Concetti Chiave

  • La sorveglianza sanitaria protegge i lavoratori esposti a sostanze nocive attraverso controlli medici regolari e la creazione di una cartella sanitaria dettagliata.
  • Il monitoraggio biologico implica la misurazione di indicatori chimici nei fluidi o tessuti dei lavoratori, essenziale per valutare l'esposizione e aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi.
  • Il monitoraggio ambientale verifica le fasi critiche dei processi lavorativi, ma ha limiti nel fornire dati sull'assorbimento prolungato e l'esposizione complessiva.
  • I campionatori attivi e passivi sono strumenti utili nel monitoraggio ambientale, con i primi che offrono misurazioni precise del volume d'aria e i secondi che risultano più economici.
  • Determinare l'idoneità lavorativa richiede un'analisi accurata delle esposizioni, considerando le condizioni di salute individuali come età, stato immunitario e fertilità.

Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria si compone di atti medici messi in atto per la salute del lavoratore, poiché quest'ultimi possono essere esposti a sostanza nocive, tossiche oppure mutagene durante la loro attività lavorativa. Essa viene effettuata:
1. Prima di svolgere una nuova mansione
2. In modo periodico
3. All'atto della cessazione del rapporto di lavoro

Essenziale durante la sorveglianza sanitaria è la creazione della cosiddetta cartella sanitaria, ovvero una cartella che fornisce lo stato di salute di un lavoratore, offrendogli più informazioni possibili e le misure da rispettare (es. accertamenti medici). Vengono anche riportati i livelli di esposizione individuali forniti dal Servizio di Prevenzione e Protezione.

Per far sì che si tengano sotto controllo i livelli di esposizione si privilegia lo svolgimenti di campionamenti mediante monitoraggio biologico.

Monitoraggio biologico

Il monitoraggio biologico è la misura ripetuta di indicatori di tipo chimico nei fluidi o tessuti dei lavoratori. I risultati vengono comunicati al lavoratore e al RLS; e successivamente, in maniera anonima, vengono inseriti anche nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Se si verificano, inoltre, dei rischi dopo la sorveglianza sanitaria è bene attuare una nuova valutazione e nuove misure da attuare, una visita medica straordinaria per monitorare il lavoratore.

Per il monitoraggio biologico vengono svolti dei campionamenti in momenti significativi ed effettuati nell'aria espirata o sulle urine/sangue del lavoratore. Le procedure devono prevedere i confronti con i valori limite con almeno 6-10 campioni. Il campionamento deve rispettare delle procedure standard come ad esempio: rilevatori posti all'altezza delle prime die aeree degli operatori. Il monitoraggio biologico deve essere considerato complementare al monitoraggio ambientale.

Monitoraggio ambientale

Il monitoraggio ambientale è più adatto a verificare le fasi critiche di alcuni processi lavorativi e l'adeguatezza delle misure tecniche adottate. Ma possiede anche dei limiti:
- non fornisce informazioni su assorbimento in periodi prolungati
- non considera la quantità assunta dall'organismo
- non tiene conto dell'esposizione globale
Una soluzione è quella di far indossare al lavoratore un campionatore attivo o passivo. Durante il monitoraggio attivo si utilizza una pompa di aspirazione che permette di conoscere esattamente il volume di aria permettendo calcoli quantitativi precisi. Invece, il monitoraggio passivo si basa su processi fisici naturali, non richiede l'utilizzo di una pompa: per questo è più economico e facile da usare.

Tutto questo diventa importante per determinare l'idoneità del lavoratore, tenendo conto delle particolari esposizioni per soggetti anziani, immunodepressi e donne in età fertile. L'idoneità è corredata da diagnosi precisa, presenza di accertamenti e di dati ambientali e di esposizione.

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