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L'alterazione chimica dei silicati

Un esempio significativo dell'azione dell'acqua in presenza di acidi è l'alterazione chimica del granito, una delle rocce più abbondanti nella crosta continentale.
Quando il granito, costituito essenzialmente da quarzo e da feldspato di potassio, è esposto all'acqua che contiene acido carbonico, il feldspato di potassio subisce una reazione chimica chiamata idrolisi, e viene convertito per lo più in minerali argillosi. Il quarzo, invece, è molto resistente all'alterazione chimica e si mantiene sostanzialmente inalterato quando viene attaccato da soluzioni debolmente acide. Le particelle di argilla e i cristalli di quarzo che risultano da questo processo sono in buona parte trasportati dai fiumi verso il mare: i cristalli di quarzo si depositano vicino alla riva, dove diventano i principali componenti delle spiagge e delle dune di sabbia. Più in generale, tutti i silicati, la classe di minerali più comune, si decompongono principalmente attraverso il processo dell'idrolisi. I prodotti dell'alterazione chimica di alcuni dei silicati più comuni: il sodio, il calcio, il potassio e il magnesio che essi contengono entrano in soluzione e possono essere asportati dalle acque sotterranee.

Alluminio, silicio e ossigeno di solito si combinano con l'acqua per formare minerali argillosi. Il ferro, invece, reagisce con l'ossigeno disciolto nell'acqua o nell'aria, producendo un ossido di ferro. Questo fenomeno, chiamato ossidazione, è lo stesso che causa la formazione della ruggine sugli oggetti di ferro e acciaio esposti all'umidità.
Gli ossidi di ferro, come l'ematite, conferiscono il tipico colore rossastro o giallastro alle superfici delle rocce ignee scure, come il basalto, esposte alla degradazione.

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