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Figure presenti nel canto terzo del Purgatorio


Dante fa uso nell'ambito della Divina Commedia di varie figure retoriche di significato molto importanti. Nel canto 3 del Purgatorio per esempio ecco un elenco delle principali figure retoriche.

Figure retoriche prevalenti

- Nel verso 8: "o dignitosa coscienza e netta è un'apostrofe.
- Nei versi 19 e 20: "Io mi volsi dallato con paura/d’essere abbandonato" è un enjambement.
Altri enjambement sono presenti anche nei seguenti versi: versi 25/26: "dov’è sepolto/lo corpo"; versi 58/59: "m'apparì una gente una gente/d’anime"; versi 88/89: "vider rotta/la luce"; versi 103 e 104 "Chiunque/tu se’"; versi 109/110: "disdetto/d’averlo visto"; versi 115/116: "genitrice/de l’onor"; versi 124/125: "a la caccia/di me".
- Nel verso 24: "non credi tu me teco" è un'ellissi.

- Sono presenti anche varie metafore come per esempio: "noi divennimo intanto a piè di monte" nel verso 46; "io mirava suso intorno al sasso" nel verso 57; "in quella mandra fortunata allotta" nel verso 86; "mentre la speranza ha fior del verde" nel verso 135.
- Nel verso 56 del terzo canto "del cammin la mente" è un'anastrofe.
- Nei versi 79-87 sono presenti due similitudini "Come le pecorelle escon dal chiuso" e "Come color dinanzi vider rotta".
- Nel verso 129 è presente un latinismo: "de la grave mora".
- Nel verso 28 "pudica in faccia e ne l’andare onesta" è un chiasmo.
- Nel verso 120 "quei che volontier perdona" è una perifrasi.
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