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Dante scrive la commedia durante gli anni dell’esilio: iniziò la stesura dell’opera nel 1304, ultimò l’inferno nel 1308-09, il purgatorio nel 1312-12 mentre iniziò la stesura del paradiso nel 1316 completandola poco prima della morte. Nella commedia Dante narra in prima persona il proprio viaggio nei tre regni dell’oltretomba , guidato prima da Virgilio, poi da Beatrice e infine da san Bernardo di Chiaravalle. Il viaggio va inteso come esperienza individuale, ma comune ad ogni cristiano in cerca della salvezza. Durante il suo viaggio Dante critica severamente la società a lui contemporanea. Cuore della critica sono infatti le due istituzioni universali: il papato e l’impero, poiché entrambe corrotte e accusate di aver abbandonato le relative missioni, spirituali e temporali, per dedicarsi ad altro. Nonostante la critica Dante nutre nei confronti di queste istituzioni un rispetto per la loro origine provvidenziale. Infatti, al centro dell’accusa rivolta dal poeta , vi sono la civiltà comunale e l’avidità di potere de di ricchezze.

Per comprendere il viaggio di Dante dobbiamo considerarlo sotto una prospettiva allegorica, letteralmente “parlar d’altro”). Nella cultura dantesca tutto è allegoria e quindi tutto ha due significati: uno primo e immediato e uno, secondo e allegorico; perciò l’esistenza rimanda ad una verità superiore, attraverso la quale va interpretata la realtà. .
Parlando della commedia possiamo parlare di realismo linguistico, infatti la prospettiva adottata da Dante è visiva e concreta: perché qualsiasi sia l’argomento egli riesce a tramutare i concetti in immagini, attraverso la scelta di termini mirati. Nella scelta linguistica Dante ricerca l’espressività. Infatti la parola deve avere una forza sonora.
Alla base della commedia c’è il numero tre , numero perfetto rappresentante la trinità. I poeta è diviso in tre cantiche , con un numero totale di cento canti, trentatré per cantica, più uno introduttivo all’inferno che funge da proemio dell’intera opera. I versi sono disposti in terzine incatenate, che seguono lo schema ABA,BCB,CDC,DED etc.
Il linguaggio usato è caratterizzato dal plurilinguismo e dal pluristilismo, attraverso il quale si indica una varietà lessicale, con termini provenienti dai vari dialetti italiani, con arcaismi, latinismi, provenzalismi e neologismi, mentre con pluristilismo si fa riferimento alla varietà dei registri stilistici; dal più basso dell’inferno al più sublime del Paradiso.

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