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Concetti Chiave

  • Manfredi, nipote dell'imperatrice Costanza, chiede al narratore di riferire la verità su di lui a sua figlia, madre degli eredi di Sicilia e Aragona.
  • Dopo aver subito due colpi mortali, Manfredi si è rivolto a Dio, riconoscendo i suoi peccati ma sottolineando la grande misericordia divina.
  • Le ossa di Manfredi sono state spostate e ora si trovano fuori dai confini, bagnate dalla pioggia e mosse dal vento, a causa di una maledizione ecclesiastica.
  • Manfredi afferma che chi muore scomunicato deve rimanere nel Purgatorio per trenta volte il tempo della sua ribellione, a meno che i vivi non pregano per lui.
  • Nonostante la sua condizione, Manfredi spera che l'amore eterno di Dio possa ancora accoglierlo, finché c'è speranza e preghiere da parte dei vivi.

Indice

  1. Incontro con Manfredi
  2. Rivelazioni di Manfredi
  3. Il destino delle ossa di Manfredi
  4. La speranza e la redenzione
  5. Richiesta di Manfredi a Costanza

Incontro con Manfredi

E un di loro incominciò: «Chiunque

tu se’, così andando, volgi ‘l viso:

pon mente se di là mi vedesti unque».

Io mi volsi ver lui e guardail fiso:

biondo era e bello e di gentile aspetto,

ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso.

Rivelazioni di Manfredi

Quand’io mi fui umilmente disdetto

d’averlo visto mai, el disse: «Or vedi»;

e mostrommi una piaga a sommo ‘l petto.

Poi sorridendo disse: «Io son Manfredi,

nepote di Costanza imperadrice;

ond’io ti priego che, quando tu riedi,

vadi a mia bella figlia, genitrice

de l’onor di Cicilia e d’Aragona,

e dichi ‘l vero a lei, s’altro si dice.

Poscia ch’io ebbi rotta la persona

di due punte mortali, io mi rendei,

piangendo, a quei che volontier perdona.

Orribil furon li peccati miei;

ma la bontà infinita ha sì gran braccia,

che prende ciò che si rivolge a lei.

Il destino delle ossa di Manfredi

Se ’l pastor di Cosenza, che a la caccia

di me fu messo per Clemente allora,

avesse in Dio ben letta questa faccia,

l’ossa del corpo mio sarieno ancora

in co del ponte presso a Benevento,

sotto la guardia de la grave mora.

La speranza e la redenzione

Or le bagna la pioggia e move il vento

di fuor dal regno, quasi lungo ‘l Verde,

dov’e’ le trasmutò a lume spento.

Per lor maladizion sì non si perde,

che non possa tornar, l’etterno amore,

mentre che la speranza ha fior del verde.

Vero è che quale in contumacia more

di Santa Chiesa, ancor ch’al fin si penta,

star li convien da questa ripa in fore,

per ognun tempo ch’elli è stato, trenta,

in sua presunzion, se tal decreto

più corto per buon prieghi non diventa.

Richiesta di Manfredi a Costanza

Vedi oggimai se tu mi puoi far lieto,

revelando a la mia buona Costanza

come m’hai visto, e anco esto divieto;

ché qui per quei di là molto s’avanza».

Uno di loro che si trovava nel Purgatorio disse: “Chiunque tu sia che stai camminando, girati e guardami. Cerca di ricordare se mi hai mai visto.” Io mi girai e lo guardai attentamente. Era bello, biondo, sembrava fedele e coraggioso ma aveva una cicatrice sul viso. Quando io gli negai di conoscerlo egli mi disse di guardare e mi mostrò una cicatrice sul petto. Poi, sorridendo, disse: “Io sono Manfredi, il nipote dell’imperatrice Costanza, e ti prego di riferire la verità su di me a mia figlia, la madre dei due eredi di Sicilia e Aragona quanto tornerai. Dopo che ricevetti due colpi mortali mi rivolsi a Dio. I miei peccati furono orribili ma la bontà di Dio ha delle braccia così grandi che prende tutti quelli che si rivolgono a lei. Se il vescovo di Cosenza avesse ben considerato la misericordia di Dio, le mia ossa sarebbero ancora in cima al ponte di Benevento sotto la protezione di molti sassi. Adesso sono bagnate dalla pioggia e sono mosse dal vento fuori dai confini verso il fiume Liti, dove furono trasportate senza un rito ufficiale. A causa della maledizione ecclesiastica non si può perdere l’amore di Dio al punto che non possa tornare, almeno fin quando c’è ancora la speranza. È vero che chi viene scomunicato dalla Santa Chiesa, anche se si pente in punto di morte, deve restare qui fuori dalle montagne del Purgatorio trenta volte il tempo che ha trascorso nella ribellione, a meno che i vivi non preghino per lui. Vedi se puoi accontentarmi dicendo a Costanza, mia madre, che non posso andare al Purgatorio e che si riesce ad arrivare prima alla purificazione se lo si fa tramite l’aiuto di chi è in vita.”

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Domande da interrogazione

  1. Chi è Manfredi e quale richiesta fa al narratore?
  2. Manfredi è il nipote dell'imperatrice Costanza e chiede al narratore di riferire la verità su di lui a sua figlia, madre degli eredi di Sicilia e Aragona, quando tornerà (come indicato nel testo).

  3. Qual è il destino delle ossa di Manfredi secondo il suo racconto?
  4. Manfredi afferma che le sue ossa sarebbero dovute rimanere in cima al ponte di Benevento, ma ora sono esposte agli elementi, lontane dalla protezione, a causa della maledizione ecclesiastica (come descritto nel testo).

  5. Qual è il messaggio di speranza che Manfredi trasmette riguardo all'amore di Dio?
  6. Manfredi sottolinea che, nonostante i suoi peccati, la bontà infinita di Dio accoglie chi si rivolge a lei, e che l'amore di Dio non si perde mai finché c'è speranza (come evidenziato nel testo).

  7. Cosa implica la scomunica dalla Santa Chiesa secondo Manfredi?
  8. Manfredi spiega che chi è scomunicato deve rimanere nel Purgatorio per un periodo pari a trenta volte quello trascorso nella ribellione, a meno che i vivi non preghino per lui (come riportato nel testo).

  9. Qual è il significato della cicatrice che Manfredi mostra al narratore?
  10. La cicatrice sul petto di Manfredi simboleggia il suo sacrificio e la sua morte violenta, e serve a dimostrare la sua identità e il suo passato, sottolineando la sua umiltà e il suo pentimento (come descritto nel testo).

Domande e risposte

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