gymbro5
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Concetti Chiave

  • Il DNA non è solo un archivio di informazioni genetiche, ma una molecola complessa che deve essere stabile, copiabile e compatta.
  • La struttura del DNA è una doppia elica simile a una scala a chiocciola, con zucchero e fosfato sui lati e basi azotate come gradini, formando coppie complementari fondamentali per la replicazione.
  • I due filamenti del DNA sono antiparalleli, un requisito critico per la replicazione e il funzionamento degli enzimi.
  • L'informazione genetica è determinata dall'ordine delle basi azotate, con sequenze di tre basi che formano codoni per la sintesi proteica.
  • Il DNA è robusto ma soggetto a mutazioni, che possono portare a errori o vantaggi evolutivi, contribuendo alla variabilità genetica.

Indice

  1. DNA – Spiegazione
  2. Struttura
  3. Antiparallelismo
  4. Stabilità e mutazioni

DNA – Spiegazione

Il DNA all’inizio sembra una roba tipo “ok, è quello che contiene le informazioni genetiche”, fine. Poi però inizi a studiarlo davvero e capisci che non è solo un archivio passivo, ma una molecola super organizzata che deve essere stabile, copiabile, leggibile e pure compatta. Insomma, fa mille cose insieme e se non hai chiara la base, diventa un casino.

Struttura

La struttura del DNA è famosa: doppia elica. Ma detta così non dice molto. In realtà è come una scala a chiocciola. I lati della scala sono fatti da zucchero (desossiribosio) e fosfato che si ripetono sempre uguali. I gradini invece sono le basi azotate.
Le basi sono quattro: adenina (A), timina (T), citosina (C) e guanina (G). Non si accoppiano a caso: A sta sempre con T, C sta sempre con G. Questa cosa si chiama complementarità ed è fondamentale, perché è quello che permette al DNA di copiarsi senza impazzire.
Ogni “pezzo” di DNA è formato da nucleotidi. Un nucleotide è zucchero + fosfato + base azotata. Semplice sulla carta, ma quando li metti in fila diventano una molecola lunghissima. Il legame tra i nucleotidi è il legame fosfodiestere, che tiene insieme lo scheletro zucchero-fosfato. Le basi invece si tengono unite tra i due filamenti con legami a idrogeno, che sono deboli singolarmente ma insieme fanno un lavoro enorme.

Antiparallelismo

I due filamenti del DNA non vanno nello stesso verso. Uno va da 5’ a 3’, l’altro da 3’ a 5’. All’inizio sembra una pignoleria inutile, poi scopri che è essenziale per la replicazione e per il funzionamento degli enzimi. Se non fosse così, tutto il sistema non funzionerebbe. Quindi sì, vale la pena ricordarselo.

Informazione genetica La cosa pazzesca del DNA è che l’informazione non sta nella forma della doppia elica (quella è sempre uguale), ma nell’ordine delle basi. Cambia la sequenza di A, T, C e G e cambia l’informazione. È come un testo scritto con solo quattro lettere.
Tre basi alla volta formano un codone, che durante la traduzione verrà letto per costruire una proteina. Quindi il DNA in realtà non “fa” proteine direttamente, ma dà le istruzioni. È tipo il manuale di montaggio della cellula.
Quando una cellula si divide, il DNA deve essere copiato. Qui entra in gioco la complementarità: ogni filamento fa da stampo per l’altro. Gli enzimi aprono la doppia elica, leggono le basi e ne aggiungono di nuove seguendo la regola A-T e C-G. Il risultato è che da una molecola ne ottieni due identiche. Detta così sembra magica, ma è solo chimica fatta molto bene.

Stabilità e mutazioni

Il DNA deve essere stabile, altrimenti l’informazione si perderebbe. Infatti è una molecola abbastanza robusta. Però non è indistruttibile. Ogni tanto succedono errori: mutazioni. A volte non cambia nulla, a volte crea problemi, a volte (raramente) porta vantaggi. È da qui che nasce la variabilità genetica e, alla lunga, l’evoluzione.
Alla fine il DNA è una molecola semplice nei pezzi, ma incredibilmente complessa nel risultato. È chimica pura che diventa biologia. Se capisci bene com’è fatto e come funziona, tutto il resto (RNA, proteine, genetica) inizia ad avere molto più senso e smette di sembrare una lista infinita di cose da memorizzare a caso.

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