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Abitazioni romane



La domus o villa era un'abitazione con sviluppo a pianterreno. Dall'ingresso, attraverso il vestibolo, si entrava nell'atrio, uno spazio quadrangolare con apertura sul tetto, il cosiddetto "compluvium" abbellito con portici, statue e vasi di fiori ; al centro vi era un piccolo bacino quadrato (l'impluvium) che raccoglieva le acque piovane.
L'atrio era il centro della vita familiare; questo nucleo, secondo la moda ellenistica, spesso era ampliato da un altro corpo che si sviluppava attorno ad un ampio cortile circondato da un colonnato (il peristilium). Il peristilio era abbellito da aiuole, vasi con piante, vasche e fontane.

Oltre a questo tipo di abitazione con il giardino all'interno, vi erano le case signorili con il giardino sul retro dell'edificio ; questo giardino si estendeva lungo l'asse principale della casa e come elemento centrale aveva un lungo canale d'acqua fiancheggiato da vialetti e da aiuole.

Nel mondo imperiale le ville, oltre agli edifici abitativi, includevano le terme, le biblioteche, i teatri e anche gli anfiteatri. Questi edifici erano sistemati a gruppi e il Giardino serviva spesso come elemento di collegamento; l'esempio più grandioso è quello della Villa di Adriano a Tivoli.