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Equilibrio chimico 3AC

Alcune reazioni terminano quando si sono consumati i reagenti.

Esempi di reazioni in cui i reagenti si trasformano completamente nei prodotti:

  • Reazione del sodio con l’ossigeno
  • Reazione di combustione del gas naturale
  • Reazione esplosiva della polvere da sparo

Reversibilità delle reazioni chimiche

In altre reazioni i reagenti non si consumano completamente.

Nella generica reazione:

A + B → C + D

I composti C e D, man mano che si formano, reagiscono tra loro per riformare i composti A e B, secondo la reazione:

C + D → A + B

Possiamo scrivere:

A + B ⇌ C + D

L’equilibrio chimico

Mano a mano che una reazione procede la concentrazione dei reagenti (A e B) diminuisce, mentre la concentrazione dei prodotti (C e D) aumenta.

La velocità di reazione dipende dalla concentrazione di reagenti, per cui la velocità della reazione diretta diminuisce nel tempo, mentre la velocità della reazione inversa aumenta.

Da un certo momento in poi, le velocità delle due reazioni sono uguali e quindi le concentrazioni dei reagenti e dei prodotti diventano costanti.

La condizione in cui le velocità delle due reazioni rimangono uguali, così da rendere il sistema chimico apparentemente statico, è detta equilibrio chimico.

Un sistema chimico è all’equilibrio quando la velocità della reazione diretta è uguale alla velocità della reazione inversa.

Nelle condizioni di equilibrio le concentrazioni di tutte le specie chimiche, e le quantità di tutte le specie chimiche, restano costanti nel tempo.

La composizione finale di una reazione all’equilibrio chimico dipende da:

  • Natura della reazione
  • Temperatura
  • Quantità di reagente
  • Attività chimica

Attività chimica

L’attività rappresenta la tendenza a reagire di una specie chimica. Questa grandezza, adimensionale, dipende dalla concentrazione della specie chimica, oltre che dalla composizione complessiva del sistema.

È definita dalla relazione a = dove C è la concentrazione, C la concentrazione dello stato scelto come standard e γ è il coefficiente di attività.

Tanto più una soluzione è concentrata, tanto più gli ioni in essa presenti sono soggetti a interazioni reciproche. Gli ioni hanno minore libertà individuale.

0 ≤ γ ≤ 1

Coefficiente di attività = ½ Σ Ci zi2

μ

Forza ionica

Maggiore è la forza ionica, minore è il coefficiente di attività.

Maggiore è la carica ionica, minore è il coefficiente di attività.

Quindi γ dipende dalla forza ionica della soluzione, si può calcolare conoscendo la composizione del sistema ma con procedure complesse.

La legge di azione di massa

O legge dell’equilibrio chimico.

Secondo la legge di azione di massa di Guldberg e Waage (1864):

In una reazione chimica all’equilibrio, il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni delle sostanze prodotte e il prodotto delle concentrazioni delle sostanze reagenti, ciascuna elevata a un esponente uguale al corrispondente coefficiente stechiometrico, è costante alla stessa temperatura.

In una reazione chimica all’equilibrio, il rapporto tra il prodotto delle attività delle sostanze prodotte e il prodotto delle attività delle sostanze reagenti, ciascuna elevata al rispettivo coefficiente stechiometrico, è costante.

Per una reazione generica:

aA + bB ⇌ cC + dD

Si ha:

K = (aCc · aDd) / (aAa · aBb)

L’attività di composti ed elementi puri è assunta come unitaria e non compare nell’equazione della costante di equilibrio.

Quindi la definizione termodinamica di costante di equilibrio prevede di utilizzare le attività.

Data la difficoltà di determinare le attività delle diverse specie chimiche presenti all’equilibrio, si usano spesso espressioni della costante di equilibrio che utilizzano le concentrazioni molari. Il valore di tali «costanti» dipende dalla composizione complessiva del sistema.

La costante stechiometrica Kc coincide con quella termodinamica K solo per soluzioni molto diluite, nelle quali praticamente attività e concentrazione molare coincidono.

Costante di equilibrio K

Consideriamo la generica equazione:

aA + bB ⇌ cC + dD

Definiamo Kc, in termini di concentrazioni:

Kc = [C]c [D]d / [A]a [B]b

Le concentrazioni nell’espressione sopra sono riferite all’equilibrio.

Facciamo un esempio con una reazione all’equilibrio utilizzata per produrre gas metano.

Tale situazione è un equilibrio dinamico: la reazione diretta e quella inversa continuano ad avvenire con velocità uguali.

Consideriamo la seguente reazione:

CO(g) + 3H2(g) ⇌ CH4(g) + H2O(g)

CO(g) + 3H2(g) ⇌ CH4(g) + H2O(g)

Per questa reazione supponiamo di introdurre in un recipiente da 1 L 1 mole di CO e 3 moli di H2 e di seguire la variazione temporale del numero di moli dei vari composti. Inizialmente si ha una diminuzione dei reagenti e un aumento dei prodotti, ma dopo un certo periodo di tempo le moli, e quindi anche le concentrazioni, di tutti i componenti raggiungono dei valori costanti.

H2

CO

H2O = CH4

CO(g) + 3H2(g) ⇌ CH4(g) + H2O(g)

La diminuzione delle moli dei reagenti e gli aumenti delle moli di prodotti sono vincolate dai rapporti stechiometrici.

H2

3 - 3x

3 moli H2 scomparse = 1

2

1 mole CO scomparsa = 1

2

1 mole CH4 formata = 1

4

1 mole H2O formata

-x

Determinando la quantità di uno dei reagenti o dei prodotti all’equilibrio possiamo determinare la quantità di tutti gli altri componenti all’equilibrio.

Ritornando ad esempio al caso in cui introduciamo in un recipiente da 1 L 1 mole di CO e 3 moli di H2, è possibile scrivere lo schema seguente con le moli iniziali, la variazione e all’equilibrio, facendo uso dei coefficienti stechiometrici per legare fra di loro le variazioni dei numeri di moli:

CO(g) + 3H2(g) ⇌ CH4(g) + H2O(g)

0 0

+x

+x

x x

CO(g) + 3H2(g) ⇌ CH4(g) + H2O(g)

0 0

+x

+x

x x

Supponiamo che all’equilibrio le moli di CO siano 0,613.

Costante di equilibrio Kp

Per gli equilibri in fase gassosa è spesso utile scrivere la costante di equilibrio in termini delle pressioni parziali dei gas invece che delle concentrazioni.

Ad esempio per la generica reazione:

aA + bB ⇌ cC + dD

Tale costante è definita come:

Kp = PCc PDd / PAa PBb

Relazione tra Kp e Kc

Kp = Kc(RT)Δn

Dove:

R è la costante dei gas ideali (0,082 L atm mol-1 K-1).

T è la temperatura espressa in kelvin.

Δn è la differenza tra la somma dei coefficienti stechiometrici di prodotti e reagenti, Δn = (c + d) – (a + b).

Se Δn = 0

Kp = Kc

Equilibri eterogenei

Abbiamo finora considerato solo equilibri omogenei, cioè equilibri in cui reagenti e prodotti si trovano tutti in una sola fase, ad esempio gassosa, oppure in soluzione.

Un equilibrio eterogeneo è invece un equilibrio in cui reagenti e prodotti si trovano in più di una fase.

Nell’espressione della costante di equilibrio di un equilibrio eterogeneo vengono omesse le concentrazioni, o le pressioni parziali nel Kp, dei solidi e dei liquidi puri.

3Fe(s) + 4H2O(g) ⇌ Fe3O4(s) + 4H2(g)

Kc = [H2]4 / [H2O]4

Considerazioni sulla costante di equilibrio

Le reazioni in cui è favorita la formazione dei prodotti hanno K > 1.

Le reazioni in cui è favorita la formazione dei reagenti hanno K < 1.

Il quoziente di reazione

A + B ⇌ cC + dD

a b

E supponiamo di avere una data miscela di reagenti e prodotti con concentrazioni [A]0, [B]0, [C]0 e [D]0.

In generale non siamo all’equilibrio, cioè:

[C]0c [D]0d / [A]0a [B]0b ≠ Kc

Per cui la reazione procederà verso destra o verso sinistra fino a raggiungere una situazione di equilibrio in cui le nuove concentrazioni saranno [A]eq, [B]eq, [C]eq e [D]eq e soddisfano la relazione:

Kc = [C]eqc [D]eqd / [A]eqa [B]eqb

Note le concentrazioni [A]0, [B]0, [C]0 e [D]0 si pone il problema di capire se la reazione per raggiungere l’equilibrio si sposta verso destra o sinistra.

Per rispondere a tale domanda definiamo il quoziente di reazione Q ad un dato istante:

Qc = [C]0c [D]0d / [A]0a [B]0b

Il sistema, nella composizione per cui è calcolato Qc, non è stabile, non equilibrio, e quindi evolverà per raggiungere una composizione stabile, equilibrio.

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Sintesi

Indice nozioni di chimica analitica

1 Teoria atomica e leggi quantitative

  • 1.1 La struttura della materia: atomi ed elementi
  • 1.2 Simbologia chimica
  • 1.3 Coefficienti stechiometrici e bilanciamento
  • 1.4 Le prime leggi della chimica
  • 1.4.1 Legge della conservazione della massa di Lavoisier (1789)
  • 1.4.2 Legge delle proporzioni definite e costanti (Proust 1799)
  • 1.4.3 Legge delle proporzioni multiple (Dalton 1803)
  • 1.4.4 Legge dei rapporti volumetrici gassosi definiti e costanti (Gay Lussac 1808)
  • 1.5 Pesi atomici e molecolari relativi: l’unità di massa atomica
  • 1.6 Nuclidi: numero atomico Z e numero di massa A
  • 1.7 La mole ed il peso molare
  • 1.8 Il numero di Avogadro
  • 1.9 Calcolo delle quantità che reagiscono
  • 1.10 Composizione percentuale e formula di un composto
  • 1.11 Esercizi
  • 1.11.1 Bilanciamento
  • 1.11.2 Pesi (masse) relativi ed assoluti
  • 1.11.3 Mole, peso molare e numero di Avogadro
  • 1.11.4 Elementi, nuclidi (isotopi, isobari, isotoni) e ioni
  • 1.11.5 Rapporti stechiometrici numerici e ponderali
  • 1.11.6 Quantità che reagiscono e reagente limitante
  • 1.11.7 Conversione ‘composizione percentuale/formula’

2 Modelli atomici classici

  • 2.1 La struttura interna dell’atomo
  • 2.2 I modelli atomici di Thomson e Rutherford

3 La radiazione elettromagnetica

  • 3.1 Modello ondulatorio e corpuscolare a confronto
  • 3.2 Le onde elettromagnetiche
  • 3.3 I parametri di un’onda e lo spettro elettromagnetico
  • 3.4 Spettri di emissione e di assorbimento
  • 3.5 I quanti di radiazione: fotoni

4 Modelli atomici quantistici semiclassici

  • 4.1 Il modello atomico di Bohr
  • 4.2 Conferme sperimentali del modello di Bohr
  • 4.3 Il modello di Bohr-Sommerfeld: numero quantico secondario l
  • 4.4 Il numero quantico magnetico m
  • 4.5 Numero quantico di spin e principio di esclusione di Pauli

5 Modelli atomici quanto-meccanici

  • 5.1 La natura ondulatoria della materia: De Broglie
  • 5.2 Natura ondulatoria della materia: interpretazione probabilistica
  • 5.3 La meccanica ondulatoria di Schrödinger
  • 5.4 La meccanica matriciale di Heisenberg
  • 5.4.1 Il principio di indeterminazione di Heisenberg
  • 5.5 L'equazione relativistica di Dirac
  • 5.6 Meccanica quantistica: interpretazioni
  • 5.6.1 Il microscopio di Heisenberg
  • 5.6.2 Principio di complementarietà e interpretazione di Copenaghen
  • 5.6.3 La probabilità quantistica ed il microscopio di Feynman
  • 5.6.4 L'effetto tunnel
  • 5.6.5 Il gatto di Schrödinger ed il principio di sovrapposizione degli stati
  • 5.6.6 Paradosso EPR: Entanglement e Nonlocalità
  • 5.6.7 La disuguaglianza di Bell e l’esperimento di Aspect
  • 5.6.8 Conclusioni

6 Struttura atomica e caratteristiche chimiche

  • 6.1 Il riempimento degli orbitali
  • 6.1.1 Principio di minima energia
  • 6.1.2 Principio di esclusione di Pauli
  • 6.1.3 Principio di massima molteplicità di Hund
  • 6.2 Configurazioni elettroniche e strutture di Lewis degli elementi
  • 6.3 Metalli e non metalli
  • 6.4 Energia di prima ionizzazione
  • 6.5 Affinità elettronica
  • 6.6 Altre informazioni utili nella tabella periodica

7 I legami chimici

  • 7.1 Il legame covalente: teoria di Lewis
  • 7.1.1 Raggio covalente
  • 7.1.2 Legame dativo e promozione elettronica
  • 7.1.3 La geometria delle molecole: teoria VSEPR
  • 7.1.4 Legame covalente polare: elettronegatività e momento di dipolo
  • 7.1.5 Molecole con elettroni spaiati e paramagnetismo
  • 7.1.6 Strutture di Lewis molecolari e carica formale
  • 7.2 Il legame covalente: teoria del legame di valenza (VB)
  • 7.2.1 Ibridazione orbitalica
  • 7.2.2 Risonanza o mesomeria
  • 7.2.3 Delocalizzazione elettronica
  • 7.2.4 Regole di risonanza
  • 7.2.5 Criteri di stabilità delle strutture risonanti
  • 7.2.6 Due esempi di risonanza: il gruppo carbossilico ed il gruppo peptidico
  • 7.3 Il legame covalente: teoria dell’orbitale molecolare (MO)
  • 7.4 Legame ionico
  • 7.5 Legame metallico
  • 7.6 Legami intermolecolari e forze di van der Waals
  • 7.6.1 Forze di Keesom o interazioni dipolo-dipolo (effetto di orientazione)
  • 7.6.2 Forze di Debye o interazioni dipolo permanente-dipolo indotto (effetto di induzione)
  • 7.6.3 Forze di London o interazioni dipolo istantaneo-dipolo indotto (effetto di dispersione)
  • 7.6.4 Repulsione di van der Waals a corto raggio e potenziale di Lennard-Jones
  • 7.6.5 Interazioni tra ioni e molecole neutre

8 Costruzione dei composti e nomenclatura chimica

  • 8.1 Numero di ossidazione (nox) o stato di ossidazione (stox)
  • 8.2 Regole per la costruzione dei composti binari
  • 8.3 Principali composti binari
  • 8.3.1 Idruri
  • 8.3.2 Perossidi
  • 8.3.3 Ossidi
  • 8.3.4 Idracidi
  • 8.4 Composti ternari: ossiacidi ed idrossidi
  • 8.4.1 Acidi
  • 8.4.2 Idrossidi
  • 8.5 I sali
  • 8.5.1 Processi di salificazione
  • 8.5.2 Dissociazione dei sali
  • 8.5.3 Sali idratati
  • 8.5.4 Sali doppi
  • 8.5.5 Sali complessi
  • 8.6 Composti complessi e agenti complessanti
  • 8.6.1 Nomenclatura dei complessi

9 Isomeria

  • 9.1 Isomeria costituzionale
  • 9.1.1 Isomeria di catena
  • 9.1.2 Isomeria di posizione
  • 9.1.3 Isomeria di gruppo funzionale
  • 9.2 Stereoisomeria
  • 9.2.1 Isomeria conformazionale
  • 9.2.2 Isomeria configurazionale

10 Stechiometria

  • 10.1 Bilanciamento delle reazioni chimiche
  • 10.2 Reazioni di ossidoriduzione
  • 10.3 Strategia di bilanciamento delle reazioni redox in forma molecolare
  • 10.3.1 Bilanciamento con numeri di ossidazione frazionari
  • 10.3.2 Reazioni redox di dismutazione o disproporzionamento
  • 10.3.3 Redox con più di due elementi che variano il nox
  • 10.4 Strategia di bilanciamento di reazioni redox in forma ionica netta
  • 10.5 Trasformazione di una redox proposta in forma molecolare in una redox in forma ionica
  • 10.6 Rapporti ponderali: calcolo delle quantità che reagiscono

11 Stato gassoso

  • 11.1 Le leggi dei gas
  • 11.1.1 Legge di Boyle
  • 11.1.2 Legge di Charles o 1a legge di Gay-Lussac
  • 11.1.3 Seconda legge di Gay-Lussac
  • 11.1.4 Equazione di stato dei gas perfetti (Clapeyron)
  • 11.1.5 Equazione di stato dei gas reali (van der Waals)
  • 11.2 Cenni di teoria cinetica dei gas
  • 11.2.1 Distribuzione delle velocità - Maxwelliana
  • 11.3 Legge di Graham
  • 11.4 Legge di Dalton o delle pressioni parziali
  • 11.5 Temperatura critica

12 Stato liquido

  • 12.1 Diffusione ed entropia
  • 12.2 Evaporazione e tensione di vapore
  • 12.3 Ebollizione
  • 12.4 Diagramma di stato

13 Soluzioni

  • 13.1 Concentrazione di una soluzione
  • 13.2 Solubilità
  • 13.3 Elettroliti, non-elettroliti e grado di dissociazione
  • 13.4 Osmosi e pressione osmotica
  • 13.5 Legge di Raoult
  • 13.5.1 Regola della leva
  • 13.5.2 Distillazione e diagramma lenticolare
  • 13.5.3 Soluzioni non ideali: deviazioni dalla legge di Raoult e azeotropi
  • 13.6 Innalzamento ebullioscopico ed abbassamento crioscopico
  • 13.7 Proprietà colligative

14 Cinetica chimica

  • 14.1 Velocità di reazione
  • 14.2 Ordine, molecolarità e meccanismo di reazione
  • 14.2.1 Reazioni di primo ordine (cinetica di primo ordine)
  • 14.2.2 Reazioni di secondo ordine (cinetiche di secondo ordine)
  • 14.2.3 Reazioni di ordine zero (cinetiche di ordine zero)
  • 14.3 Determinazione dell’ordine di reazione
  • 14.3.1 Metodo dell’isolamento
  • 14.3.2 Metodo delle velocità iniziali
  • 14.3.3 Metodo dei tempi di dimezzamento.
  • 14.3.4 Uso dell’equazione cinetica integrata
  • 14.4 Costante di velocità specifica ed equazione di Arrhenius
  • 14.4.1 Determinazione dei parametri di Arrhenius
  • 14.4.2 Teoria degli urti
  • 14.4.3 Teoria dello stato di transizione
  • 14.4.4 Altri fattori che influenzano la velocità di una reazione

15 Equilibrio chimico

  • 15.1 Legge di azione di massa (legge di Guldberg-Waage)
  • 15.1.1 Costante di equilibrio (Kc Kp Kn Kχ)
  • 15.1.2 Posizione del punto di equilibrio
  • 15.1.3 Calcolo delle concentrazioni di equilibrio e quoziente di reazione
  • 15.2 Equilibri chimici omogenei ed eterogenei
  • 15.3 Modificazioni di un equilibrio chimico: il principio di Le Chatelier

16 Equilibri di dissociazione ionica

  • 16.1 Il prodotto ionico dell’acqua
  • 16.2 pH e pOH
  • 16.3 Calcolo del pH
  • 16.3.1 Calcolo pH per acidi e basi forti
  • 16.3.2 pH in soluzioni molto diluite di acidi (e basi) forti
  • 16.3.3 pH in soluzioni di acidi e basi deboli: Ka e Kb (pKa e pKb)
  • 16.3.4 Metodo semplificato per il calcolo del pH di acidi e basi deboli
  • 16.3.5 Calcolo del pH di acidi e basi deboli molto diluiti e/o molto deboli.
  • 16.3.6 pH in soluzioni di acidi e basi deboli poliprotici
  • 16.4 Indicatori di pH
  • 16.5 Idrolisi salina ed equilibrio di idrolisi
  • 16.5.1 Idrolisi basica
  • 16.5.2 Idrolisi acida
  • 16.5.3 Idrolisi acida di un catione metallico
  • 16.5.4 L’idrolisi come reazione acido-base di Brønsted
  • 16.5.5 Idrolisi neutra
  • 16.5.6 Idrolisi di un sale derivante da un acido debole e da una base debole
  • 16.5.7 Idrolisi di elettroliti anfoteri (anfoliti)
  • 16.6 Soluzioni tampone
  • 16.6.1 Equazione di Henderson-Hasselbach
  • 16.6.2 Meccanismo d'azione di una soluzione tampone
  • 16.6.3 Capacità tampone b ed efficienza di una soluzione tampone
  • 16.6.4 Limiti di applicabilità della relazione di Henderson-Hasselbach
  • 16.6.5 Calcolo delle concentrazioni delle specie chimiche di un tampone a pH noto
  • 16.6.6 Calcolo della Ka al punto di semiequivalenza
  • 16.7 Elettroliti anfoteri in soluzione
  • 16.8 Equilibri di solubilità e prodotto di solubilità Kps
  • 16.8.1 Effetto dello ione comune
  • 16.8.2 Equilibrio di solubilità e precipitazione
  • 16.8.3 Equilibrio di solubilità, idrolisi e pH
  • 16.9 Equilibri di complessazione e costante di formazione dei complessi.
  • 16.9.1 Competizione tra equilibrio di complessazione ed equilibrio di solubilità
  • 16.9.2 Equilibrio di complessazione e pH
  • 16.10 Teorie acido-base
  • 16.10.1 Acidi e basi secondo Arrhenius
  • 16.10.2 Acidi e basi secondo Brønsted
  • 16.10.3 Acidi e basi secondo Lewis
  • 16.11 Titolazione acido-base
  • 16.12 Curve di titolazione
  • 16.12.1 Curva di titolazione di un acido forte con una base forte
  • 16.12.2 Curva di titolazione di una base forte con un acido forte
  • 16.12.3 Curva di titolazione di un acido debole monoprotico con una base forte
  • 16.12.4 Curva di titolazione di un acido debole poliprotico con una base forte
  • 16.13 Forza ionica e attività

17 Elettrochimica: celle galvaniche

  • 17.1 Celle galvaniche (pile)
  • 17.1.1 La pila Daniell
  • 17.2 Rappresentazione schematica delle semicelle e diagramma di cella
  • 17.3 Classificazione delle semicelle
  • 17.3.1 Semicelle di prima specie (elettrodo metallo-ione metallico)
  • 17.3.2 Semicelle di seconda specie (elettrodo metallo-sale insolubile-anione)
  • 17.3.3 Semicelle redox
  • 17.3.4 Semicelle a gas
  • 17.4 Potenziale di elettrodo
  • 17.4.1 Elettrodo standard ad idrogeno
  • 17.4.2 Potenziali standard di riduzione
  • 17.4.3 Serie elettrochimica
  • 17.4.4 Proprietà dei potenziali di riduzione E°
  • 17.5 Equazione di Nernst
  • 17.5.1 Potenziali dell’idrogeno e dell’ossigeno in funzione del pH
  • 17.6 Applicazioni dell’equazione di Nernst
  • 17.6.1 Pile a concentrazione
  • 17.6.2 Analisi potenziometriche
  • 17.6.3 Relazione tra Keq e fem (E°cella)
  • 17.6.4 Relazione tra Keq ed E° per reazioni non-redox
  • 17.7 Lavoro eseguito da una pila

18 Elettrochimica: celle elettrolitiche

  • 18.1 Elettrolisi di sali fusi
  • 18.2 Elettrolisi di una soluzione contenente più ioni (precedenza di scarica)
  • 18.3 Tensione di decomposizione
  • 18.4 Sovratensione
  • 18.4.1 Applicazioni dei fenomeni di sovratensione
  • 18.4.2 Cause dei fenomeni di sovratensione
  • 18.5 Le leggi di Faraday
  • 18.6 Equivalente elettrochimico
  • 18.7 Fenomeni elettrochimici di interesse pratico

19 Elementi di termodinamica chimica

  • 19.1 I sistemi termodinamici
  • 19.2 Funzioni di stato e di percorso
  • 19.3 Energia interna (E)
  • 19.3.1 Variazioni dell'energia interna E di un sistema chimico
  • 19.4 Entalpia (H) e termochimica
  • 19.4.1 Legge di Lavoisier-Laplace (1780)
  • 19.4.2 Legge di Hess (1840)
  • 19.5 Entropia (S), energia libera (G) e criteri di spontaneità
  • 19.6 Previsioni sulla spontaneità di una reazione
  • 19.7 Energia libera e sistemi all'equilibrio
  • 19.7.1 Transizioni di fase: regola di Trouton
  • 19.7.2 Transizioni di fase: equazione di Clausius-Clapeyron
  • 19.7.3 Equazione di Clausius-Clapeyron e legge di Henry
  • 19.7.4 Equazione di Clausius-Clapeyron e legge di Raoult
  • 19.7.5 Energia libera e costante di equilibrio
  • 19.7.6 Equazione di Eyring (calcolo della costante cinetica)
  • 19.8 Relazione tra ΔG° e E°
  • 19.9 Dipendenza delle funzioni di stato dalla temperatura: calore specifico
  • 19.9.1 Dipendenza dell’energia interna da T
  • 19.9.2 Dipendenza dell’entalpia da T: equazione di Kirchhoff
  • 19.9.3 Dipendenza dell’entropia da T
  • 19.9.4 Dipendenza dell’energia libera da T
  • 19.10 ΔG° e ΔS° di mescolamento
  • 19.11 La costante di equilibrio K per temperature diverse da 25°C – equazione di van’t Hoff

20 Appendici

  • 20.1 Costanti di dissociazione acida e basica (a 25°C)
  • 20.2 Prodotti di solubilità (ordinati per anione) (a 25°C)
  • 20.3 Prodotti di solubilità (ordinati per catione) (a 25°C)
  • 20.4 Costanti di formazione dei complessi (a 25°C)
  • 20.5 pk di formazione parziali dei complessi (a 25°C)
  • 20.6 Funzioni termodinamiche di formazione (ΔH°f - ΔG°f - S°)
  • 20.7 Potenziali standard di riduzione in volt (a 25°C e 1 atm)
  • 20.8 Elementi chimici (massa, configurazione elettronica, nox, etimo)
  • 20.9 Costanti fondamentali
  • 20.10 Unità di misura
  • 20.11 Nomenclatura
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