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Anatomia umana

Indice

  • Introduzione.............................................................................2
  • Istologia....................................................................................5
  • Tessuto epiteliale........................................................................5
  • Tessuto connettivo.....................................................................6
  • Tessuto muscolare....................................................................11
  • Tessuto nervoso........................................................................14
  • Il cuore....................................................................................16
  • Il sistema linfatico...................................................................20
  • Apparato respiratorio.............................................................23
  • Apparato digerente................................................................28
  • Apparato urinario...................................................................37
  • Apparato genitale...................................................................40
  • Sistema endocrino..................................................................43
  • Sistema nervoso.....................................................................45
  • Midollo spinale.........................................................................45
  • Encefalo ...................................................................................49
  • Sistema nervoso autonomo.....................................................59
  • Apparato della vista...............................................................62
  • Orecchio................................................................................63
  • Apparato tegumentario.........................................................65

Introduzione

Anatomia: disciplina che studia le caratteristiche macroscopiche (forma, colore ecc.) e microscopiche (cose non visibili dall’occhio umano) delle parti che compongono il corpo umano, la loro posizione e i loro rapporti topografici. Si tratta di una disciplina antica, tanto che precedentemente venivano effettuati gli studi sui cadaveri. Oggi possiamo basarci su TAC, radiografie ecc. Il corpo è soggetto a una variabilità individuale, ma l'anatomia studia i casi più frequenti.

Il corpo è formato da miliardi di cellule (le più piccole unità viventi), che unite fra di loro formano i tessuti (insieme di cellule specializzate per svolgere la stessa funzione). L'unione dei tessuti forma gli organi (insieme di più tessuti che compiono una determinata azione) e più organi formano i sistemi o apparati (insieme di organi che collaborano allo svolgimento di una stessa funzione).

Gli organi possono essere:

  • Cavi: hanno un lume e una parete, si tratta di una sovrapposizione di diversi strati chiamati tonache. Organi cavi sono lo stomaco o i vasi sanguigni.
  • Pieni: non hanno il lume. Gli organi pieni hanno esternamente una capsula di tessuto connettivo da cui si dipartono setti che si addentrano nell’organo e si dividono formando setti sempre più sottili. Questa parte viene chiamata stroma e ha una funzione di sostegno per il parenchima, cellule che svolgono la funzione specifica di quell’organo. Organi pieni sono la milza, il fegato, i polmoni.

Sistema: insieme di organi morfologicamente e funzionalmente omogenei e con la stessa derivazione embriologica.

Apparato: insieme di organi morfologicamente e funzionalmente omogenei e con diversa derivazione embriologica studia le strutture del corpo non visibili senza l’uso del microscopio.

L’anatomia microscopica

  • Istologia studia i tessuti, gruppi di cellule specializzate che lavorano insieme per compiere una funzione specifica.
  • Citologia studia la cellula.

L’anatomia macroscopica

  • Anatomia di superficie: studio della morfologia in superficie degli apparati;
  • Anatomia regionale: studio caratteristiche interne ed esterne di una data area del corpo;
  • Anatomia sistematica: strutture dei principali apparati e sistemi.

Per conoscere l'anatomia microscopica bisogna ricorrere alla microscopia ottica e alla microscopia elettronica.

Microscopia ottica

Ha una risoluzione inferiore alla microscopia elettronica (basso potere di risoluzione). È composta da una sorgente luminosa e da alcune lenti (condensatore) che servono a convogliare la luce sul campione, mentre altre servono a ingrandire l'immagine. Da questo tipo di microscopio è possibile vedere la forma e le dimensioni delle cellule, il nucleo, il citoplasma e la membrana plasmatica e si intravedono specializzazioni come le ciglia.

Microscopia elettronica

In questo tipo di microscopio viene utilizzata una sorgente di elettroni e lenti che servono ad ingrandire l'immagine.

- Microscopia elettronica a trasmissione: il fascio di elettroni attraversa il campione. È possibile vedere l'interno della cellula, il nucleo, la cromatina, il citoplasma, vari organuli citoplasmatici, come i mitocondri e l'apparato di Golgi, e le ciglia.

- Microscopia elettronica a scansione: il fascio di elettroni viene riflesso. È possibile vedere solamente la superficie della cellula, quindi la parte esterna della cellula, e le ciglia. Ovviamente da questi due microscopi si ottengono immagini diverse.

Preparazione dei campioni

Preparazione del campione per una microscopia ottica:

  • Fissazione: i campioni di un organo, una volta prelevati, devono essere fissati, sennò si degradano. Il fissativo (acetone, metanolo, formalina, la più conosciuta) ha la funzione di impedire la degradazione del campione e quindi bloccare il campione così com'era nel momento del prelievo.
  • Disidratazione: il campione viene fatto passare prima in una soluzione di alcool con concentrazione al 50%, poi al 70%, al 95% ed infine viene fatto passare nell’alcool assoluto. Questo per disidratare il campione.
  • Diafanizzazione: il campione viene immerso in un solvente apolare, xilolo, che penetra nel campione. In questo solvente apolare è solubile il mezzo di inclusione, la paraffina, cera che si scioglie nello xilolo e che a temperatura ambiente è solida. Il campione poi viene immerso in questa soluzione a 50-60 °C.
  • Raffreddamento: il campione risulta inglobato nella paraffina solida, formando il cosiddetto blocchetto. In questo modo il campione è stabile e può essere conservato per anni. Infatti, l'inclusione nella paraffina serve a rendere il campione stabile e duro, in modo da poter essere tagliato in sezioni sottili. Per il taglio del campione si utilizza uno strumento chiamato microtomo, che produce sezioni dello spessore di 1-10 µm. Infine, queste sezioni vengono messe sul vetrino e spesso vengono colorate. La colorazione più diffusa è l’ematossilina (colorante basico, colora il nucleo in viola) - eosina (colorazione acida, colora in rosa il citoplasma).

Una soluzione alternativa alla paraffina è il congelamento: il campione viene prelevato e congelato. Per il taglio viene utilizzato il criostato, un microtomo inserito in una camera che mantiene la temperatura bassa per non far scongelare il campione. I campioni congelati non possono durare nel tempo.

Preparazione del campione per una microscopia elettronica:

I campioni prelevati devono essere molto sottili (per ottenere sezioni da subito sottili, i campioni devono essere duri, infatti si usano resine diverse). Dopodiché il procedimento è uguale a quello della microscopia ottica. Come fissativo si utilizza il glutaraldeide e per rendere il campione duro viene utilizzata la resina epossidica. Le sezioni poi vengono messe sui retini, vetrini di rame, e poi vengono osservati al microscopio a trasmissione. Si ottengono immagini su una scala di grigi poiché non tutti gli elettroni passano attraverso il campione. I campioni non vengono colorati.

Posizione anatomica

Il soggetto è in piedi, il palmo della mano è rivolto verso avanti, le gambe unite e i piedi con talloni uniti e punte leggermente divaricate, gli arti superiori si trovano lungo il tronco. Il primo dito della mano si trova lateralmente mentre il quinto dito si trova medialmente. Per descrivere la posizione dei vari organi bisogna far riferimento sempre alla posizione anatomica. Il cuore, per esempio, nella posizione anatomica è situato anteriormente all’esofago e posteriormente allo sterno, ma se consideriamo il paziente steso sul lettino oppure nel cadavere il cuore è posizionato superiormente l’esofago e inferiormente lo sterno.

Nel corpo umano si riconoscono il busto e gli arti (superiori e inferiori). Nel busto riconosciamo la testa, il collo e il tronco. Nel tronco riconosciamo il torace, l’addome e la pelvi mentre posteriormente il dorso.

Per stabilire la posizione degli organi si fa riferimento ai piani di sezione:

  • Piano frontale: o piano coronale, divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore.
  • Piano sagittale: divide il corpo in una parte destra e una sinistra. Il piano sagittale che passa per la linea mediana si chiama piano sagittale mediano. I piani paralleli al piano sagittale mediano vengono chiamati para-sagittali.
  • Piano trasverso: o piano trasversale o orizzontale, divide il corpo in una parte superiore e una inferiore.

I termini di posizione vengono usati per stabilire la posizione di un organo rispetto a un altro:

  • Anteriore: ventrale
  • Posteriore: dorsale
  • Superiore: craniale
  • Inferiore: caudale
  • Laterale
  • Mediale
  • Prossimale: parte o organo più vicina al punto di attacco al tronco
  • Distale: parte o organo più lontana dal punto di attacco al tronco

Nel nostro corpo sono presenti due grandi cavità:

  • Cavità dorsale/pubo nevrassiale: contiene il nevrasse, cioè l’encefalo e il midollo spinale (s. n. c.). Dunque contiene la cavità cranica, in cui si trova l’encefalo, e il canale vertebrale, in cui è contenuto il midollo spinale.
  • Cavità ventrale/cavità splancnica: contiene i visceri. Comprende la cavità toracica, la cavità addominale e la cavità pelvica. La cavità toracica e quella addominale sono separate dal muscolo diaframma. La cavità addominale si continua con la cavità pelvica e insieme costituiscono la cavità addomino-pelvica. Nella cavità toracica sono presenti due cavità che non comunicano con l’esterno, la cavità pericardica che circonda il cuore e le cavità pleuriche che circondano i polmoni. Nella cavità addomino-pelvica troviamo una cavità che non comunica con l’esterno ed è la cavità peritoneale che circonda diversi organi.

Come si crea una cavità che non comunica con l’esterno? Le cavità che non comunicano con l’esterno sono rivestite da una membrana sierosa. Le membrane sierose sono tre: il pericardio, le pleure e il peritoneo.

Le membrane sierose sono formate da due foglietti:

  • Foglietto viscerale: aderisce all’organo
  • Foglietto parietale: è più esterno

I due foglietti si continuano l’uno con l’altro. Tra i due foglietti si crea una cavità che non comunica con l’esterno, che contiene una piccola quantità di liquido sieroso. Quando il cuore si contrae, il foglietto viscerale scorre su quello parietale senza attrito. La stessa cosa accade ai polmoni.

Istologia

Diverse sono le tipologie di tessuti: epiteliale, muscolare, nervoso, connettivo.

Tessuto epiteliale

Il tessuto epiteliale comprende gli epiteli di rivestimento, epiteli ghiandolari ed epiteli sensoriali.

Epiteli di rivestimento

Gli epiteli di rivestimento rivestono la superficie esterna del nostro corpo e le cavità che comunicano e non con l’esterno. Hanno una funzione protettiva e possono avere funzioni secernenti e assorbenti, che possono essere svolte contemporaneamente.

Proprietà del tessuto epiteliale di rivestimento

  • Cellularità: questi epiteli sono caratterizzati da tantissime cellule unite fra loro che impediscono il passaggio di sostanze che per introdursi devono attraversare le cellule.
  • Polarità: gli organuli citoplasmatici non sono sparsi in maniera uniforme.
  • Adesività: le cellule epiteliali poggiano su una lamina basale, che serve a mediare gli scambi fra le cellule epiteliali e i tessuti sottostanti. Al di sotto della lamina basale si trova uno strato di tessuto connettivo. Il tessuto grazie alla lamina basale scarta anidride carbonica e materiali di scarto, assumendo invece acqua.
  • Avascolarità: nel tessuto epiteliale non ci sono vasi sanguigni, in quanto sono soggetti ad abrasioni.
  • Rigenerazione: il tessuto può essere danneggiato e per questo deve essere rigenerato.

I tessuti epiteliali possono essere classificati in base al numero di strati di cellule che poggiano sulla lamina basale:

  • Epitelio semplice: se sia solo uno strato di cellule.
  • Epitelio stratificato o composto: se si hanno più strati.

Inoltre, possono essere classificati in base alla forma delle cellule:

  • Piatte o pavimentose;
  • Cubiche o isoprismatiche;
  • Cilindriche o colonnarie o batiprasmatiche.

Epiteli semplici pavimentosi

Sono composti da cellule pavimentose e disposte su un unico strato. Si trovano a livello degli alveoli polmonari, per consentire la diffusione dei gas, a livello dei vasi sanguigni (tessuto chiamato endotelio, che separa i tessuti sottostanti dal sangue) e a livello delle membrane sierose come per esempio il peritoneo, che avvolge gli organi della cavità addominale (tessuto chiamato mesotelio).

Epiteli cubici semplici

Sono composti da uno strato di cellule cubiche. Si trovano a livello del tubulo renale e del doppio escretore delle ghiandole.

Epitelio cilindrico semplice

È composto da uno strato di cellule cilindriche e si trova al livello dello stomaco.

Si divide in:

  • Ciliato: si tratta di cellule cilindriche con ciglia. Nell'uomo è poco rappresentato ed è presente a livello delle tube uterine.
  • Con orletto a spazzola (o con orlo striato): la membrana plasmatica delle cellule presenta estroflessioni, microvilli che servono per aumentare la superficie di assorbimento. Si trova al livello dell'intestino tenue e a livello del tubulo renale. Ha questo nome particolare in quanto i microvilli, se osservati al microscopio ottico, hanno un aspetto particolare, come una striscia spessa e striata.

Epitelio cilindrico pseudostratificato ciliato (epitelio respiratorio)

È composto da cellule cilindriche con ciglia che sembrano disposte su più strati. In realtà si tratta di un solo strato e di conseguenza parliamo di un epitelio semplice che si trova al livello delle vie respiratorie.

Epitelio pavimentoso stratificato

Sulla superficie è composto da cellule pavimentose. È un tessuto molto resistente alle abrasioni e si trova al livello della cavità orale, a livello dell'esofago, nella faringe, nella cavità anale dunque nelle parti dove ci sono attriti. Si trova in ambienti umidi.

Epitelio pavimentoso stratificato cheratinizzato (epidermide)

Si tratta dello strato più esterno della cute, in ambiente secco e protegge anche dalla disidratazione.

Epitelio cubico stratificato

È composto da cellule cubiche che vanno a formare più strati (2-3 strati). Si trova al livello dei dotti escretori delle ghiandole.

Epitelio di transizione o epitelio urinario, urotelio o uroepitelio.

È composto da cellule che hanno un'elevata elasticità, soprattutto quelle superficiali. Si trova a livello delle vie urinarie. Se la vescica è vuota, le cellule hanno una superficie rugosa, mentre se è piena si appiattiscono per formare meno strati.

Epiteli ghiandolari

Le ghiandole possono essere:

  • Esocrine: se hanno un dotto escretore. Il loro secreto viene riversato all'esterno e sono costituite da una parte secernente, adenomero, e una porzione tubolare, dotto escretore.
  • Endocrine: non hanno un dotto escretore e riversano i prodotti (ormoni) nel sangue. Sono ghiandole molto vascolarizzate e formano il sistema endocrino.

Il dotto escretore può essere unico, se composto da ghiandole semplici, o ramificato, se composto da ghiandole composte.

L’adenomero può essere a forma di:

  • Tubulo, se è composto da ghiandole tubulari. Queste ghiandole tubulari possono essere semplici, se il tubulo è unico, o ramificate, se il tubulo è ramificato.
  • Sfera, e quindi composto dall’acino (alveolo) che può essere singolo, se si tratta di ghiandole acinose semplici, o ramificato, se si tratta di ghiandole acinose ramificate.

Epiteli sensoriali

Si tratta di epiteli che formano gli organi di senso: gusto, olfatto, uditivo, vista, equilibrio.

Tessuto connettivo

Tessuto che unisce, infatti ha due funzioni principali:

  • Connessione meccanica: ancora i tessuti fra loro per la formazione degli organi e sostiene e protegge gli organi.
  • Connessione funzionale: consente e facilita il transito di sostanze (nutrizione e metabolismo) e cellule (difesa immunitaria). Questo è possibile in quanto è un tessuto molto vascolarizzato. In questo tessuto è molto importante anche la funzione dei globuli bianchi, funzione di difesa.

Il tessuto connettivo è formato da cellule immerse in una matrice extracellulare formata da una parte non organizzata, sostanza amorfa o fondamentale, e una parte organizzata a formare fibre. Le fibre si dividono in fibre collagene, fibre reticolari e fibre elastiche. Sia le fibre collagene che le fibre reticolari sono costituite da monomeri di tropocollagene, tre catene polipeptidiche a volte a elica. Queste molecole di tropocollagene interagiscono fra loro testa-coda e nel momento in cui interagiscono tra di loro anche lateralmente, formano le fibre collagene. Le fibre reticolari sono fibre collagene sottili, che tendono a formare reticoli. Le fibre elastiche sono fibre che hanno la capacità di allungarsi tornando però sempre alla forma originale.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michelaraffa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pompili Elena.
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