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Fibre elastiche



Normalmente le fibre elastiche possono ramificarsi e anastomizzarsi attraverso il connettivo sia lasso che denso, possono fondersi a formare lamine elastiche fenestrate, come nei vasi sanguigni, o legamenti elastici dopo essersi disposte in fasci paralleli. Interessante sottolineare che a differenza delle altre fibre non sono facilmente distinguibili al microscopio ottico.

Sono costituite da un nucleo centrale di elastina, debolmente elettrondenso, e da un rivestimento periferico di microfibrille di aspetto tubulare e andamento parallelo, il cui costituente principale è la fibrillina. Piccoli aggregati di microfibrille si trovano anche intorno al nucleo amorfo, difatti prima di formano le microfibrille e poi tra di queste si accumula l’elastina. Mutazioni della fibrillina causano una delle malattie genetiche più frequenti, la sindrome di Marfan caratterizzata da alterazioni scheletriche e da patologie dell’aorta e dell’apparato sospensore del cristallino, perché ricchi di fibre elastiche.
Le microfibrille sono strutture rigide con limitate proprietà elastiche, quindi a fornire la caratteristica elasticità a queste fibre è l’elastina.
Le molecole prevalenti nella sostanza fondamentale sono acido ialuronico, proteoglicani e glicoproteine. Le glicoproteine sono invece fondamentali per l’adesione cellulare e regolano la migrazione cellulare.