Concetti Chiave
- L'anarchismo, emerso nel XIX secolo, si basa sull'idea di un'assenza di potere centrale, cercando la libertà attraverso la soppressione dello stato e delle istituzioni autoritarie.
- Il principale esponente dell'anarchismo, Bakunin, visse in esilio e partecipò alla Prima Internazionale, che unì diversi gruppi socialisti con opinioni spesso contrastanti.
- La Prima Internazionale, fondata nel 1864, mirava a migliorare le condizioni di vita degli operai e a coordinare le lotte contro l'oppressione, introducendo l'idea di sciopero.
- Le divergenze tra Marx e Bakunin all'interno della Prima Internazionale riguardavano il metodo per abolire lo stato: Marx era contrario all'uso di mezzi violenti, mentre Bakunin lo sosteneva.
- La divisione tra anarchici e marxisti portò nel 1872 alla creazione di due congressi distinti, evidenziando le differenze ideologiche e le fratture all'interno del movimento socialista.
In questo appunto di storia per le scuole viene prima descritto il concetto di anarchismo, concetto sorto e sviluppatosi nel corso dell’Ottocento, poi viene fatto un focus sulla Prima internazionale, evento storico caratterizzante di fine Ottocento.
Anarchismo
Una dottrina che si venne a creare nel corso del 1800 fu l’anarchismo, un movimento che come ci dimostra anche il nome prevede la mancanza di un potere centrale, il termine venne usato per la prima volta dal girondino Jacques Pierre Brissot nel 1793. Il potere centrale che gli anarchici vorrebbero sopprimere è lo stato, viene proposto come soluzione alle condizioni di vita degli operai nelle fabbriche. La libertà secondo gli anarchici si viene a creare con l’assenza di autorità che viene ottenuta con mezzi violenti e sovversivi e con l’abbattimento di tutte le istituzioni. Il maggiore esponente dell’anarchismo fu Bakunin che, essendo di nazionalità russa, venne largamente perseguitato dalle autorità del suo stato e visse quasi da esule in giro per l’Europa, partecipando anche alla prima internazionale, ossia la prima riunione di tutti i socialisti europei. Tra le diverse azioni clamorose che sono state compiute o attribuite ad anarchici nel corso degli anni, sicuramente un ruolo di primo piano deve essere riservato all'uccisione, nel 1900, del re Umberto I da parte dell’anarchico italiano Gaetano Bresci ( tornato in Italia dagli Stati Uniti appunto per uccidere il re). La dottrina dell’anarchismo ha come obbiettivo principale la composizione di una società in cui tutti gli uomini sono liberi e hanno eguali diritti. Importante sottolineare in questo caso che questi concetti non devono essere interpretati così come li intendiamo noi oggigiorno ma contestualizzarli in quel secolo. L’uguaglianza infatti è da intendere per gli anarchici e i liberisti come un’utopia, qualcosa di irraggiungibile poiché l’uguaglianza all’interno del libero mercato risulta essere impossibile da raggiungere. Per gli anarchici i due concetti di libertà e uguaglianza dovrebbero essere concreti, cioè che tutti gli uomini dovrebbero essere ugualmente liberi. Ciò che gli esponenti dell’anarchismo ritengono necessario è innanzitutto abolire ogni forma di sfruttamento economico e ogni dominazione di tipo politico, ma anche ideologica o religiosa, poiché per gli anarchici ogni organizzazione di tipo statale rende possibile la sottomissione di una parte del popolo da parte di chi detiene il potere. Al governo centralizzato gli anarchici oppongono un tipo di governo federalista, in cui gli interessati al mercato prendono direttamente in carico le funzioni, che prima erano in mano alla macchina burocratica dello stato. L’anarchismo e i suoi esponenti nel corso del XIX e XX secolo si sono fatti avanti più volte in diverse occasioni, la più importante è sicuramente la rivoluzione Russa del 1917. Nella storia d’Italia è importante ricordare il movimento studentesco del 68, in cui le idee libertarie e anarchiche sono tornate in vigore, con importanti conseguenze soprattutto nel decennio degli anni 70, detto anche Anni di Piombo.per un ulteriore approfondimento sull'anarchismo nell'Ottocento vedi anche qua
La prima internazionale
La Prima Internazionale, sorta per nel 1864 costituire un’associazione internazionale di lavoratori, l’idea nacque in seguito a un incontro, avvenuto due anni prima, tra operai francesi e inglesi, e vide la partecipazione di grandi esponenti del socialismo europeo di quegli anni, anche molto distanti fra di loro nella posizione, tra cui possiamo ricordare Bakunin e Marx. Già la contemporanea presenza di Bakunin e di Marx ci fa capire come la prima internazionale raccolse alcuni esponenti di gruppi politici che avevano diverse opinioni riguardo alla risoluzione della questione operaia: tra tali esponenti ricordiamo anche Mazzini, che per avervi partecipato verrà anche aspramente criticato. La prima internazionale, rispetto alle altre 4 che seguirono, ebbe però una durata limitata in particolare perché la diversità di opinioni era insormontabile: infatti la differenza che sussisteva tra il pensiero di Marx e di Bakunin era data dal fatto che sebbene entrambi credessero che lo stato ad un certo punto avrebbe dovuto cessare di esistere, per Marx tale prospettiva non era immediata e tanto meno ci doveva essere il crollo dello stato attraverso azioni violente. La prima internazionale fu però l’inizio del percorso del movimento socialista e palesò le diversità che sussistevano al suo interno. A seguito dei moti rivoluzionari del 1848 e 1849, ci si rese conto che anche in paesi diversi i problemi degli operai erano gli stessi, per questo si iniziò a pensare che era necessario un organismo di tipo sovranazionale per unire e coordinare le lotte e le rivoluzioni che gli operai dovevano portare aventi contro gli oppressori. L’obbiettivo della Prima internazionale è quindi proprio quello di trovare una soluzione pratica per migliorare quanto più possibile le condizioni di tutti i lavoratori, tra le soluzioni proposte era presenta la riduzione delle ore lavorative. È durante la Prima Internazionale che si sviluppa l’idea di sciopero, che rafforza sempre più il legame con le masse proletarie. Come già anticipato, alla Prima Internazionale erano presenti esponenti di più correnti ideologiche, poiché erano presenti, esponenti da tutta Europa, come: operai inglesi, anarchici, repubblicani italiani, socialisti francesi, la commistione di tutte queste tipologie non poté fare altro che accendere un intenso dibattito, che talvolta portò all’allontanamento di alcuni partecipanti. Tanto che a seguito della rottura tra gli anarchici e i marxisti l’organizzazione si divise in due fazioni, e nel 1872 si tennero due congressi distinti, uno in Svizzera: l’ internazionale antiautoritaria a Saint-Imier; L'Internazionale ortodossa marxista a New York. I congressi della Prima internazionale si tennero dal 1864 al 1876.per un ulteriore approfondimento su marxismo e anarchismo vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto fondamentale dell'anarchismo e come si è sviluppato nel corso dell'Ottocento?
- Chi è stato il principale esponente dell'anarchismo e quale ruolo ha avuto nella Prima Internazionale?
- Quali sono le differenze tra le idee di Marx e Bakunin riguardo allo stato?
- Qual è stato l'obiettivo principale della Prima Internazionale e quali soluzioni sono state proposte?
- Come si è evoluta la Prima Internazionale e quali conflitti interni ha affrontato?
L'anarchismo è una dottrina che prevede la mancanza di un potere centrale, in particolare dello stato, e si è sviluppato nel corso dell'Ottocento come risposta alle condizioni di vita degli operai. Il suo obiettivo è la creazione di una società in cui tutti gli uomini siano liberi e abbiano eguali diritti, come evidenziato nel testo.
Il principale esponente dell'anarchismo è stato Bakunin, che partecipò alla Prima Internazionale, un'importante riunione di socialisti europei. La sua presenza, insieme a quella di Marx, evidenziò le divergenze di opinione all'interno del movimento socialista, come riportato nel testo.
Marx e Bakunin condividevano l'idea che lo stato dovesse cessare di esistere, ma differivano nel modo in cui ciò dovesse avvenire. Marx credeva che la fine dello stato non dovesse essere immediata e non dovesse avvenire attraverso azioni violente, mentre Bakunin sosteneva un approccio più radicale, come descritto nel testo.
L'obiettivo principale della Prima Internazionale era migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, proponendo soluzioni pratiche come la riduzione delle ore lavorative. Questo è stato un passo fondamentale per unire le lotte operaie a livello sovranazionale, come indicato nel testo.
La Prima Internazionale, attiva dal 1864 al 1876, ha affrontato conflitti interni significativi, culminando nella divisione tra anarchici e marxisti. Nel 1872 si tennero congressi distinti in Svizzera e New York, evidenziando le divergenze ideologiche tra le diverse correnti, come riportato nel testo.