swat- di swat-
Ominide 975 punti

Canto I


Nelle prime terzine Dante esplicita l’inizio del tema, fa l’invocazione alle muse (in particolare Calliope). Calliope fu sfidata in una gara di canto dalle Piche, figlie del re Pierio di Tessaglia, così le trasformò in gaze (e non ottennero il perdono per quell’atto). Dante e Virgilio arrivano in Purgatorio al mattino; in quel momento, voltandosi a destra, il sommo poeta vide 4 stelle che rappresentano le 4 virtù cardinali (giustizia, fortezza, prudenza e temperanza); secondo i medioevali, la visione di tutte e 4 le stelle è stata persa dopo aver commesso il peccato originale. Nel Paradiso Dante vedrà anche altre 3 stelle, che rappresentano le 3 virtù teologali (fede, speranza e carità). Nel Purgatorio il linguaggio è più colto rispetto a quello dell’Inferno. In questo canto Dante incontra Catone l’Uticense, personaggio romano del I secolo a.C., difensore della Repubblica, che quando apprese la notizia della vittoria di Cesare su Pompeo, decise di suicidarsi a Utica per non vedere la distruzione di Roma da parte di un dittatore. Catone è descritto da Dante con una lunga e brizzolata barba, simile ai suoi capelli (lunghi e bianchi), i quali cadevano sul petto in due ciocche; la luce delle 4 virtù cardinali illuminava la sua faccia. Catone è un pagano, filosoficamente era uno stoico (questa dottrina filosofica ammetteva come soluzione ultima per il raggiungimento della perfezione morale il suicidio); egli era il custode del Purgatorio, perché per Dante rappresentava la coerenza politica e la salvaguardia della moralità. Nella figura di Catone si rispecchia anche Dante (exul immeritus, che compie un viaggio alla ricerca della verità morale e che non poté ritornare a Firenze). Catone, alla vista dei due, domanda loro chi siano coloro che sono riusciti ad uscire dall’Inferno. Catone, pur essendo morto giovane, viene rappresentato come un saggio biblico (Dante adatta i personaggi al contesto). Virgilio fa una captatio benevolentiae a Catone; egli fa anche riferimento alla moglie di Catone (Marzia). Si fa capire poi che Catone fosse anch’esso del Limbo, ma per volere divino fu spostato da lì. Dante fa un bel riferimento al matrimonio di Catone, che in realtà era puramente di carattere politico, infatti poi l’uomo aveva ceduto la moglie a Quinto Ortenzio Ortalo insieme al figlio non ancora nato (questa era una pratica normale, chiamata cessione del ventre); in un secondo momento lei, rimasta vedova, fu ripresa da Catone. Il guardiano disse a Virgilio di fare un rito purificatore a Dante che consisteva nel cingergli la fronte con una canna e poi lavargli il viso. Nella zona più ombrosa (a nord) della spiaggia dove si trovavano vi era la brina, che serviva a Virgilio per lavare il viso di Dante; il giunco (pianta che rappresenta il Purgatorio perché flessibile, segno di umiltà) invece cresce nella marina. Dante è come se avesse impresse sette P che indicano i peccati capitali; un angelo, ad ogni cornice superata, gli cancellerà una P, infatti Dante, salendo sempre di più verso il Paradiso, si sente sempre più leggero perché perde il peso dei peccati.
Hai bisogno di aiuto in Purgatorio?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email