Canto 5 del Purgatorio

Canto V (Iacopone del Cassero, Buonconte da Montefeltro, Pia dè Tolomei)

Nel secondo balzo dell'Antipurgatorio stanno coloro che morirono di morte violenta e che soltanto allora si pentirono. Inizialmente Dante viene indicato da alcune anime meravigliate per il fatto che Dante fa ombra, perciò questo interrompe il suo cammino ma Virgilio lo rimprovera essendosi fermato ad osservare queste anime stupite come fa sempre l'uomo nel quale i pensieri sono tanti e così per questi si allontana dal fine che si era proposto. In quel mentre due anime andarono incontro ai due poeti per placare la loro curiosità, poi tornate dalle altre chiesero a Dante di fermarsi per vedere se riconosceva qualcuno tra di loro per poi portare notizie nel mondo. Ma Dante non riconoscendo nessuno promette che qualora qualcuno gli chiedesse di fare qualcosa lui la farà. Una di queste anime si distacca dalle altre per parlare a Dante, è Iacopo del Cassero, illustre cittadino di Fano, che inimicatosi con Azzo VIII d'Este, fu da questo fatto uccidere ad Oriago, sulle rive del Brenta. Chiede a Dante di riferire ai suoi parenti di pregare per lui affinché si purghi dei peccati. Giunge un'altra anima Buonconte da Montefeltro morto nella Battaglia di Campaldino ed esprime a Dante lo stesso desiderio di Iacopo. La moglie e i suoi parenti non hanno cura e non pregano per lui ed è per questo che egli cammina a fronte bassa per la vergogna d'esser trascurato dai suoi. Anche lui racconta della sua morte e del perché il suo corpo non fu mai ritrovato.

L'ultimo è lo spirito di una donna, Pia de' Tolomei fatta uccidere dal marito (Nello dè Pannocchieschi); innamoratosi di un'altra donna condusse Pia in un castello della Maremma e qui la fece morire. Quest'ultima figura, appena accennata da Dante, lascia un alone di mistero e di incompiuto al canto. La storia, così breve trattata da Dante, a confronto con le altre due anime, di questa donna, riflette e chiarisce la situazione della donna in quell'epoca, senza diritti, trattata solamente come un oggetto, un ostacolo.

Figure retoriche canto 5 Purgatorio

Ecco le figure retoriche che si possono trovare nel canto 5 del Purgatorio dantesco:
- Nel verso 4 si trova l'apocope in questa parola: ve' che significa vedi;
-Nei versi 14 e 15 troviamo per esempio una metafora;
-Nel verso 40 c'è una similitudine;
-Nel verso 42 è presente un'antitesi;
-Nei versi 46 e 47 c'è la figura retorica della perifrasi;
-Nel verso 76 è presente anche un'altra perifrasi;
-Nel verso 85 per esempio è presente la figura retorica della captatio benevolentiae;

-Nel verso 104 è presente come figura retorica un topos letterario;
-Nei versi 112 e 113 sono presenti delle perifrasi;
-Nel verso 107 è present un altro topos.

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