Idraulica e analisi dimensionale
Idraulica è la scienza che studia il comportamento dei liquidi, in particolare dell'acqua.
Idrostatica → spinte e galleggianti.
Idrodinamica → correnti in pressione, correnti a pelo libero.
Analisi dimensionale
Campi scalari e vettoriali
Campo scalare: b(x,y,z,t) = b(x,t) = ...
Campo vettoriale: b(x,t) = bx(x,t)xx + by(x,t)yy + bz(x,t)zz
b = |bx by bz| (es. campo d'acqua nel fabbricato)
Componente normale del campo: bm(x,t) = Mxbx(x,t) + Myby(x,t) + Mzbz(x,t)
M = Mxxx + Myyy + Mzzz → vettore normale.
Tensori e matrici
Tensore B = [ Bxx Bxy Bxz ][ Byx Byy Byz ][ Bzx Bzy Bzz ]
Quando risulta Bik = c Ȝik, il tensore è isotropo.
Tensore isotropo = tensore le cui componenti restano invariate per una rotazione del sistema.
Matrice identità: I = [ 1 0 0 ][ 0 1 0 ][ 0 0 1 ]
Modulo o norma: |b| = b = √3/√k-4kk = √(bx2 + by2 + bz2)
Idraulica e analisi dimensionale
Idraulica è la scienza che studia il comportamento dei liquidi, in particolare dell'acqua.
Idrostatica → spinte e galleggianti.
Idrodinamica → correnti in pressione, correnti a pelo libero.
Analisi dimensionale
Campo scalare: b(x,y,z,t) = b(x,t)
Campo vettoriale: b(x,t) = bx(x,t)xx + by(x,t)yy + bz(x,t)zz
Componente normale del campo: bm(x,t) = Mxbx(x,t) + Myby(x,t) + Mzbz(x,t)
M = Mxîx + Myŷy + Mzẑz → versore normale.
Tensore B = BxxBxyBxzByxByyByzBzxBzyBzz
Quando risulta Bik = c ĝik, il tensore è isotropo.
Tensore isotropo: tensore le cui componenti restano invariate per una rotazione del S.R.
Matrice identità: 100010001
Modulo o norma: |b| = b = √( bx2 + by2 + bz2/k1 + k2 + k3 )
Operazioni vettoriali
Prodotto scalare
Prodotto scalare di vettori: b · c = k=13∑ bk ck = bx cx + by cy + bz cz (prodotto componente a componente) = || || cosθ
cos 90° = 0, sin 90° = 1
cos 0° = 1, sin 0° = 0
Prodotto vettoriale
Prodotto vettoriale x = vettore → modulo || = || || sinθ
Direzione ⟂ al piano di verso: regole della mano dx x = (ax î + ay ĵ + az k̂) × (bx î + by ĵ + bz k̂) = det || = ay bz î - az by î + az bx ĵ - ax bz ĵ + ax by k̂ - ay bx k̂ = (ay bz - az by) î + (az bx - ax bz) ĵ + (ax by - ay bx) k̂ = cx î + cy ĵ + cz k̂
Operatore nabla
Operatore "Nabla": = î + ĵ + k̂
Gradiente: grad b = k=13∑ î = î + ĵ + k̂ = ∇b
Divergenza: div b = k=13∑ î bx + by + bz → = b(n.r. reale)
Rotore: rot b = | î ĵ k̂ | = î || + ĵ || + k̂ || = ∇ x b
Gradiente
Gradiente: ∇f(x,y) = (fx(x,y); fy(x,y))
Vettore che ha per componenti le derivate parziali nel punto considerato (x,y).
Il gradiente di f in un pt fornisce direzione e verso in cui cresce la funzione, cresce più rapidamente.
∇ funzione operatore che trasforma un campo vettoriale in un campo vettoriale.
Divergenza
Divergenza: scalare che misura la tendenza di un campo vettoriale a divergere o convergere verso un punto dello spazio.
È un operatore che trasforma un campo vettoriale in una funzione.
Mi dice quanto varia, ma non in che direzione.
Rotore
Rotore: il rotore del campo vettoriale è un campo vettoriale le cui componenti sono: * ∇ × Il rotore è un operatore che trasforma un campo vettoriale in un altro campo vettoriale.
(div B)x (div B)y (div B)z = [ ∂ ∂ ∂ ] [ Bx Bxy Bxz ] __________________________ ∂x ∂y ∂z Byx Byy Byz Bzx Bzy Bzz
Relazioni tra operatori
Nel caso dei campi siano di classe c4, valgono le relazioni:
grad (cb) = c grad b + (grad c)b
div (cb) = c div b + (grad c) . b
rot (cb) = c rot b + (grad c) ∧ b
Ossia:
∇(cb) = c ∇b + (∇c)b
∇ · (cb) = c ∇ · b + (∇c) . b
∇ ∧ (cb) = c ∇ ∧ b + (∇c) ∧ b
E poi, se i campi sono di classe c2, si ha:
rot grad b = ∇ ∧ ∇b = ∅
div rot b = ∇ . (∇ ∧ b) = ∅
E si può impiegare il laplaciano definito come:
∇2b = ∑k=13 ∂2b/∂xk2 = ∂2b/∂x2 + ∂2b/∂y2 + ∂2b/∂z2
∇2b = ∑k=13 b,kk = ix ∇2bx + iy ∇2by + iz ∇2bz
Si vede subito che:
∇2b = div grad b = ∇·∇b
∇2b = grad div b - rot rot b = ∇(∇·b) - ∇∧(∇∧b)
Teoremi integrali
Teorema di Gauss: ∫V ∂bi/∂xi dv = ∫A bni dA
Teorema del gradiente: ∫V grad b dv = ∫A bm dA
Teorema della divergenza: ∫V div b dv = ∫A bi·n dA
Formula di Kelvin: ∫A m·rot b dA = ∫V b dℓ
Determinanti di matrici
Determinante matrice 2x2:
A = (a₁ b₁/a₂ b₂)
det. A = a₁·b₂ - b₁·a₂
Determinante matrice 3x3:
A = (a₁ b₁ c₁/a₂ b₂ c₂/a₃ b₃ c₃)
det. A = a₁ (b₂ c₂/b₃ c₃) + (-b₁) (a₂ c₂/a₃ c₃) + c₁ (a₂ b₂/a₃ b₃)
Grandezze e unità di misura
Grandezze fondamentali → Grandezze derivate.
- L lunghezza
- T tempo
- M massa
- Θ temperatura
Meccanica dei continui - fluidi.
Analisi dimensionale
[G] = Lα Tβ Mγ
Eq fondamentale della dinamica F = ma = m dv/dt
[F] = M L T-2 V.G. grandezza
Numero puro: rapporto tra due grandezze aventi le stesse dimensioni, il suo valore non dipende dalle u.d.m.
[N] = [M0 L0 T0] (eq. dimensionale di un numero puro)
π è un numero puro: rapporto tra una cfr e il suo cl.
Tre grandezze A1, A2, A3 si dicono dimensionalmente indipendenti quando:
LMT A1α1β1γ1 A2α2β2γ2 A3α3β3γ3 ≠ 0 il det. ≠ 0
[V L T]10-1100011 = 0
Queste grandezze non sono dimensionalmente indipendenti.
(es) accelerazione massa velocità
det. A = 0
det. A ≠ ϕ
Teorema di Buckingham
Teorema di Buckingham o Teorema πt:
(Th. fondamentale dell'analisi dimensionale) Assicura la riduzione del numero di variabili che appaiono, mezzo riduzione tramite la definizione di una relazione equivalente tra m-j più ricchetti di parametri adimensionali.
Se una grandezza fisica X1 dipende esclusivamente da m-1 variabili “indipendenti X2, X3, …, Xm tramite una reazione dimensionale omogenea del tipo:
X1 = φ1 (X2 X3 … Xn)
Questa può essere riscritta nella forma:
φ2 (X1, X2, X3, …, Xn) = ϕ
Th ᵀᵀt assicura che se le m grandezze possono essere espresse in funzione di dimensioni fondamentali 0aderì, esiste una relazione equivalente tra m-j parametri adimensionali πᵢ del tipo:
F (π1, π2, π3, …, πm-j) = ϕ
Il modo più noto per determinare parametri adimensionali ciè il metodo delle variabili ripetute che comprende 6 fb(a.
Metodo delle variabili ripetute
(es) Pallino di cadì nel quota det. la legge del moto z (t) = quota della pallina istante per istante v0 = velocità iniziale z0 = quota iniziale g = costante gravitazione.
Poso esprimere il problema con un numero variabili, apportando lo Th π.
Fase 1
Elencare i parametri del problema e contare il numero totale m.
M = 5, z può essere espressa come: z = f(t, No, zo, g)
Fase 2
Elencare la dimensioni fondamentali di ciascuno degli m parametri.
[z] = [L]
[t] = [T]
[No] = [L]-1 [T]-1
[zo] = [L]
[g] = [L] [T]-2
Fase 3
Stima della riduzione.
Grado di riduzione j uguale al numero di dimensioni fondamentali. I calcoli k = m - j gruppi di parametri adimensionali:
Nel problema ci sono 2 dimensioni fondamentali: [L,T] pertanto j = 2 k = m - j, 5 - 2 = 3
Fase 4
Scegliere le j variabili ripetute.
Essendo j = 2 → scegliere 2 variabili ripetute.
- Escludere la variabile dipendente → z
- Escludere variabili che combinate fra loro possano formare gruppi adimensionali → zo
- Scegliere le variabili ripetute
- Escludere le variabili adimensionali
- Escludere variabili aventi le stesse dimensioni fondamentali → zo
- Minimizzare le costanti alle variabili
- Favorire le variabili più comuni
- Scegliere variabili semplici aventi una o due dimensioni fondamentali
In questo caso, No e zo.
Fase 5
Determinazione dei parametri Π.
I parametri Π sono dati dal prodotto delle variabili ripetute e di una delle variabili riferimenti del primo gruppo. Ad esempio il Π dipendente è contiene la variabile dipendente, per cui:
Π1 = Z · l0a1 · b1a1, b1 cost. da determinare.
Pongo a0 = φ b0 = φ a0 = b0
[Π1] = [L0 T0] = [Z · l0a1 · b0b1] = [L1 (L T-2)a1 (L)b1]
Π1 adimensionale.
def: "Le dimensioni fondamentali sono indipendenti l'uno dalle altra" ⇒ posso uguagliare gli esponenti:
[L0] = l0a1
[T0 = L T-2]
φ = -1 + a1 + b1
b1 = -1
Così ottengo Π1 = Z / Z0
Analogamente Π2 (indipendente) è dato dal prodotto delle variabili ripetute con la variabile t:
Π2 = t · l0a2 · b0b2
[Π2] = [L0 T0] = [t · a2 b2 ]
0 = -1 a2
a2 = -1
0 = a1 + b2
b2 = -1
Quindi risolvo: Π2 = t · v0 / Z0
Analogamente Π3 = g · l0a3 · b3b3
[Π3] = [L0 T0] = [g · L T-2 · l0a3 l0b3 ]
0 = -1 + 2 + b3
b3 = 1
0 = -2 a3
a3 = -2
Quindi risolvo: Π3 = g · z0 / V02
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Grandezze, analisi dimensionale e algebra vettoriale prima parte
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