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-La Chimica: dagli Atomisti all’Alchimia-

Già dal V secolo a.C., in Grecia i primi Filosofi e Naturalisti cercavano di capire di cosa fosse formata la Materia che componeva il Cosmo; secondo alcuni era continua, ossia suddivisibile in porzioni sempre più piccole, mentre secondo altri era discontinua, ossia costituita da particelle molto piccole ed indivisibili, cioè gli Atomi (da “atomos”, non divisibile).
Queste ricerche filosofiche furono alla base della nascita della Teoria dell’Atomo.

Il primo Filosofo Atomista può essere considerato Leucippo di Mileto, secondo il quale gli Atomi, muovendosi nel vuoto, potevano incontrarsi dando origine alle cose.
Quest’idea di Leucippo fu ripresa da un suo allievo, Democrito, secondo il quale ogni aggregato di Atomi può disporsi secondo un ordine diverso, dando luogo a composti diversi.
Successivamente un altro Filosofo, Epicuro, attribuì agli Atomi il Peso.

Contro queste teorie Atomistiche si mise un grande Filosofo Greco, Aristotele.

Intanto si creò un nuovo movimento filosofico, quello degli Alchimisti, i quali ritenevano possibile la trasformazione di Metalli Poveri in Metalli Preziosi, quali l’Oro o l’Argento; inoltre furono anche intenti nella ricerca dell’Elisir di lunga vita, che doveva essere una sostanza in grado di prolungare la vita dell’uomo.
L’Alchimia nacque nell’Antico Oriente e si diffuse durante il Medioevo in Europa, nonostante venne condannata dalla Chiesa.

Solamente nell’anno 1000 la Chimica diventa Scienza, grazie a Robert Boyle che segnò un significativo spartiacque tra Alchimia e la Chimica stessa.

La Chimica è quella Scienza che studia la Materia, la sua struttura, la sua composizione e le sue proprietà, interessandosi anche delle sue trasformazioni chimiche.

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