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Inferno-Incontro con Farinata


«O Tosco che per la città del foco
vivo ten vai così parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco.

La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patria natio
a la qual forse fui troppo molesto».

Subitamente questo suono uscìo
d’una de l’arche; però m’accostai,
temendo, un poco più al duca mio.

Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai?
Vedi là Farinata che s’è dritto:
da la cintola in sù tutto ’l vedrai».

Io avea già il mio viso nel suo fitto;
ed el s’ergea col petto e con la fronte
com’avesse l’inferno a gran dispitto.

E l’animose man del duca e pronte
mi pinser tra le sepulture a lui,
dicendo: «Le parole tue sien conte».

Com’io al piè de la sua tomba fui,
guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
mi dimandò: «Chi fuor li maggior tui?».

Io ch’era d’ubidir disideroso,
non gliel celai, ma tutto gliel’apersi;
ond’ei levò le ciglia un poco in suso;

poi disse: «Fieramente furo avversi
a me e a miei primi e a mia parte,
sì che per due fiate li dispersi».

«S’ei fur cacciati, ei tornar d’ogne parte»,
rispuos’io lui, «l’una e l’altra fiata;
ma i vostri non appreser ben quell’arte».

Parafrasi


"O Toscano che te ne vai, ancora vivo, per la città di Dite parlando così dignitosamente , fammi la cortesia di fermarti qui . La tua pronuncia indica chiaramente ( che tu sei originario di quella nobile città alla quale forse arrecai troppo danno". Queste parole uscirono all’improvviso da uno dei sepolcri ; perciò mi avvicinai

un po’ di più, per paura , alla mia guida. Ed egli mi disse : "Voltati! Che cosa stai facendo? Guarda là Farinata che si è alzato ; lo vedrai interamente dalla cintola in su".

lo avevo già fissato il mio sguardo nel suo ed egli si ergeva col petto e con la fronte, come se avesse disprezzo per l‘Inferno. E le mani della mia guida, incoraggiandomi prontamente , mi spinsero verso di lui tra i sepolcri , dicendo: "Le tue parole siano ben meditate" . Non appena fui giunto ai piedi della sua tomba, egli mi osservò , un poco e poi, con un atteggiamento di superiorità , mi chiese: "Chi furono i tuoi antenati ?. Io, che ero desideroso di ubbidire, non glielo nascosi , ma glielo rivelai apertamente ; per cui egli sollevò un poco le sopracciglia, poi disse: " Essi furono fieri avversari miei, dei miei antenati e della mia parte politica , così che per due volte li costrinsi all'esilio. "Se essi furono cacciati ", gli risposi, "tornarono a Firenze da ogni parte entrambe le volte, ma i vostri non impararono altrettanto bene l'arte di ritornare".

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