30 canto - Purgatorio - Dante Alighieri


È il vero centro del poema: incontro con Beatrice e passaggio tra i due mondi. Con Beatrice si entra in una dimensione diversa.
Virgilio sparisce allo sguardo di Dante che piange lacrime dalla bellezza dell’Eden. Dante contempla un fenomeno: una manifestazione di luce e colori: Beatrice appare con lo stesso vestito rosso con il quale apparve a Firenze dieci anni prima. Quando la vede ricorre al ricordo dell’innamoramento (Vita Nova, Beatrice scompare).

Per la prima volta compare il nome di Dante, per necessità il suo nome viene esplicitato, di lui si parla in maniera personale.

Dante attinge dalla cultura classica (Didone, che parla con la sorella Anna; Didone è vedova, regina di Cartagine, giura di non aprire più il suo cuore a nessun altro; nel parlare con Anna, parla di una fiamma antica e dice di riconoscere quando si era innamorata di suo marito).

Dante riesce a descrivere il punto più alto della montagna (Eden), perfetto dal punto di vista naturale. Riesce a rendere chiaro il passaggio di identità dalla Beatrice storica che lo aveva infiammato d’amore) a non essere più la Beatrice storica, diventa la verità teologica, ciò di cui Dante ha bisogno.
Beatrice diventa guida e avrà la caratteristica di ogni guida di Dante: madre; tutto questo avviene nell’Eden. Se Dante riceve Beatrice, vuol dire che qualcun altro ha acconsentito di far proseguire il suo cammino.

I 24 vegliardi (gente verace, autentica) si rivolgono verso il carro, c’è una processione. Settentrione: 7 stelle dell’orsa maggiore dell’empireo. “veni, sponsa, de libano”: richiama S. Francesco (che si sposa con la povertà come aveva fatto Gesù). I beati escono dalle loro tombe all’ultima chiamata, quella del Giudizio Universale, cantano la Alleluia con una voce diversa, con l’anima pura, nel nuovo status. Si avvicinano alla voce di un tale anziano (uno dei vegliardi veraci). Gli angeli sono ministri della vita eterna. Gli angeli spargono fiori intorno a Beatrice formando come una nuvola.

Dante dice di aver già visto sorgere il sole, pere la trasparenza della nebbia, l’ occhio riusciva a vedere il sole: appare Beatrice; 3 colori: bianco, rosso e verde : 3 virtù teologali (fede, speranza e carità). Lei ha un velo in testa bianco e una corona di ulivo : l’ ulivo è la pianta che simboleggia Minerva, dea della Sapienza. Beatrice è la saggezza teologale. Ha una mantella verde e sotto il vestito rosso.
Da tanto tempo Dante non la vede, trema ed è affranto, anche se non riuscì a riconoscerla, sentì la potenza del sentimento. Si gira a sinistra per parlare con Virgilio come un bambino che corre dalla madre quando ha paura o è triste. Ma Virgilio lo aveva abbandonato (è orfano di padre). A lui non fu utile la bellezza del luogo in cui si trovava, si mise a piangere. Rugiada: giungo, prima di entrare nel Purgatorio, rito di purificazione. La vede che lo fissa negli occhi al di là del fiume Lete (fiume della dimenticanza). Beatrice chiede come abbia fatto a salire fino al Paradiso, lo rimprovera, dice di smettere di piangere, non può essere triste; chiunque si trovi qui è felice.
Dante capisce il rimprovero e abbassa gli occhi, sposta lo sguardo dal fiume verso l’erba per non vedersi più e provare meno vergogna.
Beatrice rievocherà dei momenti in cui Dante ha peccato, chiama in causa le diverse sue opere letterarie dove ha parlato di sé (Vita Nova, le Rime, il Convivio).

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