LA BUONA SCUOLA - Pagella ai docenti

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

valutazione del merito per i docenti ai fine della carriera

Prof in carriera – Per superare la tipologia di avanzamento di carriera professionale esclusivamente legata all’anzianità, il Governo propone un nuovo calcolo legato al merito. Insomma anche i professori avranno una loro pagella in base alla quale potranno vedere aumentare il proprio stipendio.

Che significa?
Si tratta, spiega il Piano scuola di Renzi, di introdurre elementi di differenziazione basati sul riconoscimento di impegno e meriti oltre che degli anni trascorsi dall’immissione in ruolo. Occorre quindi, prima di ogni altra cosa, un nuovo status giuridico dei docenti, che consenta incentivi economici basati sulla qualità della didattica, la formazione in servizio, il lavoro svolto per sviluppare e migliorare il progetto formativo della propria scuola. La revisione dello status giuridico intende intervenire su questi aspetti e collegarli al nuovo meccanismo di progressione di carriera di ciascun docente.

Come potrà un docente dimostrare il suo valore? Tramite i crediti, secondo i piani presentati oggi per la Buona scuola.

CREDITI DIDATTICI si riferiscono alla qualità dell’insegnamento in classe e alla capacità di migliorare il livello di apprendimento degli studenti. Contribuiranno a far emergere le migliori prassi di insegnamento, assicurando innovazione didattica e, allo stesso tempo, attenzione per le specificità disciplinari.

I CREDITI FORMATIVI fanno riferimento alla formazione in servizio a cui tutti sono tenuti, alla attività di ricerca e alla produzione scientifica che alcuni intendono promuovere, e si potranno acquisire attraverso percorsi accreditati, documentati, valutati e certificati.

CREDITI PROFESSIONALI sono quelli assunti all’interno della scuola per promuovere e sostenerne l’organizzazione e il miglioramento, sia nella sua attività ordinaria (coordinatori di classe) sia nella sua attività progettuale.

Ad ogni docente sarà riconosciuto, come già avviene oggi, uno stipendio base. Questo stipendio base potrà essere integrato nel corso degli anni in due modi, complementari e cumulabili:

1-il primo modo sarà strutturale e stabile, grazie a scatti di retribuzione periodici (ogni 3 anni) – chiamati “scatti di competenza” – legati all’impegno e alla qualità del proprio lavoro;

2- il secondo modo sarà accessorio e variabile, grazie a una retribuzione (ogni anno) per lo svolgimento di ore e attività aggiunti- ve ovvero progetti legati alle funzioni obiettivo o per competenze specifiche (BES, Valutazione, POF, Orientamento, Innovazione Tecnologica). Quindi, i progetti e le attività aggiuntive che i docenti svolgeranno daranno loro

la possibilità di ottenere una remunerazione aggiuntiva (a carico del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa – MOF, vedi Capitolo 6), e in più saranno utili, qualora contribuisca- no al piano di miglioramento della scuola, per il conseguimento di crediti professionali.

Ma come funzioneranno gli “scatti di competenza”?
Nel corso del proprio lavoro a scuola, in classe e fuori dalla classe, il docente matura dei crediti didattici, professionali, e formativi.
Periodicamente, ogni 3 anni, due terzi (66%) di tutti i docenti di ogni scuola (o rete di scuole) avranno diritto ad uno scatto di retribuzione.

Si tratterà, secondo le linee guida di Renzi, del 66% di quei docenti della singola scuola (o della singola rete di scuole) che avranno maturato più crediti nel triennio precedente. Insomma i prof che si saranno distinti di meno per formazione, impegno a scuola e qualità della didattica non riceveranno automaticamente i soldi come avviene invece oggi in base alla sola anzianità.

Inoltre secondo il governo questa misura dovrebbe favorire il riequilibrio dei talenti nelle scuole: un docente che si trova in una scuola dove il livello dei prof è elevato potrebbe essere spinto a trasferirsi in una scuola dove i colleghi sono meno performanti, così da poter rientrare nel 66% di docenti che hanno diritto allo scatto.

Viene poi istituita la figura del Docente Mentore, ovvero una sorta di "capo degli insegnanti": segue per la scuola la valutazione, coordina le attività di formazione degli altri docenti, sovrintende alla formazione dei colleghi, accompagna il percorso dei tirocinanti e in generale aiuta il preside e la scuola nei compiti più delicati legati alla valorizzazione delle risorse umane nell’ambito della didattica. Insomma una nuova figura da temere/rispettare/farsi amico a scuola per gli studenti.

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