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Il DNA può essere manipolato e geni specifici possono essere eliminati o aggiunti; a spianare la strada a questi interventi definiti di Ingegneria genetica sono stati gli esperimenti condotti negli anni ‘40 da Joshua Lederberg e Edward Tatum sui piccoli plasmidi dei batteri. Non a caso i due genetisti vengono oggi considerati i pionieri della genetica batterica.
Negli anni successivi e in particolar modo negli anni ‘70 vi è stato uno straordinario sviluppo delle ricerche in questo campo e i biologi molecolari hanno scoperto come trasferire da un batterio a un altro la capacità di fabbricare sostanze utili, utilizzando i plasmidi batterici come vettori di geni. Un metodo di ricerca fondamentale, noto come tecnologia del DNA ricombinante, consiste nel ricombinare in laboratorio geni provenienti da organismi diversi, anche di differenti specie, e nel trasferire poi questo DNA ricombinante in altre cellule, perché possa essere duplicato ed espresso. Il microrganismo più utilizzato in questi procedimenti è stato ed è tutt’ora il batterio Escherichia coli, ospite innocuo, insieme con molti altri batteri, dell’intestino crasso dell’uomo.
Negli ultimi tempi l’adozione di vari metodi ha portato a un enorme sviluppo delle tecniche, note come biotecnologie, che impiegano organismi viventi per ottenere sostanze utili, quali vaccini, ormoni, e che rendono possibile il miglioramento delle caratteristiche di specie vegetali e un aumento della produttività agricola.
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