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I neutroni e la reazione a catena

L'indagine scientifica ha dimostrato che, con qualche artificio, il neutrone può essere espulso dal nucleo atomico, sua abituale sede.
Per esempio, il berillio, quando viene colpito dalle radiazioni a emesse da una sostanza radioattiva, libera neutroni aventi una velocità elevatissima e una grande energia. Un gruppo di fisici italiani dell'università di Roma, con a capo Enrico Fermi, usarono il neutrone come proiettile per bombardare altri atomi e nel 1934 scoprirono che esso è un'artiglieria assai efficace.
Appunto perchè <neutro>, il neutrone non viene disturbato dall'elettricità positiva e negativa in cui è strutturato l'atomo. Il neutrone si insedia facilmente nel nucleo atomico colpito e il più delle volte lo rende radioattivo e, di conseguenza, ne muta la natura chimica. Per esempio, il rame, bombardato con neutroni, può divenire zinco; il platino può diventare oro, ecc. Fra le sostanze bombardate con neutroni nei laboratori di Roma ci fu anche l'uranio e si ottennero risultati che allora fu difficile interpretare.

Esule negli Stati Uniti d'America, Fermi continuò a studiare l'effetto dei neutroni sull'uranio e scoprì che a volte il nucleo dell'uranio, colpito da un neutrone, si spezza in due nuclei più piccoli. I prodotti della fissione hanno complessivamente una massa inferiore a quella del nucleo iniziale; la differenza di massa si trasforma in energia che viene liberata e che può essere utilizzata.
Ma ciò che maggiormente interessa è che il nucleo dell'atomo di uranio, spezzandosi, emette altri neutroni. Questi a loro volta possono colpire altri nuclei di uranio e disintegrarsi. Nel caso che si disponga di una certa quantità di uranio, si viene a stabilire una reazione a catena, una reazione che continua da sola, capace si produrre un gettito continuato in energia. Se non si frenasse la reazione, nel volgere di un millesimo di minuto secondo, si avrebbe l'emissione di un numero incalcolabile di neutroni. Ne conseguirebbe la disintegrazione dell'uranio con la liberazione istantanea di una enorme quantità di energia, ciò che avviene nell'esplosione della bomba a uranio.

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