Ominazione

L'ominazione è l'insieme degli eventi che hanno caratterizzato l'evoluzione dell'uomo.

L'uomo appartiene all'ordine dei primati, e alla famiglia degli ominidi (Hominidae) che comprende anche gorilla, scimpanzé, bonobo e orangutan; il gibbone, considerato affine, è classificato nella famiglia degli ilobatidi. Il genere è Homo, comprendente alcune specie estinte e un'unica esistente senza sottospecie, Homo sapiens.
Nell'ordine dei primati sono incluse anche le cosiddette scimmie del Nuovo mondo (come le scimmie cappuccine), le scimmie del Vecchio mondo (i cercopitechi), i lemuri e i tarsi.

I primati

L'ordine dei primati è comparso circa 60 milioni di anni fa con piccoli animali notturni, arboricoli, dotati di vista frontale e alimentazione insettivora. Le scimmie antropoidi comparvero circa 20 milioni di anni fa, e il più noto genere risalente a questo periodo è Proconsul: viveva sugli alberi nutrendosi di frutta e foglie, ed è considerato l'antenato comune di gorilla, scimpanzé e uomo.

La separazione fra la linea evolutiva dello scimpanzé e quella dell'uomo è invece molto recente: il sequenziamento del genoma dello scimpanzé (avvenuto nel 2005) e il suo confronto con quello umano portano a ritenere che la separazione fra i due generi si sia verificata circa 6 milioni di anni fa.

Le modificazioni più importanti avvenute nel corso dell'evoluzione dell'uomo, rispetto a gorilla e scimpanzé, sono state:
• acquisizione della postura eretta con conseguente liberazione degli arti superiori;
• notevole aumento della capacità cranica e sviluppo del cervello;
• variazioni nella forma di scatola cranica e denti.

Oltre che per la morfologia della scatola cranica, lo scheletro si differenzia da quello delle scimmie soprattutto per la presenza del pollice opponibile, la forma diversa del bacino e la presenza di curvature tipiche della colonna vertebrale conseguenti alla postura eretta.

I primi ominidi veri e propri appartengono al genere Australopithecus, comparso circa 5 milioni di anni fa, con diverse forme dotate di capacità cranica ancora molto ridotta (circa 500 cm3); erano dotati di postura eretta e locomozione bipede. Da un ceppo di Australopithecus africanus si pensa che abbia avuto origine il genere Homo.

Le scoperte di ominidi fossili, che si verificano frequentemente, fanno si che la storia dell'evoluzione umana venga continuamente rivista e corretta. È certo però che l'albero evolutivo dell'uomo non possa più essere rappresentato come una successione lineare da una forma alla successi-va, quanto, piuttosto, come un "cespuglio" di linee a significare che forme diverse sono vissute nello stesso periodo e sono, probabilmente, entrate in contatto tra loro.

Per una breve descrizione di alcuni dei nostri antenati ricordiamo:
1. l'Homo habilis, comparso circa 2,5 milioni di anni fa, con capacità cranica pari a circa 750 cm3, capace di costruire rudimentali utensili in pietra scheggiata;
2. Homo erectus (circa 900 cm), comparso circa 1,6 milioni di anni fa, imparò a utilizzare il fuoco, si organizzò in villaggi e sviluppò il linguaggio;
3. Homo neanderthalensis, comparso circa 250.000 anni fa ed estinto circa 30.000 anni fa per cause non comprese, aveva una capacità cranica pari a circa 1.500 cm3, era organizzato in tribù con tradizioni e rituali propri;
4. Homo sapiens, infine, ebbe origine circa 200.000 anni fa nell'Africa orientale e raggiunse l'Europa circa 50.000 anni fa. Questa specie, l'unica di ominidi presente attualmente sul Pianeta, addomesticò per la prima volta gli animali e sviluppò l'agricoltura, oltre a dedicarsi in modo particolare alle attività artistiche.

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