Concetti Chiave
- Gli allevamenti di suini possono essere a ciclo chiuso, che gestiscono l'intero processo dalla riproduzione alla macellazione, o a ciclo aperto, che si concentrano su riproduzione o ingrasso.
- Le norme alimentari negli allevamenti cambiano frequentemente, con un uso ridotto di cellulosa e una forte dipendenza da alimenti altamente raffinati per garantire un'ottima crescita e conversione alimentare.
- Il fabbisogno nutrizionale dei suini è calcolato principalmente in base alla proteina grezza e agli amminoacidi essenziali, con particolare attenzione a lisina, metionina, treonina e triptofano.
- Il rapporto ottimale di minerali come calcio e fosforo è fondamentale, con la necessità di iniezioni di ferro per i suinetti a causa delle scarse riserve alla nascita.
- Per i suinetti fino a 30 kg, è consigliato l'uso di pellet o sbriciolati per prevenire ulcere esofagee, nonostante il costo maggiore di questi mangimi rispetto agli sfarinati.
Gli allevamenti possono essere:
- A ciclo chiuso, ossia che vanno dai riproduttori fino al suino a fine ciclo.
- A ciclo aperto, che possono essere da riproduzione (con suinetti venduti a circa 25-40 kg) o da ingrasso (che accolgono i suinetti di 25-40 kg e li portano al peso di macellazione).
Indice
Norme e alimentazione negli allevamenti
Le norme relative a questi allevamenti cambiano di continuo. In questi allevamenti c’è uno scarso utilizzo di cellulosa ed emicellulosa. I suini, che dalla nascita vengono abituati a gestire alimenti molto raffinati, non si adattano ad utilizzare la cellulosa. Inoltre gli ibridi commerciali sono adattati a convertire alimenti per il quale si hanno quote di nutrienti ed energia strettamente determinate: come per i broiler, anche per i suini si sa che utilizzando un alimento piuttosto che un altro, si otterrà il massimo accrescimento ponderale giornaliero oppure il massimo indice di conversione alimentare. In queste condizioni, un aumento anche minimo della fibrosità della razione diminuisce la digeribilità della sostanza secca, con conseguenze importanti. La redditività di questo allevamento è abbastanza risicata, quindi se ci sono delle perturbazioni del mercato, facilmente questi allevamenti vanno in perdita (es. questione della peste suina africana). Per calcolare i fabbisogni in allevamento intensivo normalmente si utilizza l’energia metabolizzabile. Gli alimenti destinati al suino hanno una metabolizzabilità dell’energia digeribile fissa molto alta quindi normalmente si può utilizzare anche l’energia digeribile. Il presupposto su cui si basa l’utilizzo dell’energia digeribile è che dal punto di vista genetico gli animali siano tutti uguali (fattibile utilizzando gli ibridi) e che le razioni siano molto simili le une alle altre.
Quali sono i fabbisogni nutrizionali dei suini?
Il fabbisogno proteico viene calcolato in proteina grezza, che viene usata poiché di azoto non proteico ce n’è molto poco negli alimenti dei suini e la digeribilità di queste proteine è circa 95%. Si utilizzano tuttavia anche i dati relativi alla composizione degli alimenti in amminoacidi essenziali, con amminoacidi limitanti lisina, metionina, treonina e triptofano.
Minerali e vitamine per i suini
Per quanto riguarda il fabbisogno minerale, calcio e fosforo hanno un rapporto 3:1 o 1:1 a seconda della categoria di animali, il rapporto calcio/zinco è 125:1. Nei suinetti alla nascita ci sono scarse riserve di ferro, per cui si fanno iniezioni di ferro destrano dietro l’orecchio. Il fosforo fitinico non è utilizzato bene, al 60-70% negli adulti, al 30% nei suinetti, per cui sono necessarie le fitasi. Per quanto riguarda le vitamine liposolubili e idrosolubili, vengono sempre aggiunte. Il suino è un onnivoro vorace.
Alimentazione dei suinetti
Fino a 30 kg bisogna utilizzare pellet o sbriciolati poiché in questa fase l’utilizzo degli sfarinati può dare dei problemi di ulcere esofagee (gli sfarinati sono talmente dannosi che nonostante il costo elevato del pellet e dello sbriciolato, si prediligono questi mangimi). Successivamente si possono utilizzare gli sfarinati grossolani.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra allevamenti a ciclo chiuso e a ciclo aperto?
- Qual è l'importanza della composizione alimentare negli allevamenti di suini?
- Come vengono calcolati i fabbisogni nutrizionali dei suini?
- Quali sono le pratiche alimentari raccomandate per i suinetti fino a 30 kg?
Gli allevamenti a ciclo chiuso vanno dai riproduttori fino al suino a fine ciclo, mentre quelli a ciclo aperto possono essere da riproduzione (con suinetti venduti a 25-40 kg) o da ingrasso (che accolgono suinetti e li portano al peso di macellazione).
La composizione alimentare è cruciale poiché gli ibridi commerciali sono adattati a convertire alimenti con nutrienti ed energia specifici; un aumento della fibrosità della razione può ridurre la digeribilità, influenzando negativamente la redditività dell'allevamento.
I fabbisogni nutrizionali dei suini vengono calcolati in base alla proteina grezza e agli amminoacidi essenziali, con particolare attenzione a quelli limitanti come lisina, metionina, treonina e triptofano, per garantire una nutrizione adeguata.
Fino a 30 kg, è consigliato utilizzare pellet o sbriciolati per evitare problemi di ulcere esofagee, poiché gli sfarinati possono essere dannosi; successivamente, si possono introdurre sfarinati grossolani.