Acquisizione delle lingue e didattica
Semestre invernale 2021
Professoressa: Francesca Moro
22 settembre 2021
Libri
- Fondamenti di glottodidattica. Apprendere e insegnare le lingue oggi
- Grammatica. Insegnarla e impararla
Cosa significa apprendere un’altra lingua?
- Apprendere un’altra lingua significa essere in grado di comprendere ed esprimersi in una L2, immedesimandosi nella cultura della lingua di riferimento.
- Diversa categorizzazione del reale > rendersi conto delle differenze anche culturali di un popolo che si riversano poi sulla lingua.
- Comportamenti e stilemi culturali diversi > es. vestemica, prossemica…
- Thinking for speaking > pensare in maniera diversa quando si apprende una seconda lingua.
La glottodidattica: cenni storici-epistemologici
Cos’è la glottodidattica?
- Disciplina teorico-pratica che comprende sia le scienze del linguaggio che quelle dell’educazione.
- Disciplina non monolitica ma costellazione disciplinare.
- Nasce nel 1942 (per convenzione) con il saggio di Bloomfield “Outline guide for the practical study of foreign languages”.
- Primo che riflette su come insegnare una lingua.
- Prima l’insegnamento consisteva in grammatica-traduzione, memorizzazione delle regole e delle eccezioni su modello latino (lingua scritta e soprattutto morta).
- Grammaticalismo > insegnamento della grammatica come elemento fondamentale e svolgimento di esercizi.
- La lezione prevede l'insegnamento di una struttura linguistica e non di una funzione linguistica.
- Ruolo marcato dell’insegnante > conosce la grammatica e fa svolgere gli esercizi.
- Gli studenti di lingue devono gettare via tutte le conoscenze pregresse e iniziare con una tabula rasa.
- Imparare ad ignorare tutti i tratti delle lingue, specialmente la propria.
- Nella pratica l’eliminazione totale della L1 è impossibile seppure potrebbe essere estremamente utile per la comprensione.
- Iperapprendimento > continua imitazione del parlante nativo, svolgimento di esercizi e riflessione sul linguaggio in generale.
- Insegnante non di grande utilità > l’apprendente lavora da solo per interiorizzare la lingua.
- Porta l’attenzione sull’oralità della lingua.
- Inizia una stagione riformatrice (fine XIX sec e inizio XX sec) > nascita dei metodi base della glottodidattica (fonetica e psicologia comportamentista).
Fonetica
- Nozione di fonema e formulazione dell'alfabeto internazionale (IPA).
- Primi studi di fonetica contrastiva a fine Ottocento.
- Primi studi sull’inglese come lingua straniera (ancora non era la lingua veicolare).
Psicologia comportamentista
- Lingua materia sonora > va ascoltata e ripetuta a lungo fino a creare una seconda natura.
- Lingua è comportamento > ogni azione linguistica è risposta ad uno stimolo.
- Importanza del contesto > complessità del sistema linguistico.
- Procedimento induttivo e osservazione.
- Rifiuto di categorie esplicative grammaticali > imitare l’acquisizione della prima lingua o lingua madre.
- Arrivare all’automatismo senza passare per la riflessione.
Metodo diretto
- Imitazione stimolo -> risposta -> rinforzo.
- Francois Gouin > studio del tedesco comprende l’importanza di studiare con le orecchie e non con gli occhi.
- Associazione di un comportamento alla lingua.
- Metodo dei bambini.
- Metodo delle serie > una ventina di frasi che vanno memorizzate e associate ad una certa azione da eseguire nel momento.
- Serie oggettive > relative al linguaggio oggettivo, su temi generali (es casa, società, vita nella natura, professioni).
- In totale, 50.000 frasi costituite da 8.000 parole.
- Serie soggettive > linguaggio per commentare i fatti (davvero, sono d’accordo, non credo…).
- Linguaggio figurato > da apprendere dopo quello oggettivo (es prima sradicare l’albero poi sradicare il vizio).
Linguistica pedagogica del XIX secolo
- Ologrammatica > divisa in tre elementi fondamentali: verbo, modalità (per cogliere le sfumature di significato) e funzione (sintassi).
- Muoversi nella lingua viva, comunicazioni reali.
- Grammatica non indispensabile per l’apprendimento.
- Insegnare prima ciò di cui facciamo esperienza con i sensi.
Sweet, Jespersen e Palmer
- Concetto di comunicazione.
- Unità minima (di senso) della lingua > frase (non parola).
- Lingua studiata nella sua organizzazione generale, non tramite analisi dei dettagli.
- Oralità > contatto diretto prolungato con la lingua, immersione nella L2.
- Grammatica “inventiva” > scoperta dall’allievo assieme al maestro (metodo induttivo).
Metodo grammaticalista
- Grammatica guida gli argomenti.
- Regole, nozioni e esercizi applicativi.
- Esposizione lineare o parziale e graduale.
Metodo deduttivo e induttivo
Deduttivo > dal generale al particolare, dalla regola alla sua applicazione.
- Più veloce.
- Lezioni più facili da organizzare.
- Studenti passivi.
- Regole come meccanismi astratti e come punto di partenza.
Induttivo > dai casi particolari al generale, dal testo alla regola.
- Più lungo.
- Lezioni meno prevedibili.
- Studenti più attivi.
- Regola vista come necessità.
- Input deve essere comprensibile e calibrato.
- Approccio dipende dall’argomento grammaticale.
- Arrivare gradualmente e autonomamente alla regola.
Quadro comune (2002)
- Sviluppare una competenza grammaticale in maniera induttiva con l’esposizione a nuovi elementi grammaticali contenuti in:
- Testi autentici.
- Nuovi elementi grammaticali, classi, categorie, regole inseriti in testi ad hoc.
- Facendo esprimere gli apprendenti ed aiutandoli a riformulare le loro ipotesi.
- Con la presentazione di paradigmi formali, tavole morfologiche etc seguite da spiegazioni ed esercizi.
Competenza linguistico comunicativa
- Competenze linguistiche > competenza lessicale, grammaticale, semantica, fonologica, ortografica.
- Competenze sociolinguistiche > elementi che segnalano i rapporti sociali, regole di cortesia, espressioni di saggezza popolare, differenza di registro, varietà linguistiche e di accento.
- Competenze pragmatiche > competenza discorsiva, funzionale.
Approccio comunicativo
- La lingua serve per scopi comunicativi e risoluzione di problemi.
- Grammatica non punto di arrivo ma strumenti per esprimersi.
- Presentazione delle regole non segue un ordine prestabilito in base alla difficoltà ma in base all’esigenza.
- Insegnamento della grammatica dopo l’esposizione ai testi e presentata in contesto.
- Materiale utilizzato autentico.
- Tutte le attività proposte agli studenti sono di tipo comunicativo.
Glottodidattica agli esordi in Italia
- Grammaticalismo > escludere dai licei tutto ciò che era pratica.
- Prestigio delle lingue classiche > favorire la grammatica.
- Lingua solo in funzione della letteratura.
- Ruolo marginale del lettore.
- Lingua parlata penalizzata.
- Corrispondenze scritte.
Negli anni ‘60, Giovanni Freddi pubblica Metodologia didattica delle lingue straniere.
- Prima cattedra di “Didattica delle lingue straniere”.
- Più spazio all’apprendimento della lingua.
- Triangolo didattico > apprendente - lingua - insegnante.
- Lingua e civiltà > importanza del contesto.
- Lingua - civiltà - cultura - intercultura.
- Competenza comunicativa, non solo linguistica.
Nel 1975, vengono pubblicate le Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica del GISCEL.
Dimensioni della glottodidattica
- Dimensione interna > (glottocentrica e teorica) studi delle lingue basati sull’interazione tra docente e discente, discente e discente e tra discente e contesto.
- Dimensione esterna > (didattico centrica) studi più applicativi, spendibili nella pratica quotidiana dell’insegnante (nozioni di approccio, metodo, curricolo, sillabo, unità didattica etc).
- Competenza comunicativa plurilingue e interculturale > competenza d’uso in più lingue, a gradi diversi di competenza, sviluppando abilità diverse per scopi diversi.
- Stretta connessione a una dimensione geopolitica e cognitiva.
- Glottodidattica > scienza dell’educazione plurilinguistica.
Modello dell’interdipendenza linguistica
Cummins 1979
- Modello dell’iceberg > elementi superficiali di L1 e L2 separati ma base nascosta comune.
- Multicompetenza.
- Quando si parla una lingua è difficile effettivamente inibirne un’altra proprio per le basi che esse condividono.
- Adulti sono più veloci rispetto ai bambini nell’acquisizione di una lingua grazie alle basi delle altre lingue.
Acquisizione e apprendimento di una lingua
29 settembre 2021
Acquisizione di una lingua materna
- Avviene in età infantile.
- In ambito famigliare.
- Può ripetersi i vari modi e stadi della vita (anche in età avanzata).
- Lingua materna (prima, background language o L1).
Acquisizione L2 (L3…)
- Esperienza simile a quella della L1 ma non coincidente.
- Fattore età > i bambini hanno buona plasticità neurale che favorisce nuove connessioni e sinapsi tra neuroni e eventuali riorganizzazioni e recuperi in caso di lesioni.
- C’è chi fissa il periodo fino ai 5 / 6 anni e chi fino alla pubertà (12 / 13).
- Probabilmente la verità sta nel mezzo.
Acquisizione (linguistica) vs apprendimento (linguistico)
- Acquisizione (acquisition) processo inconsapevole, simile a quello della L1, nessun insegnamento esplicito solo vivendo in un contesto in cui si parla la L2.
- Apprendimento (learning) processo consapevole focalizzato sulla lingua da apprendere.
Input
- Materiale linguistico in lingua target (orale o scritto) a cui l'apprendente è esposto.
- Dati linguistici in entrata.
- Innesca l’acquisizione.
- Senza input non può iniziare l’acquisizione.
Intake
- Non tutti i dati in entrata vengono percepiti ed elaborati.
- Parte di input che viene elaborato e che costituisce la grammatica che stiamo apprendendo.
- Una parte viene percepita ma non elaborata, una parte viene ignorata.
- Introdotto da Corder > apprendente seleziona una certa porzione dell’input come oggetto di attenzione con i propri meccanismi senza che l’insegnante possa avere controllo sul processo di acquisizione.
Output
- Produzione (orale o scritta) in L2.
- La produzione ha effetti benefici sull’accuratezza e fluenza.
- Prodotto all’interno di scambi comunicativi con altri interlocutori (o in forma individuale).
Lingua target
- Sistema linguistico a cui mirano i bambini o i parlanti L2.
Bilinguismo precoce
- Simultaneo (dalla nascita) o consecutivo (dai 3 anni).
Bilinguismo tardivo
- Lingua appresa dopo i 6 / 7 anni.
Fattore modo
- Spontaneo quando la L2 è utilizzato nell’interazione sociale.
- Guidato il contatto con la L2 avviene solo in classe (si parla più di lingua straniera LS).
- Misto quando la L2 è appresa sia nell’interazione sia nei corsi di lingua.
Fattore età
| Precoce | Tardivo |
|---|---|
| Spontaneo > Bambini bilingui figli di matrimoni misti | Ragazzi o adulti che emigrano |
| Misto > Bambini emigrati che seguono corsi di lingua in una scuola | |
| Guidato |
Tratti in comune tra acquisizione di L1 e L2
- Processi di socializzazione la lingua serve per comunicare (è uno strumento) all’interno di un certo gruppo sociale.
- Risorse cognitive e articolatorie proprie esclusivamente della specie umana.
- Fasi di sviluppo ricorrenti e comuni.
- Errori evolutivi forme davanti dalla lingua target, principalmente dovuti a processi di analogia (la problema, dicete).
- Strutture marcate spesso hanno problemi con queste strutture più complesse e meno diffuse (es [str] o [rs] in italiano).
Principali differenze tra L1 e L2
- Per il bambino imparare la lingua va di pari passo con lo sviluppo di altre capacità (deambulazione, categorizzazione del reale).
- L1 acquisizione parallela allo sviluppo cognitivo e alla socializzazione primaria.
- L2 sviluppo cognitivo già avanzato e pregresse conoscenze.
- Avviene in individui che conoscono già un’altra lingua, ha quindi informazioni utili > risorse cognitive e socio-interazionali più complesse.
- Allo stesso momento queste risorse possono portare a interferenze tra i sistemi linguistici.
- Nell’apprendimento di una L2 le differenze individuali hanno maggior peso (attitudine, motivazione, personalità).
- Stadio finale L1 buono per tutti, L2 si possono avere fossilizzazioni.
- Plasticità neurale > favorisce connessioni fra neuroni, decresce con l’età con il progredire della lateralizzazione del linguaggio.
- Periodo critico > periodo favorevole per l’acquisizione di una lingua, dopo il periodo critico la plasticità neurale diminuisce.
- Metodo di acquisizione diverso > L1 apprendimento implicito, L2 apprendimento esplicito.
- Metodo induttivo > bambini e preadolescenti che ancora non possiedono una capacità di astrazione.
- Metodo deduttivo > gli adulti hanno già una conoscenza sia in campo linguistico che in altri campi (consapevolezza delle regole).
Fattori di apprendimento L2
Fattori linguistici
- Marcatezza (raro, complesso, periferico).
- Caratteristiche formali e strutturali della L2 (categorie e tratti centrali).
- Lingua materna o L1 (transfer in aree marcate, fonetica > lessico > morfosintassi > morfologia).
Fattori extralinguistici
- Età (periodo critico, lateralizzazione della corteccia cerebrale).
- Motivazione (integrativa, strumentale, intrinseche).
- Ansietà.
- Personalità (estroverso, introverso).
- Attitudine (language aptitude > abilità fonetica, sensibilità grammaticale).
- Fattori sociali (distanza sociale, classe, sesso, rete sociale, gruppo etnico).
- Fattori interazionali (contesto, input).
Punti di forza dell’apprendimento di L1
- Più forte il legame tra lingua e identità personale e di gruppo.
- L’input linguistico più abbondante e calibrato (motherese, child-directed speech).
- Più favorevole > maggiori ripetizioni, collegamento azione e lingua (uso di domande, modo imperativo), supporto degli interventi dell’apprendente (scaffolding).
- Intonazione esagerata, iperareticolazione dei suoni, tono di voce alto, velocità ridotta, enunciati brevi, vocabolario ridotto e concreto.
- Nato per rassicurare il bambino quando la madre si allontana.
- Ci sono però anche culture nelle quali non si parla ai bambini fino a quando questi non sono in grado di parlare > il baby talk non è quindi fondamentale per l’apprendimento.
- Possibile grazie alla presenza del LAD (Language Acquisition Device).
Il foreigner talk
- Modo semplificato per parlare ad interlocutori stranieri.
- Varietà di lingua che il parlante nativo seleziona per interagire con un non nativo, specialmente quando nota che il nativo possiede una competenza bassa.
- Simile al baby talk per la semplificazione, ma il foreigner talk spesso è anche sgrammaticato.
- Fa malissimo all’apprendimento di un parlante > dovrebbe facilitare ma confonde.
- Si distingue a diversi livelli dal modo di rivolgersi ai nativi.
- Semplificazione > pronuncia più lenta, volume più alto, pause più lunghe, grammatica sbagliata, omissione di elementi grammaticali, espansione, (uso ridondante dei pronomi nelle lingue in cui possono essere omessi), sostituzione/riorganizzazione delle forme linguistiche (es infinito al posto delle varie forme verbali).
- Fa parte della competenza dei parlanti nativi > sono in grado di cambiare “target”.
Il teacher talk
- Usato dai docenti.
- Mai sgrammaticato ma simile al foreigner talk.
- Meno grossolanamente calibrato sulle reali competenze degli ascoltatori.
- Utilizza strategie e strumenti pedagogici (immagini, grafici, audiovisivi).
- Entrambi sono generi di parlato modificato e hanno quindi tratti simili.
Input modificato
- Trattare i temi brevemente, non insistere sui dettagli.
- Usare ritmo lento.
- Non usare espressioni dialettali o gergali.
- Accentare parole chiave.
- Scomporre gli enunciati in struttura tema/rema.
- Scomporre i blocchi informativi semanticamente complessi.
- Non usare allusioni, ironia, espressioni a doppio senso.
- Forme di semplificazione morfologica e sintattica.
- Confermare propria comprensione in modo esplicito.
- Controllare la comprensione chiedendo feedback.
- Fornire ripetizioni grammaticali di parti di espressioni non grammaticali.
Acquisizione e apprendimento L2
Quattro filoni teorici:
- Modelli innatisti enfatizzano il LAD (linguaggio innato) per l’acquisizione L1 e L2 - Chomsky > il bambino non copia/imita, ma crea/produce (grammatica generativa).
- Modelli cognitivo-funzionali abilità cognitive innate ma non deputate al linguaggio; acquisizione come processo guidato da principi cognitivi generali e motivazioni funzionali - il bambino fa leva su determinati meccanismi (non un determinato dispositivo come il LAD) che lo aiutano a costruire anche una lingua.
- Modelli ambientalisti correlano l’acquisizione di L1 e L2 a fattori psicosociali e al ruolo dell’ambiente.
- Modelli integrati cercano di tenere in conto i vari fattori.
Modelli innatisti
Teoria di Krashen
- Tre operatori mentali nel cervello.
- Elaborazione e organizzazione dell’input.
- Filtro (socio-affettivo) e organizzatore (L1) sono subcoscienti - incidono sul filtro gli stati emozionali, l’attitudine e sia la motivazione integrativa (desiderio di partecipare alla vita della comunità) sia quella strumentale (desiderio di saper parlare la L2 per ragioni pratiche).
- Monitor è cosciente - ambiente linguistico fornisce un input ottimale per l’acquisizione.
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