PURGATORIO - CANTO I
Il primo canto si svolge sulla spiaggia ai piedi della montagna del Purgatorio all’alba della domenica di Pasqua del 10 Aprile 1300. Esso rappresenta il preludio all’intera cantica del Purgatorio di cui anticipa molte caratteristiche, sia nei contenuti che nel tono poetico.
-PROEMIO: il canto si apre con un proemio (omaggio alla tradizione greca) diviso in 2 parti:
PROTASI: parte in cui l’autore indica l’argomento: il viaggio nel Purgatorio
INVOCAZIONE: Dante invoca le Muse, in particolare Calliope perché era la Musa della poesia greca. La nomina per poter introdurre il Mito delle Piche: la Musa era stata scelta per gareggiare con 9 sorelle che si vantavano di essere abilissime nel canto; la Musa vince la sfida e trasforma le 9 donne in Piche(gazze dalla voce stridula). Il mito delle Piche serve a introdurre il tema dell’umiltà (le giovani erano state troppo superbe pensando di poter vincere contro la dea), per Dante il cristiano deve essere umile e capire che la sua vita non è importante.

-NARRAZIONE: dopo il proemio Dante inizia la narrazione che permette di offrire indicazioni spazio-temporali. Dante dice quando il viaggio ha inizio: all’alba della domenica di Pasqua de 10 Aprile (la Risurrezione di Cristo, il simbolo della speranza). Offre poi indicazioni astronomiche: si trova sotto l’influenza della costellazione dei Pesci (è primavera).
Introduce il primo personaggio la cui vista suscita timore: Catone l’Uticense. Lo sceglie come custode del Purgatorio perché Catone era un uomo virtuoso e l’atto del suo suicidio era sempre stato celebrato sia da Pagani che da Cristiani. Il suo sacrificio ricorda quello di Cristo e la possibilità di resurrezione. Catone, morto per la libertà politica, è prefigurazione della libertà morale. Sarà lui a indicare a Dante e Virgilio il rito di purificazione necessario per proseguire il percorso.
Dante deve pulirsi dallo sporco infernale e legarsi attorno ai fianchi un giunco (pianta che cresce sulla riva dell'isola del Purgatorio) che appena strappata da Virgilio rinasce. La pianta è flessibile, significa umiltà (come quella posseduta dalle anime purganti che si piegano al volere di Dio).
Il canto si apre con la metafora della navicella che deve innalzare le vele per passare nelle acque più tranquille del Purgatorio, questa metafora sta a indicare l’ingegno di Dante che si deve innalzare. Dante si è lasciato alle spalle il regno della perdizione e sta entrando in quello della speranza dove l'anima si purifica prima di diventare degna di Dio. Cambia lo scenario: cielo e mare si contrappongono all'aria buia e opprimente dell’Inferno. Ma il cammino penitenziale sarà lungo perché l'approdo alla spiaggia che cinge la montagna del Purgatorio non è il raggiungimento di una meta ma l'inizio di un lungo e tortuoso cammino.
Lasciato Catone, Dante e Virgilio continuano soli in silenzio lungo la spiaggia. Dopo il rito di purificazione e umiltà prescrittogli da Catone la natura del paesaggio acquista un valore ancor più religioso e il silenzio simboleggia una religiosa concentrazione del poeta che con umiltà si appresta alla salvezza della sua anima

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