Video appunto: Nucleo come marker istologico
Quando si muovono i primi passi in biologia, la prima cosa che si impara sul nucleo è che in esso si trova il DNA, cioè è la sede del nostro patrimonio genetico. È importante sottolineare che in relazione a come si presenta il nucleo è possibile identificare e caratterizzare l’intero preparato che si ha di fronte.
Nucleo come guida nell’osservazione di un preparato Nei tessuti di origine epiteliale il citoplasma di una cellula tende un pochino a sovrapporsi e a confondersi con la cellula vicina, è quindi fondamentale la presenza dei nuclei che permettono ad esempio di comprendere che nell’immagine qui di fianco si sta osservando un tessuto ad alta densità cellulare e con un citoplasma di una certa dimensione. Talvolta, come nell’immagine qui di fianco, è possibile affermare che il nucleo di una cellula è grande, solamente però se si specifica che questa grandezza è relativa al volume complessivo della cellula.

Dalle caratteristiche del nucleo di questo neurone è anche possibile risalire alle caratteristiche delle cellule, ad esempio: il nucleo grande prevalentemente chiaro, la basofilia del citoplasma e la presenza di un nucleolo molto ben definito (denso e voluminoso) forniscono preziose informazioni sullo stato funzionale della cellula: tutto punta in direzione di una cellula ad elevata attività biosintetica. La porzione chiara del nucleo è evidentemente occupata da eucromatina trascrizionalmente attiva, il nucleolo ben definito testimonia l’intensa attività di sintesi delle componenti e la basofilia citoplasmatica, a sua
volta, rivela la presenza di grandi quantità di reticolo endoplasmatico rugoso, pezzato di ribosomi evidentemente, nonché di ribosomi liberi.