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Dante Alighieri: Chi udisse tossir la malfatata


Chi udisse tossir la malfatata
moglie di Bicci vocato Forese,
potrebbe dir ch’ell’ha forse vernata
ove si fa ’l cristallo in quel paese.

Di mezzo agosto la truovi infreddata;
or sappi che de’ far d’ogni altro mese!
E non le val perché dorma calzata,
merzé del copertoio c’ha cortonese.

La tosse, ’l freddo e l’altra mala voglia
non l’addovien per omor ch’abbia vecchi,
ma per difetto ch’ella sente al nido.

Piange la madre, c’ha più d’una doglia,
dicendo: «Lassa, che per fichi secchi
messa l’avre’ ’n casa del conte Guido!».

Parafrasi


Chi sentisse tossire la sventurata (malfatata)
moglie di Forese, soprannominato (vocato) Bicci,
potrebbe pensare che forse essa ha passato l'inverno (vernare = passare l’inverno)
nel paese dove si forma il cristallo [una regione dal clima molto rigido].

Anche a metà agosto è sempre raffreddata;
immagina un po’ come deve stare di salute negli altri mesi!
E non le serve coricarsi con le calze (calzata) ,
a causa (merzé) della coperta che è troppo corta.

La tosse, il freddo e gli altri acciacchi
non sono dovuti (non l’addovien) alla sua vecchiaia (per omor ch’abbia vecchi),
ma alla mancanza (difetto) nel nido [mancanza di Forese nel letto].

La madre della donna piange e ne ha più di un motivo,
mentre dice: "Ahimè, con una dote modesta (per fichi secchi)
l’avrei sistemata ottimamente facendole sposare un discendente dei conti Guidi!"

Breve commento


Le Rime di Dante contengono diversi temi e diverse varietà di lingua. In questo sonetto, la poesia è comico-realista ed il tono è fatto per prendere in giro l’amico Forese Donati; linguaggio è basso e ricorre a offese e ad allusioni sessuali. Infatti la moglie di Forese sta sempre poco bene di salute perché il marito non provvede a riscaldarla nel letto in quanto non adempie ai suoi doveri sessuali, forse non per mancanza di volontà, ma probabilmente per impotenza. Ma può anche darsi che Dante si riferisca al fatto che Forese la notte non rincasasse mai perché dedito a furti. La suocera si lamenta e si pente di aver dato sua figlia in sposa a Forese: con una piccola dote avrebbe avuto la possibilità di fare sposare alla figlia ad uomo appartenente alla famiglia dei conti Guidi.
Dante incontra Forese Donati nel Purgatorio il quale ha delle parole affettuose nel ricordare la moglie Nella, considerata una delle poche donne oneste rimaste a Firenze.
Il sonetto acquista il valore della tenzone, era un genere letterario molto diffuso nel Medioevo, cioè lo scambio di poesie tra due autori per prendersi in giro a vicenda (qui è Dante che prende in giro Forese). Questo dimostra che Dante ha provato vari tipi di poesia: la poesia d’amore che si ricollega al dolce Stilnovo, la poesia filosofica nelle canzoni allegoriche e la poesia scherzosa, con termini molto realistici e legati alla vita quotidiana.
Si tratta di un sonetto – due quartine e due terzine - secondo lo schema seguente: abab, abab, cde, cde
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