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Ingresso nell'Inferno


"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate".

Queste parole di colore oscuro
vid’io scritte al sommo d’una porta;
per ch’io: «Maestro, il senso lor m’è duro».

Ed elli a me, come persona accorta:
«Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne viltà convien che qui sia morta.

Noi siam venuti al loco ov’i’ t’ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c’hanno perduto il ben de l’intelletto».

E poi che la sua mano a la mia puose
con lieto volto, ond’io mi confortai,
mi mise dentro a le segrete cose.

Parafrasi

“Attraverso di me si va nel regno della sofferenza, attraverso di me si va nel dolore eterno; attraverso di me si va tra le anime dannate. La giustizia animò Dio, mio creatore: mi creò la divina potenza del Padre, la somma sapienza del Figlio e l’ardente carità dello Spirito Santo. Prima di me furono create solo cose eterne, e io duro in eterno. Abbandonate ogni speranza, voi che entrate”.
Io vidi scritte queste parole oscuratamente minacciose sulla sommità di una porta; per cui dissi :”Maestro, il loro significato mi risulta angoscioso”. Ed egli, come persona esperta, mi rispose :” Qui è necessario abbandonare ogni esitazione; qui è necessario che venga annullata ogni paura. Noi siamo giunti nel luogo dove ti ho detto che tu potrai vedere i dannati che hanno perduto per sempre il bene dell’intelletto (Dio)”. E dopo avermi preso per mano con volto sereno, per la qual cosa io mi rassicurai, mi introdusse nel mondo inaccessibile ai vivi, ossia nell’inferno.

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