Concetti Chiave
- Alfieri scrive "Mirra" nel 1785, ispirandosi alla "metamorfosi" di Ovidio per esplorare l'incesto e i conflitti interiori della protagonista.
- Il dramma si sviluppa attorno alla disperazione di Mirra, la quale rifiuta il matrimonio con Pereo e cerca aiuto dalla nutrice per porre fine alla sua vita.
- La tragedia presenta un cambiamento drammaturgico, ambientata in un contesto familiare privo di tiranni esterni, dove l'amore e la follia di Mirra sono al centro della narrazione.
- Mirra è descritta come una persona innocente, oppressa dalla sua passione e in lotta per preservare la propria virtù, culminando nel tragico suicidio finale.
- Il conflitto di passioni di Mirra riflette un'ironia tragica, evidenziando il contrasto tra il suo ideale di purezza e la fuga da se stessa.
Origini e ispirazione della Mirra
Alfieri stende in prosa Mirra nel dicembre del 1785 per poi stamparla nel 1789. Con la Mirra, Alfieri si ispira alla “metamorfosi” di Ovidio. Alfieri decide di parlare di Mirra poiché cerca di trattare in maniera leggera non solo l’incesto ma anche la lotta interiore di Mirra nel dominio delle passioni.
Conflitti familiari e interiori
La nutrice Euriclea e i genitori Cecri e Ciniro si interrogano sulla disperazione di Mirra; fino ad arrivare alla conclusione che ella non voleva sposare Pereo, figlio del re d'Epiro.
Pereo innamorato di Mirra chiede un colloquio prima con Ciniro e poi con Mirra dove dichiara i suoi sentimenti. Mirra alla fine dell’atto chiede aiuto alla nutrice per togliersi la vita.
L’ostentazione nell’annullare il matrimonio mette in crisi Mirra che vuole solo scappare di casa. Durante l’atto Cecri confessa al marito il timore di aver probabilmente offeso Venere. L’atto si conclude con l’approvazione del matrimonio con Pereo.
Il quarto atto si apre con la celebrazione del matrimonio, che però verrà interrotto dal malessere di Mirra; proseguirà con il suicidio di Pereo e l’incontro tra Mirra e il padre dove ella confesserà il suo dissidio interiore. Il padre però sarà disgustato dalla figlia, questo gesto porterà Mirra al suicidio.
(Mirra non rivelerà mai esplicitamente i propri sentimenti, ma si capirà con la frase "Oh madre mia felice!... almen concesso a lei sarà... di morire... al tuo fianco..."
Tragedia e cambiamento drammaturgico
In questa tragedia c’è proprio un cambiamento dal punto di vista drammaturgico; l'ambientazione e le caratterizzazioni potrebbero essere quelle del teatro borghese: tutto avviene in un contesto familiare improntato a sensibilità e tenerezza, dove non esistono conflitti al di fuori della follia che sconvolge la protagonista e dove il tema centrale è l'amore. È assente una vera e propria figura di tiranno e il protagonista mostra il suo eroismo non contro un nemico esterno, ma solo nella propria lotta alla passione che la consuma.
Il conflitto di Mirra e la passione
Mirra è una vittima incolpevole della passione che prova e in questo caso il tiranno è la passione stessa che opprime la
ragazza. Dalla tragedia si può appunto evincere un’ironia tragica legata al tema passionale verso la persona sbagliata.
La situazione conflittuale di Mirra è alla base di tutti i sentimenti delle tragedia di Alfieri, Mirra, (figura positiva) (infelicità, innocenza e pietà) contro la colpevolezza della tirannide (passione).
Alfieri descrive Mirra come una persona innocente che fino alla fine non soccombe alle sue passioni ma le domina, preservando la sua virtù e integrità. Il conflitto di passioni è affiancato dal tentativo di affermare un ideale di purezza e, allo stesso tempo, anche di fuggire da se stessi. Il suicidio che chiude la tragedia è l'estrema realizzazione di queste due soluzioni apparentemente opposte.
Domande da interrogazione
- Qual è l'ispirazione principale dietro la tragedia "Mirra" di Alfieri?
- Quali sono i conflitti principali che Mirra affronta nella tragedia?
- Come viene rappresentato il cambiamento drammaturgico nella tragedia?
- Qual è il significato del suicidio di Mirra alla fine della tragedia?
Alfieri si ispira alla "metamorfosi" di Ovidio per trattare temi complessi come l'incesto e la lotta interiore di Mirra, cercando di affrontarli in modo leggero (testo).
Mirra si confronta con conflitti familiari e interiori, in particolare il suo rifiuto di sposare Pereo e la disperazione che ne deriva, culminando in un desiderio di suicidio (testo).
La tragedia presenta un cambiamento drammaturgico, ambientata in un contesto familiare e sensibile, dove il conflitto principale è interno e legato alla passione, piuttosto che a un nemico esterno (testo).
Il suicidio di Mirra rappresenta l'estrema realizzazione del conflitto tra il tentativo di preservare la propria virtù e l'oppressione della passione, simboleggiando una fuga da se stessa (testo).