino, oltre che doversi servire da queste aziende per i semi, sarà costretto anche ad acquistare queste sostanze chimiche (le colture OGM hanno bisogno di 56 trattamenti per crescere). I pesticidi utilizzati sono dannosissimi per la salute delle persone (chi coltiva e chi consuma), resistono all'interno del frutto che arriva sulle nostre tavole, causano la morte degli animali che pascolano nei terreni trattati e minacciano con l'insorgere di nuove piante infestanti resistenti a queste sostanze e che rappresentano una minaccia per le agricolture. Ad essere minacciata è anche l'alimentazione mondiale: le colture OGM, sostituendosi a quelle di varie specie di piante presenti nei paesi che offrono i climi più favorevoli, distruggono la biodiversità di quelle zone, limitando la resa dei raccolti ad un solo tipo di specie. In caso di epidemia, ogni pianta muore lasciando le popolazioni locali prive di risorse con le quali poter sopravvivere. La varietà nutre tutti, l'omologazione porta solo all'estinzione.
Conseguenze in India
Quanto accaduto in India recentemente è un drammatico esempio di come le colture OGM abbiano danneggiato tutti: La Monsanto, multinazionale tra il 1997 ed il 2010 ha soppiantato le coltivazioni di varietà di cotone locale con quello Bt geneticamente modificato da essa prodotto. Privati delle proprie terre, unica loro fonte di sostentamento, si stima che in quel periodo in India 250.000 agricoltori si siano suicidati.
Oltre al dramma sociale vi è da segnalare quello ambientale: i terreni nei quali vengono impiantate queste colture muoiono, privati della fertilità dalla coltivazione di semi che non contengono vita al loro interno. I nuovi parassiti che intanto si erano abituati a resistere agli OGM si moltiplicano, l'uso di pesticidi viene decuplicato e gli animali domestici e quelli addomesticati muoiono inspiegabilmente dopo aver pascolato tra i residui del cotone geneticamente modificato.
Miti sfatati sugli OGM
Gli OGM aumentano il rischio di contrarre il cancro, oltre ormai a non contenere più nulla di tutti quei principi nutrizionali che un frutto in natura offrirebbe. Spesso le multinazionali del settore giustificano tutto questo dichiarando che le coltivazioni OGM sono la soluzione alla fame nel mondo, ma è esattamente il contrario. Le soluzioni al fenomeno della fame del mondo dovrebbero risiedere in una gestione più ponderata e moderata delle terre, un mercato a km 0, lasciare a chi coltiva la possibilità di utilizzare il frutto del proprio raccolto invece di derubarlo per andare ad ingrassare quei paesi che registrano un tasso di consumismo già elevato.
Sono stati quindi sfatati 3 grandi miti:
-sfamare l’umanità;
-minore impiego di sostanze chimiche;
-sicuri come le colture tradizionali.
Legislazione e protezione delle specie
Il 26 novembre, il Perù ha approvato una legge che vieta l'impiego di ingredienti geneticamente modificati nel paese e nonostante il governo precedente abbia spinto in passato per la legalizzazione degli OGM, i peruviani oggi hanno deciso di proteggere le loro specie native, come le patate peruviane, il mais bianco gigante e il mais viola.
A cura di Maria Rossi.
Domande da interrogazione
- Cosa sono gli OGM e come vengono creati?
- Quali sono i principali utilizzi degli OGM in agricoltura?
- Quali rischi ambientali sono associati agli OGM?
- Qual è l'impatto sociale ed economico della tecnologia Terminator?
- Quali miti sugli OGM sono stati sfatati?
Gli OGM, o Organismi Geneticamente Modificati, sono organismi il cui DNA è stato manipolato tramite un processo chiamato transgenesi, che consente l'inserimento di geni estranei per conferire nuove caratteristiche (testo).
Gli OGM sono principalmente utilizzati in agricoltura per coltivazioni come soia, mais, cotone e colza, modificati per essere resistenti a erbicidi o per produrre insetticidi, permettendo una gestione più semplice delle infestazioni (testo).
Gli OGM possono causare contaminazione genetica, alterare microrganismi del suolo e minacciare la biodiversità, con conseguenze negative per gli ecosistemi e le coltivazioni tradizionali (testo).
La tecnologia Terminator produce semi sterili che costringono i contadini a riacquistare annualmente i semi dalle multinazionali, creando una dipendenza economica e riducendo la biodiversità agricola (testo).
È stato dimostrato che gli OGM non risolvono la fame nel mondo, non riducono l'uso di sostanze chimiche e non sono necessariamente più sicuri delle colture tradizionali, contrariamente a quanto affermato dalle multinazionali (testo).