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Il complesso maggiore di istocompatibilità e la comunicazione cellulare

Il complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) è costituito da un gruppo di geni, presente in tutti i mammiferi, che codifica per la sintesi di proteine situate sulla superficie cellulare.
Esse identificano le cellule di un organismo: costituiscono una sorta di vera e propria “impronta digitale” della cellula, che assicura un rigoroso riconoscimento del self.
Inoltre, controllano la risposta immunitaria e la cooperazione tra linfociti B, T e macrofagi.
I geni del sistema maggiore di istocompatibilità nell’uomo sono indicati con il prefisso HLA (Human Leukocyte Antigen) poiché buona parte della ricerca in questo campo è stata effettuata sui leucociti.
L’MHC è costituito da circa 20 geni, ognuno dei quali possiede 8-10 alleli (allelia multipla).
Poiché in ogni individuo è presente una coppia di alleli per ogni gene, il numero di combinazioni possibili è davvero enorme (dell’ordine di 10 elevato 40), ed è praticamente impossibile che due individui posseggano la stessa combinazione.

I geni dell’MHC e i loro prodotti sono suddivisi in due classi principali.
I geni di classe I codificano la sintesi di molecole (proteine MHC-I) presenti sulla superficie di tutte le cellule dell’organismo, ad eccezione degli eritrociti e delle piastrine, e sono responsabili del rigetto nei trapianti.
I geni di classe II codificano la sintesi di molecole (proteine MHC-II) presenti esclusivamente sulla superficie delle cellule del sistema immunitario.
Grazie alla presenza delle proteine MHC le cellule coinvolte nei meccanismi di difesa dell’organismo riescono a comunicare tra loro: questo complesso scambio di informazioni consente a cellule diverse di cooperare tra loro nella difesa dell’organismo.

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