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L'uso dell'energia atomica per scopi pacifici

L'energia atomica che viene prodotta nei reattori nucleari, come risultato della reazione a catena, può essere utilizzata per generare energia elettrica, per propulsione e altri processi che richiedono una sorgente di calore. Così, per esempio, furono costruiti sommergibili a propulsione nucleare, ottenendo successi sbalorditivi : il Nautilus (il primo sommergibile atomico) riuscì a percorrere oltre 62.500 miglia con un solo rifornimento di combustibile atomico, consumando qualche chilogrammo di uranio, invece di 217 carri-cisterna di nafta.
Non si deve credere che queste applicazioni dell'energia nucleare siano prive di inconvenienti, soprattutto per la difficoltà di distruggere le ceneri radioattive che derivano dalla disintegrazione dell'uranio.
L'energia atomica può essere utilizzata anche per la preparazione di sostanze radioattive che sono impiegate come indicatori radioattivi nella ricerca dell'industria. Il metodo degli indicatori radioattivi si basa sul fatto che gli isotopo e quelli inattivi di un elemento si comportano in maniera identica da punto di vista chimico. Se, per esempio, si scioglie in acqua una piccola quantità di sale radioattivo e poi si versa quell'acqua sulle radici di una pianta in modo che venga assorbita, a causa delle radiazioni emesse è possibile seguire il corso del sale nella pianta.

Tale metodo è detto anche metodo degli atomi marcati perchè gli atomi degli isotopi radioattivi si possono rintracciare come se fossero marcati, come se ognuno portasse un cartellino che li distingue. Per esempio, con il metodo degli atomi marcati i medici hanno stabilito in quale tempo il ferro passa nell'emoglobina del sangue di un animale.

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