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Tensioattivi


Emulsioni - definizione

Le emulsioni sono dispersioni di un liquido (fase interna/dispersa/discontinua) in un altro liquido non miscibile (fase esterna/disperdente/continua). È indispensabile anche la presenza di un tensioattivo che favorisce la formazione e la stabilizzazione dell’emulsione. Le dimensioni della fase dispersa sono comprese tra 0,1 – 1 – 100 μm.
Es. Acqua + olio: le due fasi rimangono una sopra l’altra. Se si agita si formano delle goccioline (emulsione) e se si lascia riposare le due fasi si separano nuovamente. Se si aggiunge del detersivo (tensioattivo) e si agita, si forma l’emulsione, la miscela diventa lattiginosa.
Sono sistemi instabili perché c’è la massima tendenza delle due fasi alla separazione.
Si possono usare per tutte le vie di somministrazione: orale, topica (cutanea + mucosale) e anche quella parenterale (es. nutrizione endovena). Cambiano le caratteristiche reologiche a seconda della via di somministrazione.
Tipi di emulsioni (in base alla natura delle fasi):
Il primo termine è la fase interna, il secondo termine è la fase esterna.
A/O = Acqua in olio.
O/A = Olio in acqua.
Per preparare le emulsioni quindi è necessario avere:
- Fase acquosa
- Fase oleosa
- Emulsionante = tensioattivo

Tensioattivi

I tensioattivi sono sostanze caratterizzate dalla presenza nella loro molecola di due porzioni:
- Una parte idrofoba o lipofila: catena idrocarburica
- Una parte idrofila o polare: ione, gruppo -OH, -COOH, NH3+.
I tensioattivi hanno la funzione di abbassare la tensione interfacciale tra le due fasi immiscibili e vengono impiegati come:
1) Solubilizzanti: nelle soluzioni per aumentare la solubilità dei principi attivi. I tensioattivi, infatti, in acqua possono organizzarsi a formare strutture micellari, disponendo la parte idrofila all’esterno e quella idrofoba all’esterno; aggiungendo un farmaco lipofilo nel mezzo acquoso, questo può solubilizzare posizionandosi all’interno di queste micelle.
2) Detergenti
3) Emulsionanti : in questo caso i tensioattivi hanno la funzione di stabilizzare l’emulsione riducendo la tensione interfacciale e quindi il lavoro necessario a fare l’emulsione (a “mescolare” le due fasi immiscibili). Il lavoro che serve per preparare l’emulsione A/O, infatti, dipende dalle caratteristiche dei due liquidi e dalla tensione interfacciale tra essi  maggiore è la tensione, maggiore è il lavoro. L’emulsionante si accumula sulla superficie di contatto tra le due fasi, formando uno strato monomolecolare stabile e flessibile.
Il tensioattivo riduce il lavoro per la formazione dell’emulsione (facilita la formazione) + forma uno strato superficiale interfacciale tra le due fasi (facilita la stabilità).
L (lavoro)=S ∙ σ
S = incremento delle superfici: maggiore è l’area di contatto, più piccole sono le goccioline (maggiore è il lavoro necessario alla loro formazione).
σ = tensione interfacciale
Le molecole di tensioattivo si dispongono sempre in modo da esporre la testa idrofila verso la fase acquosa e la coda idrofoba verso la fase oleosa, sia nell’emulsione A/O sia in quella O/A.
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