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Divina Commedia


Dante diede il nome di 'Commedia' (rappresentazione della natura umana). Nel Medioevo ne esistevano tre tipi: (elegia: basso, comico: intermedio che rappresenta la realtà e tragico: alto) Successivamente il termine 'Divina' fu aggiunto da Boccaccio, che nella Chiesa di Santa Croce leggeva e commentava alcuni canti. Lo definì Divina per l'argomentazione di cui trattava e lo riconosceva come grandezza letteraria. Infatti nel 500 fu il primo libro stampato. E' un poema didattico (che vuole dare un insegnamento morale e civile) e allegorico (attraverso le allegorie), tutto ciò di cui parla ha un significato metaforico e allegorico. Il poema si divide in 3 canti, ogni regno racconta un cantico che si divide in 33 canti, tranne l'inferno che sono 34 (introduzione) in totale sono 100 canti. Nel medioevo il numero perfetto era 3 nella visione religiosa era simbolo della trinità e 100 multiplo di 10 come i comandamenti. Dante ha una visione cosmopolita e geocentrica (al centro dell'universo c'è la terra ferma e i pianeti ruotano attorno ad essa). L'inferno ci sono le anime che non vedranno mai Dio, lui lo immagina e lo descrive come un enorme voragine che finisce nel centro della Terra, qui ha come guida Virgilio che però non lo può accompagnare fino al Paradiso perché non è stato battezzato. Nel purgatorio ci sono le anime che hanno peccato però prima di morire si sono pentite e sono destinate a vedere Dio nel giorno del giudizio universale, lo immagina come un isola montuosa, qui viene accolto da Beatrice che lo accompagnerà fino al Paradiso, ma non fino al cospetto di Dio, perché non è una santa, lì lo guiderà San Bernardo. Il paradiso lo immagina fuori dalla terra, lì ci sono le anime dei Beati, i santi e Dio.
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