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Canto XXXIII del Purgatorio-


Il Canto XXXIII del Purgatorio è il canto finale della seconda cantica scritta da Dante; qui Dante si trova assieme a Beatrice nel giardino dell’Eden, ossia il punto più umano maggiormente vicino al primo cielo del Paradiso.
Ovviamente Virgilio non essendo vissuto in un periodo successivo alla nascita del Cristo, non può avere accesso all’Eden, quindi la nuova guida di Dante è la sua donna angelo, Beatrice; essa rappresenta, come accadeva con Virgilio, la figura del ‘maestro’.

Il Canto è suddivisibile in quattro parti:

1. Pianto delle Virtù Teologali: per arrivare al Paradiso sono necessarie le tre Virtù (fede, speranza e carità); il pianto fa riferimento alla commozione di Dante, poiché è l’unico essere vivente a poter entrare nel Paradiso senza essere morto.

2. Profezia e Ammaestramento di Beatrice: la Donna Angelo prevede che Dante verrà esiliato e che sarà collocato nel Purgatorio tra i peccatori di Superbia.

In realtà Dante stava vivendo l’esilio proprio nel periodo in cui scrisse la Divina Commedia, quindi non è una vera e propria ‘profezia’ quella fatta da Beatrice.
Inoltre la donna amata di Dante aiuta quest’ultimo ad assumere un comportamento idoneo al Paradiso.

3. Fiume Eunoè: Dante deve bagnarsi in questo Fiume per purificarsi; il tema della purificazione è presente varie volte nelle sue tre cantiche, ad esempio nel Purgatorio è presente anche nel I Canto, con la purificazione attraverso il giunco per poter entrare nella montagna del Purgatorio.

4. Dante Purificato: Dante, avendo bevuto dell’acqua dal Fiume Euonè su invito di Beatrice, è ora purificato e pronto per raggiungere il Paradiso.

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