Pielonefrite cronica
È una nefrite interstiziale infettiva caratterizzata da flogosi cronica e da sclerosi cicatriziale del tessuto renale, dei calici e della pelvi. È spesso focale e può perciò interessare un solo rene o solo una parte corrispondente ad una o più papille.
Se non vi è interessamento calico-pielico, non si tratta di pielonefrite cronica, ma di una delle altre forme di nefrite interstiziale infettiva o non. La pielonefrite cronica si sviluppa quando vi sia ostruzione al deflusso dell’urina.
Questa ostruzione può essere:
- Anatomicamente evidente dovuta a stenosi ureterali, ipertrofia e tumori della prostata nonché prolasso uterino;
- Secondaria a reflusso vescico-ureterale: condizione relativamente comune, circa il 4% dei soggetti, con reflusso clinicamente evidente, sviluppano una pielonefrite cronica grave con I.R.A. terminale.
Perché si produca questa lesione renale è necessaria la sovrapposizione di un’infezione. L’infezione renale si instaura per episodi successivi e sempre nuove parti di parenchima vengono interessate.
La distruzione dei tubuli avviene nei primi 2 o 3 gg della risposta infiammatoria, quasi certamente acuta. È l’infiammazione a distruggere il tessuto renale, il quale viene presto sostituito da sclerosi cicatriziale con coinvolgimento del flusso ematico, che viene ostruito in quella particolare area cicatriziale con coinvolgimento del flusso ematico, che viene ostruito in quella particolare area cicatriziale.
Granulociti neutrofili restano nei tubuli collettori, molto più resistenti all’azione lesiva della flogosi. In tutto il processo i glomeruli sono risparmiati fin quando non vengano compressi dalla sclerosi circostante o si collassino per interruzione del flusso ematico.
Caratteri macroscopici
I reni:
- Hanno forma irregolare, perché prima degli stadi terminali la lesione è focale;
- Hanno dimensioni ridotte perché si distrugge parenchima tubulare che viene sostituito da sclerosi cicatriziale, negli stadi avanzati un rene pielonefritico può pesare 30-40 g anziché 150;
- La superficie esterna è retratta in corrispondenza delle cicatrici; la retrazione ricalca la forma a U delle piramidi, diversa quindi dalle cicatrici di un infarto la cui conformazione riproduce distribuzione cuneiforme, a ventaglio dei vasi arteriosi; le retrazioni sono più frequenti ai poli che non all’ilo per la diversa conformazione delle papille;
- La superficie di taglio mostra assottigliamento della corticale in corrispondenza delle zone retratte;
- I calici sono dilatati o distorti, con pareti ispessite e se l’ostruzione era dovuta a calcoli si possono rinvenire questi nei bacinetti.
Microscopia
Le
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