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Terapia endovenosa e tonicità cellulare


Perché è fondamentale che il personale medico somministri ai pazienti soltanto le soluzioni endovenose appropriate? Attraverso la membrana plasmatica c’è un traffico continuo di piccole molecole. Sebbene la diffusione dei soluti attraverso la membrana sia piuttosto lenta, l’osmosi, che determina lo spostamento dell’acqua attraverso la membrana, avviene molto velocemente. Chiunque effettui una somministrazione endovenosa deve usare una soluzione corretta per proteggere le cellule del paziente dalla disidratazione, potenzialmente mortale, o dalla rottura dovuta al rapido ed eccessivo ingresso di acqua. La tendenza di una soluzione a trattenere o a richiamare acqua è la pressione osmotica, che è direttamente correlata alla concentrazione dei soluti nella soluzione stessa. Quanto più elevata è la concentrazione dei soluti, tanto maggiore è la pressione osmotica e tanto maggiore è la tendenza dell’acqua a entrare nella soluzione. Molte molecole, in particolare proteine e determinati ioni, non possono diffondere attraverso la membrana plasmatica; di conseguenza ogni variazione della loro concentrazione a uno dei due lati della membrana spinge l’acqua a spostarsi da un lato all’altro della membrana stessa, facendo sì che la cellula perda o acquisti acqua. La capacità di una soluzione di modificare le dimensioni e la forma delle cellule facendo variare la quantità di acqua che esse contengono è la tonicità (la radice ton della parola corrisponde a «forza »). Una soluzione isotonica (iso, «uguale ») ha la stessa concentrazione di soluti e di acqua della cellula. Le soluzioni isotoniche non provocano modificazioni visibili nelle cellule, e quando vengono infuse nella corrente sanguigna gli eritrociti mantengono la loro grandezza normale e la forma discoidale . Prevedibilmente, il liquido interstiziale e la maggior parte delle soluzioni per infusione endovenosa sono soluzioni isotoniche. Quando sono esposti a una soluzione ipertonica (una soluzione che contiene soluti in maggiore quantità rispetto a quelli presenti nelle cellule) gli eritrociti cominciano a raggrinzirsi. Questo è dovuto al fatto che l’acqua all’interno della cellula è più concentrata che fuori e segue così il suo gradiente di concentrazione uscendo dalla cellula . Soluzioni ipertoniche vengono talora somministrate a pazienti con edema (gonfiore dei piedi e delle mani dovuto a ritenzione di liquidi). Tali soluzioni richiamano acqua dagli spazi tessutali nella corrente sanguigna, in modo che i reni possano eliminare i liquidi in eccesso. Una soluzione che contiene meno soluti (e quindi più acqua) della cellula è una soluzione ipotonica. Messe in una soluzione ipotonica, le cellule si gonfiano rapidamente perché viene richiamata acqua al loro interno. L’acqua distillata costituisce l’esempio più estremo di liquido ipotonico. Poiché non contiene affatto soluti, l’acqua entra nelle cellule fino a determinarne la rottura, o lisi. Soluzioni ipotoniche vengono talvolta infuse per via venosa (lentamente e con attenzione) per reidratare i tessuti di pazienti estremamente disidratati. Nei casi meno estremi di solito serve allo scopo bere liquidi ipotonici. (Sono ipotonici molti dei liquidi che beviamo abitualmente, come tè, cola e bevande per chi pratica sport.)
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