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Le pensioni e l'istruzione


Il caso delle pensioni

Un sistema pensionistico di mercato è fondato sulla domanda e sull'offerta, da parte di famiglie e di imprese rispettivamente, di contratti di assicurazione. Le prime sottoscrivono tali contratti in funzione dei propri bisogni e nei limiti delle proprie possibilità di accantonamento; le seconde si fanno concorrenza cercando di offrire il massimo rendimento futuro delle somme versate. In un sistema previdenziale pubblico, invece, è lo Stato a definire gli standard pensionistici; lo Stato poi obbliga i singoli cittadini a contribuire al sistema secondo criteri prestabiliti, in modo da trasferire ricchezza dove ce n'è meno.

Il caso dell'istruzione

Si potrebbe ipotizzare un sistema in cui le imprese che hanno bisogno di tecnici istruiti, li "formano" direttamente al proprio interno, sostenendo i costi per la loro specializzazione professionale. Questo investimento sarebbe altamente rischioso per le stesse imprese perché un tecnico che per esempio si licenzia per essere assunto da un'altra impresa porterebbe con sé e a vantaggio di questa, il "capitale" di formazione ricevuto. Se, facendo un altro esempio, ci fossero soltanto scuole e istituti a pagamento (privati), i costi ricadrebbero interamente sui singoli: i meno abbienti e i meno avveduti resterebbero così esclusi dall'istruzione. Per queste ragioni è opportuno, secondo i più, che il sistema di formazione sia prevalentemente pubblico, obbligatorio per tutti gli individui e finanziato dalla collettività.
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