Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Dante Alighieri è un pilastro della letteratura italiana, noto per le sue opere e per le sue innovazioni linguistiche che hanno dato vita alla lingua italiana.
  • Nel trattato "De vulgari eloquentia", scritto tra il 1304 e il 1305, Dante discute l'importanza del volgare, ma lo redige in latino per rivolgersi a un pubblico accademico.
  • L'intento di Dante era di creare un volgare ideale per unificare l'Italia, riconoscendo la lingua come strumento fondamentale per l'unità del popolo.
  • Il volgare ideale proposto da Dante doveva essere illustre, curiale, cardinale e regolare, rappresentando la giustizia e l'autorità politica.
  • Dante credeva che il latino fosse una lingua codificata, mentre il volgare era naturale e materna, imparata spontaneamente dai bambini.

Indice

  1. Dante e l'innovazione linguistica
  2. Il trattato "De vulgari eloquentia"
  3. L'importanza del volgare per l'Italia

Dante e l'innovazione linguistica

Dante Alighieri è considerato uno dei più grandi autori della letteratura italiana, non solo per le sue innumerevoli e celebri opere, ma anche per le grandi innovazioni linguistiche e per aver dato vita alla lingua italiana, partendo proprio dal volgare, che era ancora in disuso rispetto al latino, considerato lingua ufficiale e di alto prestigio. Al contrario, Dante riteneva che il latino fosse una lingua adeguata tanto alle sue opere e alla letteratura in generale, quanto alla gente del popolo.

Il trattato "De vulgari eloquentia"

Per ciò scrisse un trattato, dal titolo “De vulgari eloquentia” fra il 1304 e il 1305, la cui stesura fu interrotta al secondo libro anziché al quarto poiché il poeta voleva completamente dedicarsi alla stesura della Divina Commedia. Nonostante lo scritto parli proprio della lingua volgare, esso fu scritto in latino, poiché l’autore voleva rivolgersi al gruppo ristretto dei doctores illustres , ovvero i poeti che volevano servirsi del volgare illustre per i propri scritti. Dante riteneva che il latino fosse una lingua codificata secondo precise regole, a differenza del volgare che è invece considerata la lingua naturale e materna, che i bambini imparano spontaneamente e non studiandola.

L'importanza del volgare per l'Italia

L’intento di Dante era quello di creare un volgare ideale per tutta l’Italia e non per un singolo regno o un Comune: soltanto lui capirà già nel 1300 che la lingua è uno degli strumenti fondamentali per l’unificazione di uno Stato e, soprattutto, di un popolo.

Il volgare ideale doveva necessariamente essere: illustre, perché legato alla cerchia ristretta dei doctores illustres; curiale, perché doveva poter esprimere la giustizia e la civiltà; cardinale, poiché doveva fare da cardine a tutti gli altri tipi di volgare e infine regolare o aulico, poiché è espressione di un potere politico centralizzato.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Dante alla lingua italiana?
  2. Dante Alighieri ha innovato la lingua italiana utilizzando il volgare, considerato in disuso rispetto al latino, per le sue opere, contribuendo così alla nascita della lingua italiana moderna (testo).

  3. Perché Dante scrisse "De vulgari eloquentia" in latino?
  4. Dante scrisse "De vulgari eloquentia" in latino per rivolgersi ai doctores illustres, poeti interessati a utilizzare un volgare illustre, nonostante il trattato trattasse della lingua volgare stessa (testo).

  5. Quali caratteristiche doveva avere il volgare ideale secondo Dante?
  6. Il volgare ideale, secondo Dante, doveva essere illustre, curiale, cardinale e regolare o aulico, per garantire un linguaggio unificato e rappresentativo di un potere politico centralizzato (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community